::

FONTI FOSSILI | 86 ARTICOLI

Prezzi dell’energia: quanto possono salire ancora?

A voler cercare nella figura qui sotto i record dei prezzi di elettricità e gas che tanto fecero scalpore nell'estate del 2021, quasi si fatica a trovarli. Nell’anno successivo sono stati, infatti, seguiti da una serie di ondate (almeno quattro) di aumenti assai peggiori. L’ultimo sembra aver avuto il suo picco nei giorni scorsi e si prepara ora a scaricare i propri effetti sull’economia.

Gas: più che di price cap sarebbe meglio parlare di volume cut

Le tensioni sul mercato del gas naturale hanno inizio nell’autunno 2021, in ragione di un importante aumento della domanda, in particolare del GNL, non accompagnato da sufficienti disponibilità e, come gli eventi successivi hanno reso evidente, anche in ragione del palesarsi delle prime tensioni geopolitiche. Successivamente all’imprevedibile inizio della guerra russo-ucraina, le tensioni si sono acuite e si sono progressivamente accompagnate ad una crescente consapevolezza del rischio volumi.

Crisi gas: necessario un governo consapevole se si vuole evitare il collasso del mercato

L’ormai consolidata crisi del mercato del gas naturale generata dall’incertezza sulla disponibilità delle forniture, ha determinato l’aumento incontrollato ed altissima volatilità dei prezzi e al tempo stesso ha insinuato nelle aspettative delle società di vendita, in particolare nei reseller, il timore (o il terrore) di non riuscire ad approvvigionarsi per il prossimo anno termico.

Il mercato all’ingrosso, infatti, è caratterizzato da una desertificazione delle offerte di vendita; i principali player di mercato stanno lasciando che i propri clienti, anche quelli storici, si “sentano liberi” di trovare un altro fornitore non essendo certi di (voler) garantire le forniture a valle della filiera.

Stoccaggi gas: la faticosa partenza delle iniezioni e il rischio sicurezza

Il ruolo fondamentale che gioca lo stoccaggio nella filiera gas è noto e gli eventi di questi ultimi mesi non fanno che confermarlo. Lo stoccaggio serve al bilanciamento del sistema, per la modulazione del gas per le diverse tipologie di utenza e soprattutto per rispondere alle esigenze di variazione stagionale della domanda. In questo senso lo stoccaggio ha anche un’importanza strategica per la sicurezza del sistema gas, consentendo di compensare la maggiore domanda invernale che il mix di importazione e produzione non riuscirebbe da solo a coprire.

La vera sostenibilità richiede un’ampia prospettiva

Qual è l’impatto ambientale del GPL riscaldamento rispetto a fonti energetiche alternative e qual è la metodologia di valutazione più corretta? Lo studio che Assogasliquidi-Federchimica ha commissionato al gruppo Aware del Politecnico di Milano punta a rispondere a questi quesiti centrali attraverso un’analisi solida ed esaustiva. Ma facciamo un passo indietro, evidenziando le motivazioni che ci hanno spinto ad effettuare questo tipo di analisi.

LCA per individuare misure di contenimento degli impatti emissivi

L’analisi comparativa basata sulla metodica LCA condotta dal Politecnico di Milano, oltre che per i risultati a cui giunge, costituisce un punto di partenza importante in un’ottica di implementazione di politiche mirate al contenimento, a livello macro, degli impatti emissivi dei gas climalteranti e, a livello micro, degli agenti atmosferici inquinanti.

Qualità dell’aria: il punto di vista delle istituzioni locali

Si è svolta lunedì scorso la presentazione dello studio “Valutazione degli impatti del ciclo di vita del Gpl per utilizzi stazionari, a confronto con altre tipologie di fonti/vettori energetici” (v. Staffetta 09/03/22), condotto dal gruppo di ricerca Aware del Politecnico di Milano su commissione di Assogasliquidi. Ai saluti di Andrea Arzà, presidente Federchimica-Assogasliquidi, e alla presentazione dello studio della prof.ssa Lucia Rigamonti del Politecnico di Milano, è seguito un panel di discussione a cui hanno partecipato Fabio Romeo, della direzione generale Valutazioni ambientali del Mite, Riccardo de Lauretis dell'Ispra, Isabella Annesi-Maesano, direttrice del dipartimento delle malattie allergiche e respiratorie dell'Istituto nazionale francese per la salute e la ricerca medica (Inserm) nonché Gianluca Gurrieri, dirigente unità organizzativa Clima e qualità dell'aria della Regione Lombardia e Marco Bedogni, dell'Amat/Comune di Milano di cui di seguito si riportano i principali passaggi dei loro interventi.

Distribuzione del gas (non solo naturale): una nuova visione

Nella seconda metà del 2021, la crisi dei prezzi del gas naturale, tuttora in corso, ed il minore apporto delle fonti rinnovabili, in particolare nell’Europa settentrionale per l’eolico, hanno provocato una revisione sia del sentiment che degli scenari: definita come “un’iniezione di sano realismo” si è presa contezza che la traiettoria verso la piena decarbonizzazione implica rilevanti costi, che l’afflato ambientale deve prendere in considerazione la dimensione sociale e che al 2050, a tecnologia nota, le sole fonti rinnovabili non sembrano poter garantire la sicurezza necessaria dei sistemi energetici nei paesi europei. La discussione in corso sulla proposta della Commissione UE sulla tassonomia, ora includente anche il nucleare ed il gas naturale, ne sono uno degli esempi.

Reti locali gas, il gigante nel limbo

Qual è il futuro delle reti locali del gas nella transizione energetica? Per le sue dimensioni, il sistema di tubi, cabine e contatori che porta il metano nelle nostre case, uffici, ospedali e Pmi sarebbe a pieno titolo uno dei giganti tra le infrastrutture energetiche nazionali. Forse troppo frammentato per accorgersene, però, vive da tempo una fase di stagnazione e disorientamento, anche a causa della disattenzione del decisore pubblico, che sembra ricordarsi che esiste solo quando la cronaca ce lo costringe.

Gare gas: come si esce dallo status quo?

A che punto sono le gare per la distribuzione del gas? Dei 177 ambiti “ottimali”, al momento quelle svolte o avviate si contano sulle dita delle mani. Nella maggior parte del paese, sembra che non ci si scampo per sfuggire alla tirannia dello status quo. Del resto, tutto sembra disegnato per favorire l’inerzia: i gestori uscenti non hanno interesse alla contendibilità dei “loro” asset; molti comuni hanno partecipazioni nelle società incumbent; e molti altri, semplicemente, non vogliono perdere una leva indiretta di intervento diretto nell’economia attraverso assunzioni e forniture. La disciplina delle gare gas risale, nel suo impianto, al 1999.

Page 1 of 9 1 2 3 4 5 6 7 8 9 »
Execution time: 525 ms - Your address is 3.238.98.39