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Quanto pesano i costi della distribuzione gas?

Quello della distribuzione del gas naturale è un mestiere difficile e assai complesso, che in questi ultimi anni, in particolare, vede molti operatori, generalmente di dimensioni medie e piccole, sempre più in difficoltà.

La complessità a cui facciamo riferimento però, non è quella tecnico-operativa, perché in Italia da questo punto di vista siamo ben attrezzati, con vasta esperienza e disponibilità di professionalità di assoluto livello.

È tempo di coraggio anche nella distribuzione gas

The times they are a-changin’, anche nella distribuzione gas. Quando, nel 2000, il Decreto Letta diede inizio alla riforma del settore e all’apertura alla concorrenza, la prospettiva era di un fabbisogno sempre crescente. Pochi anni dopo, nel 2011, l’Agenzia internazionale dell’energia preconizzava una “golden age of gas”. Di conseguenza, le gare per l’assegnazione a nuovi operatori della gestione delle reti gas vennero concepite con l’obiettivo principale di promuovere la metanizzazione del paese e adeguare le infrastrutture a un consumo maggiore. 

Liberalizzazione della distribuzione: serve un nuovo impulso

Dalle grandi speranze nella concorrenza a una tela di Penelope, voltasi infine in una stasi segnata da conflittualità latente. Per chi nell'ultimo ventennio abbia seguito da osservatore la parabola della liberalizzazione della distribuzione gas, come chi scrive, è forte la tentazione di riassumerla così.

Distribuzione gas: il conflitto tra consapevolezza del ruolo e l’assenza di visione e policy

Dopo diversi anni di euforia (immotivata e non sufficientemente studiata) da elettrificazione, possiamo dire che nel 2023 è emersa, sia a livello nazionale che europeo, una consapevolezza pragmatica relativa alla necessità del gas naturale, come abilitatore imprescindibile della transizione energetica: la garanzia di energia su base continua nella generazione elettrica e la progressiva complementarietà con i gas rinnovabili sono due dei principali esempi a supporto.

2023: il primo anno della “nuova età” del gas

Cala il sipario sul 2023 ed è tempo di bilanci per il mercato del gas. Lasciatesi alle spalle le tempeste e le secche costituite dagli aumenti estremi e dalla volatilità del 2022, il cui perdurare sui massimi sarebbe stato inconciliabile con la sopravvivenza stessa del sistema energetico europeo, la “nave” dei prezzi è approdata in acque sicuramente più calme, ancorché parzialmente insondate – con golfi, baie e insenature ancora da cartografare sotto il profilo del rischio di mercato.

La riduzione delle emissioni fuggitive di metano come linea strategica per la decarbonizzazione

La riduzione delle emissioni fuggitive di metano rappresenta un fronte strategico per la realizzazione degli obiettivi climatici a livello globale in quanto, proprio per attuare un’efficace transizione energetica, il gas dovrà progressivamente sostituire i combustibili fossili più inquinanti accompagnando la diffusione delle fonti rinnovabili per la generazione di energia elettrica.

È il gas naturale il jolly del PNIEC 2023

Senza nulla togliere agli obiettivi per lo sviluppo di energie rinnovabili, che anzi sono stati incrementati rispetto al PNIEC 2019, il vero jolly dell’aggiornamento 2023 del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima è il gas naturale, che oltre a favorire il phase out dal carbone senza compromettere gli obiettivi di sicurezza energetica, diviene strumento per fondamentale per restituire all’Italia centralità in Europa per quel che riguarda gli approvvigionamenti di energia.

Putin trema e i mercati tremano con lui, ma è correlazione spuria

Lo shock legato al tentativo di golpe, materializzatosi in Russia il 24 giugno, ha investito i mercati di energia e gas? Il gruppo paramilitare Wagner, noto per le sue efferatezze, per gli innumerevoli interessi africani (Sudan, Mali, Repubblica Centrafricana) e, al contempo, per la relativa efficacia in combattimento sul fronte ucraino, ha inaspettatamente dichiarato un’insurrezione militare contro il ministero della Difesa e lo Stato Maggiore dell’Esercito, contro i quali era ai ferri corti da mesi nel quadro di fortissime rivalità e accuse di boicottaggio circa i rifornimenti militari necessari.

Wielding the Energy Weapon: Oil and Gas in the clash between Russia and the West

The Russian invasion of Ukraine has triggered renewed focus on the use of energy resources as geopolitical “weapons.”  The experiences for oil and natural gas — Russia’s two main energy exports, and the leading energy sources for the EU and U.S. — have followed distinctly different paths. Most markedly, Russia has tried to use the EU’s dependence on its natural gas exports to make the latter less supportive of Ukraine. 

Energia come arma: mito o realtà nello scontro fra Russia e Occidente

L'invasione russa dell'Ucraina ha rinnovato l’attenzione sull'uso delle risorse energetiche come "armi" geopolitiche. Il petrolio e il gas naturale - le due principali fonti di esportazione di energia della Russia, nonché le principali fonti energetiche per l'UE e gli Stati Uniti, – nello scontro fra le parti sono state utilizzate in modo differente. In particolare, la Russia ha cercato di sfruttare la dipendenza dell'UE dalle sue esportazioni di gas naturale per indebolire il supporto comunitario a Kiev, mentre, a loro volta, l’UE, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno utilizzato sanzioni petrolifere nella speranza di limitare le azioni militari di Mosca in Ucraina.

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