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FONTI FOSSILI | 22 ARTICOLI

Trasporti e inquinamento: è davvero colpa del diesel?

Lo scandalo Dieselgate ha rappresentato un importante punto di rottura per tutto il mondo automobilistico. Da allora le quote di mercato dei veicoli Diesel sono progressivamente diminuite e, da più parti, si è assistito ad una lotta mediatica contro i veicoli alimentati da motori termici che alcuni Stati intendono addirittura bandire nel prossimo ventennio. Per ora, il maggior numero di auto a benzina in circolazione ed il successo dei cosiddetti veicoli "crossover" ha avuto come unico effetto l'incremento delle emissioni di CO2 rispetto ai livelli minimi raggiunti nel 2015. Questo fatto preoccupa non poco il Parlamento Europeo, attualmente impegnato a definire i futuri limiti di emissioni di CO2 per il settore dei trasporti.

Il downstream petrolifero italiano: dati e tendenze 2018

Il 2018 è stato forse l’anno dei record sui mercati petroliferi internazionali, non tanto dal lato dei prezzi, ancora lontani dai picchi del 2008, quanto da quello della domanda e dell’offerta. La prima, nell’ultimo trimestre dell’anno, ha superato la soglia psicologica dei 100 milioni di barili al giorno (mil. bbl/g); la seconda è andata oltre i 101 milioni. Gli Stati Uniti, con una produzione di 15,4 mil. bbl/g, pari a quella di Arabia Saudita, Iraq ed Ecuador messe assieme, hanno a loro volta registrato un altro record, coprendo quasi per intero l’incremento della produzione mondiale registrato nel 2018 (2,1 su 2,3 mil. bbl/g).

Benzina e gasolio in Italia: quanto pesano accise e Iva?

Non ci sono solo le missioni militari e la famosa guerra in Abissinia tra gli eventi straordinari finanziati con prelievi fiscali sui carburanti. Parte delle accise sono servite anche per sostenere un fondo per lo spettacolo, per rinnovare la flotta di autobus pubblici e per il contratto degli autoferrotranvieri. Esigenze specifiche che il legislatore ha deciso di far pagare a tutti gli automobilisti in misura quasi impercettibile sul totale di un pieno, ma che sommate sono pari a 0,72840 su un litro di benzina e 0,61740 su un litro di diesel. Una cifra immutata ormai dal 2015, dall'ultimo ritocco effettuato, che fa dell'Italia il secondo paese dell'area euro per le accise su benzina (dopo l'Olanda) e diesel (dopo il Regno Unito).

Carburanti: perché le frodi continuano a dilagare?

Un fenomeno “dilagante”, “degenerativo”, che sta “sfigurando” il settore, cambiandone letteralmente i connotati. Si fanno sempre più fosche e cruente le descrizioni del fenomeno delle frodi nella distribuzione carburanti. E mentre i toni si alzano, la realtà continua ad andare per i fatti propri, le transazioni sospette si moltiplicano, il giro d’affari del circuito parallelo continua ad aumentare. Una quantità di denaro che viene in parte “reinvestita” nell’acquisto di punti vendita e depositi, alimentando la metamorfosi del settore, e in parte finisce probabilmente a quel “secondo livello” della criminalità organizzata che diverse inchieste della magistratura hanno individuato come punto di regia e controllo del fenomeno.

Trasporti e inquinamento: è davvero colpa del diesel?

Lo scandalo Dieselgate ha rappresentato un importante punto di rottura per tutto il mondo automobilistico. Da allora le quote di mercato dei veicoli Diesel sono progressivamente diminuite e, da più parti, si è assistito ad una lotta mediatica contro i veicoli alimentati da motori termici che alcuni Stati intendono addirittura bandire nel prossimo ventennio. Per ora, il maggior numero di auto a benzina in circolazione ed il successo dei cosiddetti veicoli "crossover" ha avuto come unico effetto l'incremento delle emissioni di CO2 rispetto ai livelli minimi raggiunti nel 2015. Questo fatto preoccupa non poco il Parlamento Europeo, attualmente impegnato a definire i futuri limiti di emissioni di CO2 per il settore dei trasporti.

Combustibili liquidi: imprescindibili nella transizione energetica

Al fine di conseguire gli obiettivi climatici definiti dalla politica globale ed europea, tutti i settori economici sono chiamati a dare il proprio contributo. La riduzione delle emissioni di gas serra è il principale parametro di riferimento, e l'obiettivo ultimo è quello di limitare a 2° centigradi l'aumento della temperatura mondiale rispetto ai livelli pre-industriali. L'Unione europea si è spinta oltre, fissando ulteriori ambiziosi target, come la riduzione delle proprie emissioni del 40-45% al 2030 e l’azzeramento delle emissioni nette entro la metà del secolo.

Il contributo della raffinazione negli scenari low-carbon

Oggi l’industria petrolifera si interroga sul suo futuro in un mondo in profonda trasformazione dove, in ogni caso, il petrolio rappresenterà ancora per diversi decenni la fonte di energia principale, soprattutto nel settore dei trasporti.

La sfida ambientale impone inevitabilmente un adeguamento delle strutture produttive ai nuovi vincoli normativi decisi a livello comunitario e ai nuovi scenari dei mercati internazionali, in cui gli operatori extra-Ue continuano a godere di un indubbio vantaggio competitivo.

La rete distributiva: guardiamo avanti…

Ripercorriamo la storia delle assemblee delle principali associazioni di categoria che si sono susseguite negli anni e dei temi di cui si è sempre discusso in tali sedi. Partirei dal 1994, da quel maggio in cui furono liberalizzati i prezzi dei carburanti, superando il sistema ingessato del CIP; un anno che ricordo bene perché segna l’inizio della “cosiddetta” liberalizzazione del nostro settore. In realtà molti vincoli non sono stati risolti e, come ci possiamo ben rendere conto, sono ancora presenti. I tre temi a cui abbiamo dedicato maggior tempo nelle discussioni - il “non oil”; i prezzi e la loro pubblicità; la razionalizzazione della rete – restano ancora totem irraggiungibili

Roma senza diesel: che senso ha?

Per parafrasare Roberto Benigni in “Johnny Stecchino”, Roma ha una piaga terribile: il traffico. Tutti i sindaci che sono saliti al Campidoglio si sono trovati alle prese con la congestione delle strade della Capitale, disegnate per accogliere bighe e lettighe, ma un po’ meno adatte a pullman e tir. Tra divieti alla circolazione e domeniche ecologiche, la Sindaca Raggi, però, si è sforzata di superare in ambizione tutti i suoi predecessori.

Numeri ed errate percezioni sull’automobile

Il futuro, si sa, è sempre diverso da come lo si immagina. Eppure, sull’automobile e sulla sua evoluzione, complice anche molta semplificazione giornalistica, è diventato di gran moda sparare sentenze.

Parte di tale semplificazione, tanto ostentata quanto sciocca, potrebbe essere spiegata con l’evoluzione stessa del mondo dell’informazione, sovente costretto a finanziarsi con notizie acchiappa click, che a loro volta dovrebbero portare se non laute, almeno mirate inserzioni pubblicitarie.

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