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EFFICIENZA ENERGETICA | 68 ARTICOLI

Ottimizzazione dei consumi di gas: il punto di vista di Assopetroli-Assoenergia

Il Ministero della Transizione Ecologica ha varato lo scorso 6 settembre un piano di contenimento dei consumi di gas per 8,2 miliardi di mc tra il 1° agosto 2022 e 31 marzo 2023, che poggia su tre aree di intervento:

 

  1. la massimizzazione della produzione elettrica con combustibili diversi dal gas, ricorrendo a carbone e olio combustibile in primis (risparmio di gas atteso: 2,1 miliardi di mc);
  2. l’introduzione di limiti di temperatura negli ambienti, di ore giornaliere di accensione e di durata del periodo di riscaldamento (risparmio di gas atteso: 3,2 miliardi di mc);
  3. misure comportamentali volontarie, sia a costo zero, sia che richiedono investimenti iniziali da parte degli utenti, che dovrebbero essere promosse attraverso una campagna di sensibilizzazione (risparmio di gas atteso: 2,9 miliardi di mc).

Risparmiare gas naturale: una lettura del piano del Governo

Occorre risparmiare il 15% del consumo di gas naturale nei 6 mesi da agosto 2022 a marzo 2023. È un atto di buon senso e ce lo chiede l’Unione Europea. Di qui il piano del Ministero della Transizione Ecologica che delinea una serie di azioni tese a risparmiare 8,2 miliardi di metri cubi (mld mc) di gas.

Un primo modo attraverso il quale leggere il piano del governo è attraverso la distinzione tra interventi sul lato dell’offerta e della domanda.

Meccanica italiana: la crisi energetica comprime la marginalità

L’aumento vertiginoso del prezzo dell’energia che grava sull’Europa non sta risparmiando il settore industriale. Al pari delle famiglie, le imprese dell’industria meccanica italiana rappresentata da Anima Confindustria si trovano a dover fronteggiare le bollette di elettricità e gas sempre più elevate che, unite al rincaro dei materiali e ai fenomeni inflativi, rendono più complessa la sopravvivenza in un mercato fortemente instabile. Molte aziende rischiano il fermo della produzione, o addirittura la chiusura.

Concretezza e limiti del Piano Cingolani per fronteggiare la crisi gas

Nelle 14 pagine di testo del Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale, l’unico obiettivo strutturale citato è la riduzione in modo permanente della domanda grazie a un incremento annuale di circa 8 GW degli impianti a fonti rinnovabili, incremento che andrà a regime nel 2023. Si tratta però di un target irrealizzabile. Benché tassativamente previsto entro giugno, non è stato ancora emanato il decreto dallo stesso MiTE, con i criteri che le Regioni dovranno seguire per individuare le aree idonee all’installazione di impianti rinnovabili. Dopodiché, le Regioni avranno a disposizione sei mesi per definire la mappa.

Consumatori e caro energia: impatti e proposte per mitigarne gli effetti

Il rincaro del costo dell’energia attanaglia le famiglie ormai da mesi e va avanti ininterrottamente, tra alti e bassi, dal IV trimestre 2020. Oggi, tutti siamo convinti che tali rincari siano dovuti alle conseguenze della guerra in Ucraina, che sicuramente incidono notevolmente, ma le spinte al rialzo sono iniziate molto prima e sono oggi aggravate da forti e intollerabili dinamiche speculative.

Lo shock dei prezzi energetici e i riflessi sui biocombustibili legnosi

Le tensioni internazionali legate al conflitto ucraino e lo shock dei prezzi energetici che ne è seguito hanno avuto importanti e profondi riflessi anche sul mercato dei biocombustibili legnosi, in particolare di pellet e legna da ardere. Il forte e continuo rialzo dei prezzi del gas naturale, unitamente alle crescenti preoccupazioni sugli approvvigionamenti per la prossima stagione invernale, stanno spingendo molti consumatori verso soluzioni alternative per il riscaldamento delle proprie abitazioni e attività commerciali, nel tentativo di contenere la spesa e di garantire il proprio fabbisogno energetico.

Caro Energia: il punto di vista di ARERA

A distanza di sette mesi dall’ultima intervista fatta ad ARERA su questo portale, torniamo a parlare con Massimo Ricci Direttore della Divisone Energia dei temi caldi del caro energia e di come consumatori e operatori devono fronteggiare quella che può essere definita come la più grave crisi energetica del secondo dopoguerra. Misure governative, interventi regolatori ma anche l’impegno a risparmiare degli utenti saranno indispensabili per gestire l’emergenza.

Come ridurre la dipendenza dalla Russia? Il piano dell’IEA

Da un punto di vista energetico, l'Unione europea è fortemente dipendente dai combustibili fossili, che contribuiscono per due terzi al mix energetico comunitario. Buona parte dei combustibili consumati è importata, con la Russia che gioca un ruolo di primo piano. Nel 2021 da Mosca è giunto il 45% dell’import di carbone, il 45% di gas naturale e il 25% di petrolio. Il gas naturale russo ha coperto quasi il 40% della domanda di questa fonte dell'Unione europea. Si tratta di una quota aumentata negli ultimi anni, a causa del calo della produzione interna. L'Italia e la Germania sono i primi 2 importatori di gas naturale russo dell’UE.

Caro energia: cosa fare per ridurre i nostri consumi

Attuare semplici misure per ridurre i consumi domestici può contribuire a limitare la dipendenza dal gas di importazione e, allo stesso tempo, alleggerire le bollette. Bastano infatti alcuni comportamenti quotidiani per ottenere considerevoli risparmi: ad esempio spegnere le luci e il riscaldamento quando usciamo di casa, non aprire le finestre se ci sono i termosifoni accesi e spegnere il pc se non lo usiamo. È importante anche non eccedere con la temperatura nell’abitazione, né con le ore di accensione degli impianti.

In Italia l’efficienza energetica degli edifici fa i conti con un patrimonio vetusto

Il settore civile, ovvero residenziale più terziario, in Italia è il maggior responsabile dei consumi energetici nazionali. Negli ultimi trent’anni ha significativamente distanziato gli altri principali settori energivori, quali industria e trasporti, fino ad assestarsi su una quota di più del 40%. La causa è da ricercarsi, come ormai ampiamente dimostrato, nella scarsa efficienza di un patrimonio vetusto ed in condizioni di degrado prestazionale diffuso, che peggiora rapidamente con il tempo.

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