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FONTI RINNOVABILI | 89 ARTICOLI

Le fonti rinnovabili non programmabili e la sfida delle previsioni

Nel 2017, con 25,2 TWh, l’Italia è stato il quinto paese al mondo per produzione di energia solare e l’undicesimo (17,7 TWh) per produzione di energia eolica, il che le ha permesso di coprire oltre un terzo della propria domanda elettrica con fonti rinnovabili (FER). Guardando al futuro, il Piano Energia e Clima (PNEC) di recente approvazione ha confermato e anzi innalzato gli obiettivi precedentemente fissati dalla Strategia Energetica Nazionale 2017, prevedendo per il 2030 una quota delle FER al 55,4% della generazione elettrica e al 30% dei consumi finali.

Decarbonizzazione: cosa dice il Piano Energia e Clima?

L’obiettivo, molto sfidante, assunto dal Piano Nazionale Energia e Clima (PNEC) - riduzione a 103,8 Mtep dei consumi finali nel 2030 - consente di innalzare di due punti rispetto all’ultima SEN (dal 28 al 30%) la loro quota coperta da fonti rinnovabili, conservando la produzione, sia elettrica che termica, e il contributo delle FER alla mobilità sostenibile sostanzialmente uguali a quelli indicati dalla SEN.

Il contributo della produzione rinnovabile elettrica passa infatti dal 55% della SEN al 55,4%, obiettivo inferiore a quello suggerito dalla “thumb rule”: una regola empirica, confermata (anche in Italia) dagli andamenti reali, secondo cui la percentuale per la quota elettrica è quasi doppia di quella complessiva.

L’eolico in Italia spiegato bene. Quanto è, chi lo fa e perché ha un futuro

Quanto è

L’eolico, nell’anno 2016, ha coperto, con 17,5 TWh di energia prodotta poco meno del 6% del totale dei consumi di energia elettrica italiana, posizionandosi – in una ipotetica classifica tra fonti rinnovabili – al terzo posto dopo l’idroelettrico (14%) e il fotovoltaico (7,3%).

La quasi totalità degli impianti eolici in esercizio è stata realizzata nel nuovo millennio, con una crescita divenuta molto sostenuta (circa 1 GW all’anno) dal 2007 al 2012, quando sono stati installati – grazie al sistema dei Certificati Verdi – circa i due terzi della potenza oggi in esercizio (9,5 GW). La maggior parte degli impianti è di grande taglia (media 20 MW), mentre il mini-eolico è decollato solo dopo il 2012 ma è rimasto una nicchia di mercato.

Prospettive di penetrazione del biogas/biometano in Italia

La transizione energetica verso fonti rinnovabili, già percepita nel settore elettrico grazie allo sviluppo del fotovoltaico e dell’eolico, si sta progressivamente estendendo ad altre fonti dal potenziale “bio” ancora inespresso, che tanto possono dare in ottica di decarbonizzazione e di raggiungimento degli obiettivi sovranazionali. Tra queste vi è il biometano che, a seguito degli ultimi sviluppi sia della normativa primaria - con l’uscita del nuovo decreto 2 marzo 2018 per la promozione dell’utilizzo del biometano nei trasporti -  sia della normativa tecnica di settore - con le norme CEN che hanno concluso il mandato M/475 sulla qualità - risulta finalmente pronto a dare il proprio contributo green nel processo di sostituzione dei carburanti tradizionali.

Decarbonizzare la mobilità: il biometano può chiudere il cerchio

Nella transizione verso un’economia a basso contenuto di carbonio diventa cruciale il ruolo delle fonti rinnovabili (FER) anche nel settore dei trasporti, dove, con la Direttiva 2009/28/CE – cosiddetta RED, Renewable Energy Directive – si è fissato un obiettivo obbligatorio e uguale per tutti gli Stati membri del 10% per il 2020. Questo obiettivo è stato di recente aggiornato con la nuova Direttiva sulla promozione dell’uso dell’energia rinnovabile (RED II), in corso di emanazione: il target di impiego delle FER sale al 14% per il 2030 per il trasporto su strada e ferroviario (sono esclusi i trasporti marittimi ed aerei).

Micro-cogenerazione a biogas: i tempi sono maturi?

L’evoluzione della generazione distribuita guarda sempre a nuovi modelli; in questi, lo sviluppo della micro-cogenerazione rappresenta un ambito di grande interesse potenziale per le utenze di piccola e media taglia. Molti sono i temi connessi a questo sviluppo: tra tutti spicca quello della modalità di alimentazione green delle installazioni.

A livello mondiale, si registra un enorme sviluppo di impianti di micro-cogenerazione alimentati a biogas soprattutto localizzati in aree rurali:

Il micro-cogeneratore TOTEM: efficienza, sostenibilità e risparmio

Asja Ambiente Italia da oltre 20 anni costruisce e gestisce impianti a fonti rinnovabili (sole, vento e biogas) e ora anche infrastrutture per la produzione di biometano da rifiuti organici. Inoltre, nella convinzione che il futuro dell’energia sarebbe stato sempre più legato all’efficienza e alla generazione distribuita, nel 2015 Asja ha lanciato sul mercato la gamma di micro-cogeneratori TOTEM 2.0, progettati e realizzati nello stabilimento produttivo di Rivoli, nella prima cintura di Torino.

Rinnovabili, elettrificazione dei consumi e sostenibilità: dubbi e prospettive del WEO 2018

Il World Energy Outlook 2018 ci restituisce una fotografia critica dello stato dei sistemi energetici a livello globale, oltre che in termini di accessibilità economica e di sicurezza degli approvvigionamenti, anche rispetto alla sfida della sostenibilità ambientale che vede emissioni di CO2 in crescita nel 2017 e nel 2018 su scala mondiale.

Il riconoscimento della necessità di un approccio integrato alla politica energetica, in grado di affrontare l’evoluzione dei modelli energetici, non elude il problema della scelta tra le diverse traiettorie tecnologiche ed energetiche possibili.

Rilanciare il fotovoltaico italiano per centrare gli obiettivi al 2030

Il fotovoltaico, dopo la brusca frenata degli ultimi anni, seguita alla spettacolare crescita precedente, sta tornando ai blocchi di partenza per un nuovo straordinario scatto in avanti.  Questo impongono i target europei al 2030 che, per puntare al 32% complessivo di rinnovabili (62% della generazione elettrica per l’Italia), chiedono al fotovoltaico italiano di passare da circa 20 GW attuali a 68 entro i prossimi 12 anni.

Anatomia del repowering eolico

Tra pochi giorni il Governo Italiano presenterà alla Commissione Europea la prima versione del Piano Energia Clima, lo strumento con il quale ciascuno Stato Membro intende provare come raggiungere gli ambiziosissimi obiettivi in materia di decarbonizzazione che l’Unione europea ha di fatto approvato con il trilogo di giugno.

Sebbene non vi siano state particolari anticipazioni sui contenuti del Piano, appare chiaro che la crescita prevista per le rinnovabili elettriche sarà impetuosa e quasi tutta concentrata su fotovoltaico ed eolico.

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