The third Renewable Energy Directive (RED III) is a cornerstone of Europe's decarbonisation strategy. Central to the European Green Deal, it was designed to deliver emissions reductions while strengthening energy security following Russia's invasion of Ukraine. The Directive raises the EU's renewable energy share target to 42.5% by 2030 – up from 32% under RED II – and introduces new requirements for renewable fuels of non-biological origin (RFNBO): fuels generated by non-bioenergy renewable sources, expected to largely come in the form of green hydrogen.
La RED III è stata recepita anche in Italia: nuovi obiettivi, novità operative attese da mesi e altre se ne attendono con i futuri provvedimenti attuativi. Insieme all’Ing. Attilio Punzo – Direttore della Direzione Riconoscimento Incentivi e Titoli del GSE abbiamo ripercorso i punti salienti di questo passaggio normativo, che segna un’accelerazione decisiva verso gli obiettivi di transizione energetica del Paese per il 2030.
La terza direttiva sulle energie rinnovabili (RED III) è una pietra miliare della strategia europea in materia di decarbonizzazione. Elemento centrale del Green Deal europeo, è stata concepita per ridurre le emissioni e rafforzare la sicurezza energetica dopo l’invasione russa dell’Ucraina. La direttiva innalza l’obiettivo dell’UE in materia di quota di energie rinnovabili al 42,5% entro il 2030, rispetto al 32% previsto dalla RED II, e introduce nuovi requisiti per i combustibili rinnovabili di origine non biologica (RFNBO): combustibili generati da fonti rinnovabili non bioenergetiche, in gran parte sotto forma di idrogeno verde.
Nella Gazzetta Ufficiale n. 15 del 20 gennaio è stato pubblicato il decreto legislativo 9 gennaio 2026, n. 5 "Attuazione della direttiva (UE) 2023/2413 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 ottobre 2023” (la cosiddetta Direttiva RED III) che modifica e integra il decreto legislativo n. 199 del 2021, ridefinendo in modo organico il quadro nazionale sulle fonti rinnovabili.
L’approvazione della RED III, terza Direttiva sulle fonti rinnovabili recepita in Italia con D.lgs 9 gennaio 2026 n.5, segna un passaggio cruciale nel percorso europeo verso la neutralità climatica al 2050 rafforzando il quadro normativo precedente, e innalzando al 42,5%, 10,5 punti percentuali in più rispetto a quando disposto nel 2018, l’obiettivo vincolante del peso delle fonti rinnovabili sui consumi finali lordi di energia entro il 2030, con un’indicazione “aspirazionale” al 45%.
Con il recepimento della Direttiva europea RED III, il nostro Paese compie un passo deciso verso una maggiore integrazione tra veicoli elettrici e sistema elettrico. Il decreto legislativo 9 gennaio 2026, n. 5, che attua le nuove disposizioni europee per il settore delle energie rinnovabili, introduce infatti innovazioni rilevanti anche per il mondo della mobilità elettrica, in particolare sul fronte della ricarica intelligente e dell’accesso ai dati delle batterie.
Lo scorso 20 gennaio, poco dopo le 21, è uscito in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 5/2026 di attuazione della direttiva UE 2023/2413, la Direttiva RED III sulla promozione dell’energia rinnovabile. Una tappa cruciale di un viaggio iniziato poco più di sei anni prima, con le prime mosse del Green Deal europeo varato all’avvio della nona legislatura europea.
Negli ultimi anni istituzioni e stampa hanno puntato l’attenzione verso l’idrogeno (H2) quale vettore energetico capace di sostituire i combustibili fossili in applicazioni industriali, civili e domestiche. L’idea di utilizzare l’H2 come vettore energetico non è nuova (Jules Verne, nell’Isola misteriosa del 1874, considerava l’acqua il combustibile del futuro) e negli ultimi decenni l’interesse per tale molecola ha seguito un andamento altalenante a partire dagli anni ’70 a seguito degli shock petroliferi.
In Spain, the publication of the European Hydrogen Strategy in 2020 sparked widespread enthusiasm among the government, regional administrations, the private sector, and, to some extent, civil society. This momentum was reinforced a few months later with the release of the Hydrogen Roadmap for Spain, at a time when the country was grappling with the economic and social crisis caused by COVID-19. Hydrogen development was seen as a tool for industrial transformation and economic diversification, positioned as a key driver of green industrialisation. The roadmap set an ambitious electrolyzer target of 4 GW by 2030, representing 10% of the EU’s 40 GW goal.
Le politiche di decarbonizzazione europee e mondiali hanno assegnato un ruolo chiave all’idrogeno come vettore energetico strategico nella transizione verso un sistema energetico a basse emissioni di carbonio. Il suo potenziale come vettore energetico si basa principalmente su due caratteristiche: può essere prodotto utilizzando un’ampia gamma di fonti energetiche primarie, comprese quelle rinnovabili, nucleari e fossili con tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS) e ha una grande versatilità che lo rende adatto a diversi utilizzi finali.