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ARCHIVIO | 36 ARTICOLI

I droni in Arabia Saudita sono una sveglia per l’Europa

Due eventi stanno riproponendo pesantemente il tema dell’energia e dell’ambiente nel mondo: il viaggio di Greta a New York ed il bombardamento degli impianti di trattamento del petrolio in Arabia Saudita. Sono due segnali fortissimi, fra loro intrinsecamente legati ed a cui non si può rispondere separandoli o considerandoli indipendenti uno dall’altro.

Attacco ai pozzi sauditi: cosa c’entra la CO2?

Cronologia dell’effetto domino causato dall’attacco ai pozzi di Saudi Aramco:

Sabato 14 settembre, sono le 4:00 ora locale: il cielo sopra Abqaiq e Khurais si illumina a causa delle esplosioni. I mercati sono chiusi,

Un euro più forte per aumentare la sicurezza energetica e ridurre la bolletta UE

Perché pagare ancora in dollari il petrolio e il gas importati in Europa, quando l'euro è una valuta stabile, affidabile, globalmente riconosciuta e ampiamente accettata per i pagamenti internazionali? La Commissione europea ha posto il problema nel dicembre scorso, con l'intenzione di rafforzare e sostenere il ruolo internazionale dell'euro.

Petrolio e dollaro: un matrimonio indissolubile?

Da circa 160 anni il petrolio è protagonista della scena energetica mondiale: dalla fase pionieristica della seconda metà dell’ottocento, a tutto il XX secolo che ha segnato l’apogeo del suo sviluppo, agli anni 2000 caratterizzati dalla specializzazione nei settori chiave dei trasporti e della petrolchimica, alla prospettiva odierna di un lento declino a favore delle rinnovabili, i prezzi del petrolio sono sempre stati espressi in dollari USA.

Euro vs dollaro: la risposta dell’UE al protezionismo americano

La sollecitazione della Commissione europea verso gli Stati membri affinché si promuovano scambi in euro nei settori strategici, petrolio e derivati in primis, segnala il protagonismo di un sovranismo europeo con il quale le istituzioni comunitarie intendono difendere il proprio ruolo e uscire dalla morsa dell’attuale congiuntura internazionale. Al fronte “esterno”, con una Brexit ancora in bilico e le guerre commerciali sino-americane, si sovrappone quello “interno” con le incerte elezioni alle porte.

Un mercato elettrico “de-dollarizzato” farà i conti con la Cina

Quando accendiamo la luce, stiamo indirettamente comprando dollari. È un’affermazione surreale, ma solo in apparenza. Esplorandone il fondamento, intravediamo gli scenari che potrebbero aprirsi per il mercato elettrico al termine del percorso di de-dollarizzazione recentemente dichiarato dall’Unione europea.

Sebbene il prezzo unico nazionale dell’energia elettrica (PUN) sia denominato in euro, le centrali elettriche italiane bruciano combustibili fossili quotati in dollari sui mercati internazionali a pronti e a termine.

Il downstream petrolifero italiano: dati e tendenze 2018

Il 2018 è stato forse l’anno dei record sui mercati petroliferi internazionali, non tanto dal lato dei prezzi, ancora lontani dai picchi del 2008, quanto da quello della domanda e dell’offerta. La prima, nell’ultimo trimestre dell’anno, ha superato la soglia psicologica dei 100 milioni di barili al giorno (mil. bbl/g); la seconda è andata oltre i 101 milioni. Gli Stati Uniti, con una produzione di 15,4 mil. bbl/g, pari a quella di Arabia Saudita, Iraq ed Ecuador messe assieme, hanno a loro volta registrato un altro record, coprendo quasi per intero l’incremento della produzione mondiale registrato nel 2018 (2,1 su 2,3 mil. bbl/g).

Petrolio: una pericolosa illusione

A dispetto dei prematuri necrologi e de profundis, il petrolio è tornato al centro della scena internazionale e lo resterà per molto, condizionando le economie, la geopolitica e le alleanze internazionali (vedi nuovo asse Riad-Mosca), le politiche interne (vedi proteste dei gilet gialli in Francia). La congiuntura 2018 ha visto - lungo una retta ascendente (circa +35% sul 2017) - 4 mini shocks di prezzi: 2 al rialzo e 2 al ribasso. A determinarli, più delle dinamiche reali è stato il gioco delle aspettative con due contrapposti timori, lato offerta e lato domanda.

Benzina e gasolio in Italia: quanto pesano accise e Iva?

Non ci sono solo le missioni militari e la famosa guerra in Abissinia tra gli eventi straordinari finanziati con prelievi fiscali sui carburanti. Parte delle accise sono servite anche per sostenere un fondo per lo spettacolo, per rinnovare la flotta di autobus pubblici e per il contratto degli autoferrotranvieri. Esigenze specifiche che il legislatore ha deciso di far pagare a tutti gli automobilisti in misura quasi impercettibile sul totale di un pieno, ma che sommate sono pari a 0,72840 su un litro di benzina e 0,61740 su un litro di diesel. Una cifra immutata ormai dal 2015, dall'ultimo ritocco effettuato, che fa dell'Italia il secondo paese dell'area euro per le accise su benzina (dopo l'Olanda) e diesel (dopo il Regno Unito).

Petrolio di nuovo sopra gli 80 $/barile: cosa aspettarsi?

Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina hanno avuto un impatto transitorio sui corsi petroliferi che, dopo la pausa osservata nei mesi estivi, hanno ripreso a guadagnare terreno con il Brent salito sopra gli 80 doll/bbl a metà settembre. Rispetto ai livelli di un anno fa (settembre 2017) si tratta di un rincaro di entità superiore ai 40 punti percentuali, che ha proiettato il prezzo del petrolio verso medie, in dollari, che non si osservavano dal 2014. La speculazione ha certamente contribuito a rilanciare le quotazioni, come testimonia il monte elevato di posizioni in acquisto accumulato sui mercati petroliferi dalla seconda metà di agosto.

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