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MONDO ENERGIA | 150 ARTICOLI

Le rinfusiere ed il commercio di energia: funzionamento e fondamentali di mercato

La crisi in Ucraina ha determinato un crescente interesse per il commercio delle materie energetiche, dal petrolio al carbone passando per il gas naturale. Mentre il commercio intra europeo di petrolio e gas avviene, per lo più, tramite condotte, la maggioranza delle importazioni extra-europee avvengono via nave, così come la quasi totalità dell’import di carbone. Per tale motivo è importante determinarne il funzionamento e le principali criticità di mercato.

Cosa grava sullo shipping di risorse energetiche?

Il legame tra le navi e il traffico di materiale energetico è strettissimo, giacché per mare viaggia una quantità impressionante di questo genere di cargo. È molto il gas naturale quotidianamente imbarcato sulle cosiddette LNG carriers, sebbene i metri cubi che finiscono a bordo di queste navi siano una frazione contenuta del metano, propano, ecc. internazionalmente commerciato, trattandosi d’idrocarburi principalmente trasferiti via condotta. Come pure è moltissimo il carbon fossile spedito via mare. Siamo, infatti, in questo caso di fronte a un bene fondamentale per il funzionamento tanto del settore siderurgico, quanto degli impianti alimentati a vapore. E quest’ultimi sono tuttora parecchio diffusi. Particolarmente, in Asia, la quale è un’area largamente dipendente dalla lignite, dalla litantrace, ecc. recuperabile in Australia, in Sud Africa e in Russia.

Lo scontro Usa-Iran prende di mira il mercato parallelo del petrolio

Il 26 maggio scorso, su richiesta degli Stati Uniti, le autorità greche hanno disposto il sequestro di una nave russa contenente oltre 100.000 tonnellate di greggio iraniano. Ormeggiata in acque territoriali greche, la nave era stata originalmente bloccata il 15 aprile perché sospettata di violare le sanzioni sulla Russia. L’equipaggio contava 19 russi e la nave era di proprietà della Promsvyazbank, sottoposta a sanzioni Ue, ma dal marzo scorso passata ad una seconda compagnia russa, la Transmorflot, non colpita dalle sanzioni. Dapprima battente bandiera russa, quest’ultima, il 1 maggio, è stata sostituita con quella iraniana, portando quindi all’intervento Usa, che ha disposto il nuovo sequestro per via delle sanzioni che gravano sull’Iran.

L’aumento dei costi di nolo e l’impatto sul trasporto navale di energia

Trasportare energia via mare, che sia gas naturale liquefatto (GNL), carbone o petrolio, ha degli oneri: fra questi vi rientrano i costi di noli.  Di cosa si tratta? Per capirlo partiamo dalla disciplina giuridica di noleggio di nave, la quale trova fondamento negli artt. da 384 a 395 del Codice della Navigazione del 1942. Secondo la nozione legislativa, il noleggio di nave è un contratto con il quale un soggetto (noleggiante), il quale riveste il ruolo di armatore, in corrispettivo del nolo pattuito, si obbliga a compiere con una nave determinata uno o più viaggi prestabiliti, oppure, entro un periodo di tempo convenuto, i viaggi ordinati dal noleggiatore alle condizioni stabilite dal contratto.

Dalle petroliere alle metaniere: come si trasporta l’energia

Il mercato internazionale Oil&Gas è stato da sempre condizionato dal trasporto di queste commodities dai Paesi produttori a quelli consumatori, in ragione dello squilibrio tra le risorse disponibili e i consumi. Inoltre, è stato soggetto a crisi internazionali e instabilità politiche nelle aree di produzione: la Crisi di Suez nel 1956, la prima crisi petrolifera del 1973 in cui il mondo occidentale si trovò coinvolto nella più grave crisi economica dopo il 1929. Successivamente la guerra tra Iran e Iraq del 1980 e la Guerra del Golfo del 1990.

REPowerEU: quel che sta scritto e quel che non si dice

Dopo aver letto le proposte contenute nelle Comunicazioni della Commissione europea denominate REPowerEu dell’8 marzo e del 18 maggio (d’ora in avanti Piano 1 e Piano 2) sorge spontanea una domanda: se i loro estensori abbiano tenuto conto delle condizioni economiche e d’altro tipo necessarie a conseguire l’obiettivo atteso: l’azzeramento delle importazioni energetiche dalla Russia.

REPowerEU: tra nobili obiettivi e incongruenze fattuali

Di fronte all’attuale disastro energetico, la Commissione europea, guidata dal duo von der Leyen-Timmermans, fa squadra per difendere la sua visione sull’energia che difficilmente, però, merita di essere chiamata strategia. Il commissario per la concorrenza Margrethe Vestager, prendendo atto della calamitosa situazione energetica, ha dichiarato che l'Europa “non è ingenua ma avida”, come a dire che se la Russia oggi usa l’arma energetica per ricattarci ciò non dipende anche dalle scelte di Bruxelles, ma da quelle delle imprese che, per anni, hanno fatto profitti acquistando energia a buon prezzo da Mosca.

REPowerEU e mercato ETS: alleati o nemici?

Il piano REPowerEU ha come obiettivo azzerare entro il 2027 la dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili russi, imprimendo un’accelerazione alla transizione e adattando l’economia a fonti e fornitori di energia diversi.

I punti vincenti del REPpowerEU per perseguire la transizione verde

Il REPowerEU, il piano europeo pensato per ridurre rapidamente la dipendenza dai combustibili fossili russi, conferma la strategia delle istituzioni comunitarie in materia di energia. Una strategia che ha come obiettivo finale raggiungere la piena decarbonizzazione dell’economia. Quali sono i punti vincenti di questa strategia? Ne abbiamo con Jan Rosenow Direttore dell’European Program al Regulatory Assistance Project.

Il conflitto russo-ucraino e il futuro dell’OPEC

Il conflitto russo-ucraino ha radicalmente cambiato il panorama degli scambi internazionali di combustibili fossili. L’Unione Europea ha improvvisamente realizzato che il suo livello di dipendenza dal gas, dal petrolio e dal carbone proveniente dalla Russia è politicamente insostenibile, e incompatibile con la piena sovranità della sua politica estera. Sebbene la Russia non abbia inizialmente affatto minacciato l’interruzione delle forniture, è l’Unione Europea che si sta muovendo, seppure a fatica, nella direzione di ridurre drasticamente le importazioni di petrolio e gas russo, mentre le importazioni di carbone verranno interrotte a partire da agosto.

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