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Much oil-market commentary on the 2026 Iran war still begins with crude benchmarks. For aviation, that misses the binding constraint. The problem is not only the price of crude oil. It is the availability of jet fuel: a refined-product shortage created by blocked shipping, damaged refining capacity, incompatible crude slates, and inventory buffers under drawdown
Gran parte dei commenti letti e relativi agli impatti della crisi di Hormuz sul mercato petrolifero parte ancora dai prezzi di riferimento del greggio. Per il settore dell’aviazione, però, questo approccio trascura il vero vincolo. Il problema non è solo il prezzo del greggio, ma la disponibilità di carburante per aerei: una carenza di prodotti raffinati causata dal blocco delle spedizioni, dai danni alle capacità di raffinazione, dall’incompatibilità dei tipi di greggio e dall’esaurimento delle scorte di riserva.
Nel 1972, il Club di Roma diffuse l’idea che le riserve di idrocarburi fossero così limitate da rendere necessaria l’adozione di una strategia di decrescita. Da allora, quanti errori sono stati commessi a causa della fiducia eccessiva in modelli di elaborazione e previsione dei dati imprecisi e spesso fuorvianti.
Fare previsioni sul mercato petrolifero è oggi un esercizio che va ben oltre la statistica e l’econometria. È una questione di scelte industriali e allocazione di capitale in un contesto in cui le traiettorie energetiche dipendono in larga misura dalle politiche pubbliche, dall’intensità della transizione climatica e dalla velocità di diffusione delle tecnologie.
Il petrolio, non me ne vogliano i suoi oppositori, non finisce positivamente di stupire. Per tre ragioni. In primo luogo, resta saldamente la principale fonte di energia primaria consumata nel mondo con una percentuale nel 2024 (ultimo dato riportato dallo Statistical Review of World Energy) del 33,6%, in crescita rispetto a dieci anni prima quando si attestava al 33,1%.
Per oltre un secolo il petrolio ha alimentato modernizzazione, mobilità di massa e globalizzazione delle catene del valore. Dall’illuminazione delle prime città industriali alla rivoluzione dei trasporti e dei commerci, questa fonte ha rappresentato la spina dorsale dello sviluppo economico del Novecento. Eppure, ogni grande crisi — dagli shock degli anni ‘70 alle volatilità degli ultimi 10-15 anni — ha riacceso puntualmente la previsione della sua imminente fine, spesso accompagnata dall’idea che una nuova tecnologia ne avrebbe decretato il rapido superamento.
With U.S. President Donald Trump publicly outlining a vision in which American oil companies could invest billions of dollars to revive Venezuela’s oil sector, global attention has once again turned to one of the world’s most resource-rich yet operationally constrained petroleum producers. For now, however, much remains unresolved. Sanctions policy, domestic governance, the hydrocarbons legal framework, and the future role of the national oil company PDVSA are all subject to uncertainty.
Fra le ragioni che hanno spinto Trump all’intervento in Venezuela non si può non considerare la fragilità dell’approvvigionamento petrolifero del mercato americano a causa della crisi strutturale del suo sistema di raffinazione, che impone la necessità di importare volumi significativi di petrolio greggio, semilavorati e benzine dall’estero. Gli USA consumano oltre 20 mil. b/g. di prodotti petroliferi, di cui 10 solo di benzine.
Dopo le dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump a valle della cattura di Maduro, che prospettano la possibilità di ingenti investimenti delle compagnie petrolifere americane per rilanciare il settore petrolifero del Venezuela, l'attenzione globale è tornata su uno dei produttori di petrolio più ricchi al mondo, in termini di risorse possedute, ma operativamente limitati in termini di greggio prodotto.
Il mondo è inondato di petrolio, perlomeno questa è la fotografia ufficiale: la domanda petrolifera cresce, ma l’offerta la supera abbondantemente, mentre le scorte sono sui massimi degli ultimi quattro anni. Un surplus così non si vedeva da anni, e arriva in una fase di tensioni geopolitiche e transizione energetica incompiuta.