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L’O&G nell’era della transizione: potenzialità e criticità di un settore in evoluzione

I recenti sviluppi geopolitici e geoeconomici stanno significativamente influenzando l’evoluzione del settore Oil&Gas, con particolare riguardo al comparto del gas naturale, che già da diversi anni ha visto crescere la sua rilevanza a livello globale e nei mix energetici di diversi Paesi, andando progressivamente a spodestare sua maestà il petrolio.

Allo stesso tempo, le numerose scoperte di giacimenti di gas naturale, unite alle innovazioni tecnologiche che hanno reso possibile una più ampia ed economica commercializzazione di questa risorsa,

Come la crisi delle banche può favorire l’avvento del “Petroyuan”

Ha qualcosa a che fare con la crisi bancaria in Europa e negli Stati Uniti la decisione di tagliare la produzione petrolifera di 1,16 milioni di barili a partire da maggio, presa a sorpresa dai paesi produttori dell’OpecPlus domenica scorsa? Sembrerebbe proprio di no. Ma allargando la visuale possono intravedersi connessioni dai tratti inquietanti tra i due fatti apparentemente estranei uno all’altro.

Russia: how much do the European sanctions cost?

Almost a year has passed since Russia started its illegal invasion of Ukraine, killing tens of thousands and driving millions out of their homes. The military buildup that led to the invasion, and the ongoing costs of that invasion, are being paid for by revenue from fossil fuel exports.

Until late 2022, it seemed that Russia was winning its gambit of weaponizing Europe’s fossil fuel reliance. The country’s successful manipulation of gas, oil and coal markets led to record-high prices, export revenue and tax income from fossil fuel exports.

How Russian oil exports continue to flow

It is nearly two months that European Union’s seaborne crude imports from Russia have come to a halt (with the exception of Bulgaria), while we are days away from the EU ban on Russian oil product imports becoming effective on 5 February. The widespread sanction scheme also limits the use of EU vessels, insurance and other services for Russian oil exports to third parties. G-7 countries and further partners are implementing similar sets of sanctions.

Quanto costa alla Russia la politica sanzionatoria europea?

È passato quasi un anno da quando la Russia ha iniziato l’invasione dell'Ucraina, decine di migliaia di persone hanno perso la vita e milioni di persone hanno dovuto lasciare le loro case. Questi mesi sono stati caratterizzati da un’escalation militare, finanziata da Mosca attraverso gli introiti derivanti dalle esportazioni di combustibili fossili.

Fino alla fine del 2022, sembrava che la Russia stesse vincendo la sua scommessa di fare della dipendenza europea un’arma di guerra: era, infatti, riuscita, a manipolare i mercati del gas, del petrolio e del carbone determinando un aumento record dei prezzi e conseguentemente una crescita significativa delle entrate fiscali per il paese.

Russia: come bypassare i divieti

Sono quasi due mesi che le importazioni di greggio via mare dalla Russia verso l’Unione Europea si sono ufficialmente interrotte (con l'eccezione della Bulgaria), mentre mancano pochi giorni all'entrata in vigore dell’embargo sulle importazioni di prodotti petroliferi. Il sistema di sanzioni limita anche l'uso di navi, assicurazioni e altri servizi dell'UE legati alle esportazioni di petrolio russo a terzi. I paesi del G-7 e altri partner stanno implementando simili misure.

L’impatto delle sanzioni su noli, rotte e navi cisterne

L’impatto che le sanzioni ai prodotti petroliferi avranno sui noli dipende da tantissimi fattori, molti dei quali pressoché imponderabili. Ecco perché, le previsioni su come andrà il mercato cisterniero relativo al naviglio atto al trasporto di oil product dopo il prossimo 5 febbraio vanno valutate tenendo a mente la conclusione alla quale giungeva Doris Day cantando la celebre “Whatever will be, will be”. Ossia, the future is not ours to see. Però, se la sorte non provocherà eccessivi imprevisti e ci s’accontenta di ragionare in termini di trend, non è proprio vero che the future is not ours to see.

Italia: l’impatto dell’embargo sui prodotti raffinati russi

L’embargo petrolifero alla Russia si pone il duplice obiettivo di ridurre i ricavi petroliferi della Russia senza fermarne però le esportazioni, evenienza quest’ultima che avrebbe impatti di mercato indesiderati. Si tratta di due obiettivi difficili da conciliare, perché presuppongono la creazione di una situazione di mercato in cui la stessa commodity viene venduta a prezzi diversi in due segmenti distinti. I due segmenti verranno creati negando ai prodotti russi l’accesso al mercato dei paesi sanzionanti, nei quali continuerà ad essere praticato un prezzo di mercato.

L’embargo e la vicenda della raffineria di Priolo

È stato convertito in legge il decreto firmato dal governo – il cosiddetto Dl Priolo – che garantisce alla raffineria Isab di Priolo, in Sicilia, una rete di sicurezza (commissariamento e “continuità del lavoro” per stare alle parole della presidente del Consiglio Meloni nell’annunciare la misura) nel caso in cui le cose si mettessero troppo male. Il provvedimento, dopo l’ok del Senato, è stato approvato alla Camera.

Prezzi carburanti: un inutile polverone

L’aumento dei prezzi dei carburanti, al di là delle forti polemiche che ha sollevato, costituisce un’importante occasione per riflettere su una questione rilevante per il paese. Si tratta però di un argomento complesso che esula dal contingente e che andrebbe trattato tenendo conto della strategicità e rilevanza del downstream petrolifero per la sicurezza energetica nazionale. Da qui muove la necessità di una riforma strutturale del sistema fiscale, accise comprese, che favorirebbe un maggiore sviluppo dei low carbon fuels e di una maggiore attenzione al comparto della raffinazione, che ci consente di non essere totalmente dipendenti dall’estero. Di questi aspetti ne abbiamo discusso approfonditamente con Claudio Spinaci, Presidente Unem.

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