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FONTI FOSSILI | 150 ARTICOLI

Quale futuro per il power to gas europeo?

La tecnologia power to gas (P2G) sta conoscendo, a livello europeo, un concreto sviluppo. L’idea di produrre idrogeno per via elettrochimica, soprattutto nell’ambito della ricerca, si è iniziata a diffondere oltre 30 anni fa, ma solo negli ultimi 3 anni si è cominciato a parlare in misura vieppiù crescente dei vantaggi legati all’utilizzo del P2G nel settore energetico.

Power to Gas in Germania: la batteria del futuro?

Al fine di comprendere a che punto è lo sviluppo del Power to Gas in Germania abbiamo intervistato Eva Hennig, Responsabile per le politiche energetiche europee di Thüga, un gruppo che detiene partecipazioni azionarie di minoranza in 100 multiutility attive nei settori dell’elettricità, del gas, del ciclo dell’acqua, del calore e delle telecomunicazioni. Con 2 milioni di clienti gas, 4 milioni di clienti elettrici e oltre 17.000 dipendenti, il gruppo Thüga costituisce la più grande alleanza di utility della Germania.

What’s the future for coal in Germany?

The German energy transition (“Energiewende”) is internationally recognized as a ground-breaking effort to initiate a low-carbon transformation in a major industrialized economy. The German growth in renewable capacity has been significant, with renewables reaching a share of over 40% in the country’s electricity mix in the first half of 2018. However, they have largely replaced nuclear power, which is set to be fully phased out by 2022. Emissions from coal energy remain high and make it impossible for Germany to reach its climate targets.

How Britain went from Coal to Clean

Coal has long been a major part of the UK electricity mix. Over the last two decades, coal has provided a third of UK power. Over the last quarter, it provided just 1.3% of power, and many days this summer there was not a single coal power plant running anywhere in the UK. How did this remarkable transformation happen?

France : le charbon est proche à sa fin

En 2018, l'histoire du charbon minéral en France touche à sa fin.

De 23 millions de tonnes (Mt) en 2000, la consommation a chuté à 14 Mt en 2017, soit 3,6% de la consommation primaire totale d'énergie. Un peu moins de la moitié (45%) est allé aux trois dernières cokeries de Dunkerque (Nord-Pas-de-Calais), Seremange (Moselle) et Fos-sur-Mer (Bouches-du-Rhône). Un gros tiers (36%) a approvisionné les quatre centrales thermiques-charbon encore en activité : deux appartiennent à Electricité de France (EDF)  à Cordemais (Loire-Atlantique) et au Havre (Seine-Maritime), les deux autres à la compagnie allemande UNIPER à Gardanne (Bouches-du-Rhône) et Saint-Avold (Moselle), soit un total de 3 GWe représentant 2,3% des capacités installées et 1,8% de la production d'électricité en 2017. Le reste du charbon consommé en 2017 (19%) s'est partagé entre des usines de chauffage urbain, des cimenteries et des usages non énergétiques.

Poland, Europe and The Coal Conundrum

Over the last decades Poland has dramatically decreased its production and use of coal. However, as impressive as these achievements are, Poland is far from eliminating or drastically curtailing coal in its energy mix. This is predicated upon several types of considerations that include: coal’s legacy, socio-political factors, and energy security concerns.  Importantly, these factors are not unique to Poland. And as the world strives to eradicate CO2 emissions, we should see them emerge as increasingly important part of the climate change discourse.

L’inarrestabile declino del carbone in Occidente

Fino a poco tempo fa gli scenari sulla domanda mondiale di carbone ipotizzavano una crescita, anche se non impetuosa come nello scorso decennio. In realtà, nel 2016 i consumi sono calati del 4,2% rispetto al 2014. Nel 2017 si è registrato un leggero rimbalzo, +1%, ma secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) nei prossimi anni la domanda si stabilizzerà, anche se le dinamiche saranno diverse.

Se in Asia ci sono ancora segnali di crescita, sui due lati dell’oceano Atlantico lo scenario si fa invece sempre più cupo.

Quale futuro per il carbone in Germania?

La transizione energetica tedesca - Energiewende” - è internazionalmente riconosciuta come uno sforzo rivoluzionario per avviare una trasformazione low-carbon in una delle principali economie industrializzate. In Germania, la crescita della capacità rinnovabile è stata significativa, con una quota di FER nel mix elettrico che ha raggiunto, nei primi sei mesi del 2018, oltre il 40%. Tuttavia, l’energia rinnovabile ha in gran parte sostituito quella nucleare, il cui phase out completo è atteso entro il 2023.

La Polonia, l’Europa e il dilemma del carbone

Negli ultimi decenni, la produzione e il consumo di carbone sono diminuiti in misura consistente in Polonia. Tuttavia, nonostante questa impressionante evoluzione, il paese è ancora lontano dall’eliminazione o anche solo da una drastica riduzione di questa fonte dal suo mix energetico. Alla base di questa considerazione, diversi fattori quali: la tradizione carbonifera del paese, aspetti socio-politici, questioni di sicurezza energetica.

UK: dal carbone all’energia pulita senza passare dal gas

Il carbone è stato per lungo tempo una parte importante del mix di generazione del Regno Unito, fornendo negli ultimi due decenni un terzo dell’energia elettrica nazionale. Oggi la situazione è molto diversa al punto tale che, nel II trimestre 2018, il carbone ha rappresentato solo l'1,3% di tutta l’elettricità prodotta in UK. Inoltre, durante l’estate, vi sono stati giorni in cui nessuna centrale a carbone era in funzione. Come siamo arrivati fino a qui?

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