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Decarbonize or grow? The eternal coal dilemma

The data presented in the 2019 BP Statistical Review of World Energy is not encouraging when it comes to the world’s efforts to reduce CO2 emissions, especially via decreasing the use of coal. As noted in the group chief economist’s analysis, the share of coal in our global energy mix is at virtually at the same level as it was 20 years ago. And the data for 2018 does not promise much of a progress for the next 20 years either. Instead it rather fits the path of “business as usual” scenarios presented by multiple global energy outlooks that predict coal demand remaining stable all the way through 2040.

Crescere o decarbonizzare? L’eterno dilemma del carbone

I dati presentati nel BP Statistical Review of World Energy 2019 non sono incoraggianti, perlomeno quando si tratta degli sforzi globali atti a ridurre le emissioni di CO2, in particolare se si guarda all’utilizzo del carbone. Come osservato nell'analisi dello chief economist di BP, la quota di carbone nel mix energetico globale è praticamente allo stesso livello di 20 anni fa, e i dati per il 2018 non promettono niente di meglio per i prossimi 20 anni.

Il ruolo centrale del gas nella transizione energetica

Da quando la preoccupazione per i cambiamenti climatici è diventata dominante, l’obiettivo principale della politica energetica è diventato la “decarbonizzazione”. In concreto, si tratta di realizzare la “transizione energetica” diminuendo progressivamente il peso dei combustibili fossili che ancora oggi soddisfano più dell’80% dei consumi energetici mondiali. Questo processo sta già avvenendo in parte spontaneamente, guidato dalla convenienza economica e dal progresso tecnologico, in parte sotto la spinta di decisioni politiche. Tuttavia sappiamo che il settore energetico è dotato di forte inerzia e quindi la modifica del peso delle diverse fonti richiederà molti decenni. Certamente più ci si allontana nel tempo e più saranno possibili grandi cambiamenti rispetto alla situazione odierna, ma anche i margini di precisione diventano più sfuocati. Per questo l’orizzonte degli studi più seri non supera i 20-25 anni.

Il futuro dell’Oil & Gas negli scenari del WEO 2018

Questa breve sintesi si concentra sul cosiddetto New Policies Scenario (NPS) che l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) prende a riferimento come centrale in quanto incorpora le misure di politica energetica espresse dai governi nell’ambito della Conferenza di Parigi, declinandole in funzione delle misure effettivamente attuate nei piani ufficiali o in via di approvazione dei governi.

Il carbone nel World Energy Outlook 2018: troppo presto per rinunciarvi

Dopo due anni, il 2015 e il 2016, di calo dei consumi a livello mondiale e di prezzi in ripiegamento, i giochi sembravano fatti: il carbone si avviava verso un declino giustificato dagli impatti ambientali generati dalla sua combustione.

E invece questa traiettoria è stata messa in discussione nel 2017 e, senza dubbio, anche nel 2018: con una ripresa della domanda a 5.383 milioni di tonnellate equivalenti carbone (mil. tec) e con prezzi che si sono portati fino a 100 doll/ton.

Il gas, una chiave per la decarbonizzazione delle città

I vantaggi ambientali, l’efficienza e la flessibilità spingono l’utilizzo del gas naturale e del gas rinnovabile nelle aree urbane, che entro il 2040 concentreranno il 90% della crescita dei consumi a livello globale.

Il gas naturale è una fonte energetica essenziale per le nostre città. Dotato di una maggiore intensità di energia rispetto a carbone e petrolio, il gas è in grado di sostenere l'elevato fabbisogno di case e industrie contenendo allo stesso tempo l'inquinamento atmosferico, poiché produce livelli di biossido di zolfo e ossido di azoto sostanzialmente nulli, così come di particolato.

Le contraddizioni dei mercati energetici

L’evoluzione dei mercati energetici internazionali in questo anno ricco di sorprese sottolinea una sorta di crisi dei modelli interpretativi più accreditati. Gli accordi di Parigi del dicembre 2015 avevano dato la sensazione che il mondo avesse imboccato con decisione la strada di un abbandono delle fonti fossili a favore di una penetrazione a ritmi rapidissimi delle fonti rinnovabili in tutti i settori di utilizzo. I mezzi di comunicazione di massa, sotto la spinta di un’opinione pubblica sempre più preoccupata delle conseguenze dei cambiamenti climatici e di eventi catastrofici attribuibili all’impiego sconsiderato delle fonti fossili, hanno assecondato la fiducia nella possibilità di drastici cambiamenti del mix delle fonti utilizzate.

L’inarrestabile declino del carbone in Occidente

Fino a poco tempo fa gli scenari sulla domanda mondiale di carbone ipotizzavano una crescita, anche se non impetuosa come nello scorso decennio. In realtà, nel 2016 i consumi sono calati del 4,2% rispetto al 2014. Nel 2017 si è registrato un leggero rimbalzo, +1%, ma secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) nei prossimi anni la domanda si stabilizzerà, anche se le dinamiche saranno diverse.

Se in Asia ci sono ancora segnali di crescita, sui due lati dell’oceano Atlantico lo scenario si fa invece sempre più cupo.

Quale futuro per il carbone in Germania?

La transizione energetica tedesca - Energiewende” - è internazionalmente riconosciuta come uno sforzo rivoluzionario per avviare una trasformazione low-carbon in una delle principali economie industrializzate. In Germania, la crescita della capacità rinnovabile è stata significativa, con una quota di FER nel mix elettrico che ha raggiunto, nei primi sei mesi del 2018, oltre il 40%. Tuttavia, l’energia rinnovabile ha in gran parte sostituito quella nucleare, il cui phase out completo è atteso entro il 2023.

La Polonia, l’Europa e il dilemma del carbone

Negli ultimi decenni, la produzione e il consumo di carbone sono diminuiti in misura consistente in Polonia. Tuttavia, nonostante questa impressionante evoluzione, il paese è ancora lontano dall’eliminazione o anche solo da una drastica riduzione di questa fonte dal suo mix energetico. Alla base di questa considerazione, diversi fattori quali: la tradizione carbonifera del paese, aspetti socio-politici, questioni di sicurezza energetica.

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