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Climate neutrality: electricity only or electricity with gas?

A new study by Navigant demonstrates that the cost-optimal way to achieve a climate-neutral European energy system by 2050 is a smart combination of renewable electricity with renewable gas, plus decarbonised gas to the extent necessary.

The Navigant study was issued by Gas for Climate, a group of forward-looking gas sector actors including Snam and Consorzio Italiano Biogas (CIB).

Neutralità climatica al 2050: solo elettricità o elettricità e gas?

Una combinazione intelligente di elettricità rinnovabile e gas rinnovabile: secondo uno studio di Navigant, è questa la ricetta economicamente più conveniente al fine di raggiungere l’ambizioso obiettivo di realizzare un sistema energetico europeo neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050. Lo studio è stato pubblicato da Gas for Climate, un consorzio che riunisce diversi lungimiranti attori del settore, tra cui Snam e Consorzio Italiano Biogas (CIB).

RENEWABLE GAS – A NEW HOPE OF ENERGY TRANSITION?

Over the last few months, renewable gas pushed its way up the political agenda and is currently one of the most discussed topics in Brussels as well as various industry meetings hosted around Europe. EU policy-makers perceive it as a way to comply with Paris Agreement targets while keeping energy prices low for EU consumers. For the EU gas industry, renewable gas seems to be the only way to remain a significant component of the increasingly decarbonised EU energy system. Currently, natural gas provides a quarter of EU energy.

Gas rinnovabili: cosa sono e perché saranno fondamentali nella transizione energetica

Negli ultimi mesi il gas rinnovabile si è fatto strada nell'agenda politica comunitaria ed è attualmente uno dei temi più discussi a Bruxelles nonché al centro di diversi incontri di settore in tutta Europa. Per i policy-maker dell’Unione europea, puntare su questa fonte consentirebbe di rispettare gli obiettivi definiti nell’ambito dell’accordo di Parigi ad un costo ragionevole e senza gravare troppo sui consumatori. Per l'industria del gas dell'UE, invece, il gas rinnovabile sembra rappresentare la soluzione ideale per continuare a svolgere un ruolo significativo in un sistema energetico sempre più decarbonizzato.

Gas in the draft Integrated National Energy and Climate plans: examples from The Netherlands, Romania and Denmark

This article analyses the role of gas in the energy transition in Romania, the Netherlands and Denmark as set out in their draft National Energy and Climate Plans (NECPs). Each of the three countries takes a very different approach to the energy transition and the role of gas within it. It remains to be seen how these different pathways add up to the clear trend set out in the European Commission’s proposed EU long-term vision, in the context of increasingly connected European markets and infrastructures. 

In the Commission’s strategic vision for a climate neutral Europe by 2050, all the scenarios expects gas consumption to stall or significantly reduce by 2030, reaching a share of 3-4% in 2050 – driven by climate policy, cuts in energy demand and increasingly competitive renewable energy.  While national pathways will differ, this highlights the risk of investing in a new gas infrastructure which, due to lifetimes of often over 60 years, could soon lose its value if a 2030-only perspective is taken.

Il ruolo del gas nei piani nazionali per energia e clima: esempi dall’Olanda, Romania e Danimarca

Nei piani nazionali per l’energia (PNEC) e il clima i paesi europei assegnano al gas un ruolo diverso: si passa da casi in cui questa fonte è l’attore protagonista ad altri in cui la sua presenza è più marginale.

Questo articolo si propone di analizzare nello specifico tre paesi: Olanda, Romania e Danimarca, ognuno dei quali presenta un approccio molto diverso alla transizione energetica e al ruolo conferito al gas in tale processo.  Interessante sarà vedere in che modo questi diversi percorsi si allineino o meno con la visione climatica a lungo termine proposta dalla Commissione europea, nel contesto di mercati e infrastrutture energetiche sempre più connesse in Europa.

Italia e UE: le dimensioni della sicurezza energetica nel settore del gas

La sicurezza dell’approvvigionamento è un pilastro cardine della politica energetica nazionale, che si inserisce nella più ampia strategia energetica europea quale elemento fondativo del cosiddetto energy trilemma (sicurezza energetica – sostenibilità ambientale – equità energetica), alla base delle scelte europee di policy e governance sovranazionale. Ed invero, trattasi di un concetto multidimensionale che include sia l’adeguatezza che la sicurezza della fornitura ai consumatori, in un paradigma ibrido nel quale, anche alla luce della tendenziale decarbonizzazione del sistema (prevista per il 2025), gas ed elettricità (anche e soprattutto prodotta grazie a fonti rinnovabili) siano sempre più interdipendenti.

Stoccaggio gas: come funziona e perché sarà sempre più importante

Con la Proposta di Piano nazionale integrato per l’Energia ed il Clima (PNIEC) inviata alla Commissione europea all’inizio del 2019, l’Italia - in coerenza con gli obiettivi europei - ha fatto una scelta irreversibile a favore della decarbonizzazione del proprio sistema al 2050. Tra gli obiettivi più acclarati del documento vi sono senza dubbio la graduale eliminazione del carbone nella produzione di energia (fino ad una totale interruzione nel 2025), nonché la diffusione e l'integrazione delle energie rinnovabili nel sistema elettrico e non solo. 

Importare gas, ovvero il senso del diversificare

La sicurezza energetica è anzitutto ridondanza. Più infrastruttura, più stoccaggio, e magari più fornitori. Ridondanza (al netto del fattore fornitori, su cui poi si torna) è sinonimo di maggior costo; insomma l’equivalente economico di tenere sovrabbondante il magazzino. La sicurezza costa; ed il tema è chi la paga.

Posta così in realtà è fuorviante; perché di regola a pagarla è sempre il consumatore via bolletta. La domanda corretta è chi ci investe. Se lo fa il privato a rischio (TAP) che sia benvenuto.

Il PNIEC e il gas, attore presente …a malincuore!

La quasi totalità degli scenari energetici predisposti da organismi internazionali e centri di ricerca prevedono al 2040 un ruolo crescente del gas naturale nel mix del fabbisogno: all’interno di questo dato si confrontano dinamiche assai diverse che, in particolare, vedono la Cina come consumatore con un sensibile tasso di crescita e l’Unione Europea con una diminuzione moderata, ad eccezione di scenari di rapida transizione verso la decarbonizzazione, dove la riduzione dei consumi di gas naturale appare più pronunciata.

Il PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia ed il Clima), con un orizzonte temporale al 2030, riconosce un ruolo rilevante al gas, pur con una contrazione dei consumi di circa il 20% rispetto al 2017. Contrazione innestata con una previsione, assai ottimistica, di compensazione della quota di generazione elettrica a carbone (32 TWh nel 2017) interamente con quella rinnovabile (prevalentemente solare ed eolica).

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