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Quanto costa bloccare la produzione di idrocarburi da qui al 2050?

La transizione energetica deve necessariamente confrontarsi con i costi da sostenere affinché si possa considerare credibile. In un recente articolo, è stato affrontato un particolare aspetto di questa transizione con l’obiettivo di fornire un contributo informativo il più possibile oggettivo sulla situazione italiana.

La resilienza del COVID ostacola la ripresa dei prezzi del petrolio

L’anno più difficile per l’industria energetica e petrolifera si è concluso, pur in una situazione caratterizzata dalla forte presenza del coronavirus in molti paesi ed in particolare in Europa, che si è trovata nella difficile condizione di dover adottare a gennaio nuove stringenti misure restrittive dell’attività di molti settori e della circolazione delle persone, con prezzi del petrolio in sensibile rialzo.

Il recupero dei prezzi, più che ad una forte ripresa della domanda, limitata alla sola Cina, è indubbiamente legato alla notizia della messa a punto di una serie di efficaci vaccini ed all’inizio delle vaccinazioni di massa negli Stati Uniti ed in Europa.

Il mercato del carbonio: tra pandemia e aspettative

Dopo anni di quotazioni basse che avevano fatto dubitare della sua efficacia quale strumento di controllo delle emissioni, il mercato dell’ETS è entrato in una fase nuova che ha portato i prezzi delle quote su livelli ragguardevoli. A gennaio il prezzo di una tonnellata di CO2 ha viaggiato stabilmente nel range 31-34 €.

Chi compra sul mercato della CO2 è davvero interessato alla transizione?

L’evoluzione dei prezzi dei permessi di emissione è stata piuttosto turbolenta quest’anno, così come d’altronde lo è stato il clima economico globale. La pandemia da Covid-19 ha spiazzato tutti i mercati presentando scenari completamente nuovi, i quali hanno cambiato, forse per sempre, alcune regole del gioco. In soli 4 mesi, tra marzo e luglio, abbiamo visto le EUA raggiungere i minimi degli ultimi 2 anni ed i massimi degli ultimi 14, record quasi assoluto considerando che il meccanismo ETS esiste dal 2005.

Prezzo del petrolio negativo: cosa significa?

Intervista a Salvatore Carollo (OIL AND ENERGY ANALYST AND TRADER)

Un prezzo del petrolio negativo, quale quello registrato dal WTI il 20 aprile, nel giorno precedente alla scadenza del contratto di maggio, è un fatto del tutto anomalo e mai verificatosi prima d’ora. Ne abbiamo parlato con Salvatore Carollo, grande esperto del mercato petrolifero e profondo conoscitore del sistema di formazione dei prezzi del petrolio.

Il WTI crolla sotto zero, ma occhio al rimbalzo

Chi troppo in fretta sale cade sovente precipitevolissimevolmente. E questo si sa. Ma cosa succede a chi troppo in fondo cade? C’è da domandarselo, dopo che per la prima volta nella storia il futures sul WTI è stato scambiato in territorio negativo, arrivando a segnare -40 dollari al barile. È successo a inizio di questa settimana, lunedì in tarda serata, per motivi tecnici (l’avvicendarsi del contratto di maggio con quello di giugno) e logistici (l’ingorgo a Cushing).

Covid e petrolio: è la fine dell’OPEC?

Per capire il senso dell’accordo OPEC Plus firmato all’inizio di aprile bisogna fare un passo indietro, evitando analisi che abbiano troppo a che fare con classiche logiche di mercato e di contingenza economica. Certo, la domanda è crollata, e in un gioco al quale siamo ormai abituati da quarti di secolo i produttori sanno molto bene che in questi casi hanno convenienza a tagliare la produzione e a far salire il prezzo, guadagnando sul margine.

Covid-19: what are the consequences of low prices on shale oil industry?

The emergence of COVID-19 has coincided with a core oil market management dispute. That dispute mainly involves the market shares commanded by Saudi Arabia (the largest sovereign producer among the OPEC membership) and Russia which, along with Mexico and occasionally Norway, has cooperated with OPEC as “OPEC+”. Oil market management disputes inevitably result in lower prices, and so the global oil industry now finds itself reeling from the combined effects of OPEC+ disarray and ultra-low global demand caused by the pandemic.

Lo shale americano resisterà alla pandemia?

La diffusione su scala mondiale del COVID-19 ha coinciso con un clima “poco disteso” sul mercato petrolifero internazionale, in ragione della guerra di prezzo che ha visto contrapporsi l’Arabia Saudita, il più importante produttore all’interno dell’OPEC, e la Russia, leader dei paesi esterni all’Organizzazione che hanno aderito all’Alleanza OPEC Plus istituita nel 2016. Di per sé, qualsiasi controversia relativa alla gestione dell’offerta petrolifera esercita una pressione al ribasso sulle quotazioni, ma in questo particolare momento storico le contrapposizioni in seno all'OPEC plus si sono sommate ad un crollo senza precedenti della domanda globale di petrolio, effetto tangibile della pandemia.

La green finance ai tempi del coronavirus

Quali saranno le ricadute della crisi economica dovuta al Coronavirus sulla lotta all'altra grande crisi globale, quella climatica?  Non pochi ritengono che molti paesi concentreranno le risorse disponibili sulla prima, riducendo l'impegno sulla seconda e che il collasso del prezzo del petrolio potrebbe rendere meno competitive le energie rinnovabili. Paradossalmente, l'effetto immediato del Covid-19 sarà quello di ridurre le emissioni: un rapporto di Carbon Brief evidenzia come in febbraio le emissioni di CO2 in Cina siano state del 25% inferiori a quelle dello stesso periodo del 2019, il consumo di carbone si sia ridotto del 36% e i livelli di NO2 del 37%.

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