MONDO ENERGIA | 150 ARTICOLI
A quattro anni dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia (24 febbraio 2022), il panorama macroeconomico in Russia e in Europa appare profondamente trasformato. Mosca ha ricalibrato la propria economia in direzione dello sforzo bellico, mostrando una certa capacità di resistenza rispetto all’impatto delle sanzioni; l’Europa, da parte sua, ha attraversato una fase di shock energetico, rispondendo con un progressivo distacco economico ed energetico dalla Russia e rivisitando il proprio modello energetico e industriale.
L’opinione pubblica statunitense ha accolto in modo decisamente critico l’inizio delle operazioni militari contro l’Iran. I sondaggi condotti negli ultimi giorni mostrano in modo concorde come – al di là delle divisioni partitiche e del maggior favore espresso dagli elettori repubblicani per le scelte della Casa Bianca – gli atteggiamenti prevalenti fra gli intervistati siano il timore per un conflitto che per molti può rivelarsi più lungo di quanto ipotizzato e il dubbio riguardo al modo azzardato in cui l’amministrazione Trump avrebbe gestito l’intera vicenda.
Il conflitto esploso il 28 febbraio 2026, con l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro obiettivi strategici iraniani e la successiva risposta militare di Teheran, segna una nuova fase nella ridefinizione degli equilibri mediorientali. Più che un episodio isolato di escalation – ormai ricorrente dall’ottobre 2023 – esso appare come l’ennesima incrinatura all’interno di una trasformazione già in atto nella regione allargata.
L’aggressione Israelo-americana all’Iran ha sollevato i consueti allarmi sul futuro immediato delle forniture globali di petrolio e di gas. A parere dello scrivente, questo allarmismo è esagerato, per i motivi che tenterò di spiegare in questa breve nota.
Il 21 gennaio a Roma nella “Sala Zuccari” di Palazzo Giustiniani presso il Senato della Repubblica si è tenuto un altro evento promosso da Assogasliquidi-Federchimica, dopo quello di novembre, in cui è stato presentato lo studio svolto da BIP dal titolo: L’impatto dell’ETS2 sul mercato del GPL. L’evento ha visto la partecipazione di numerosi stakeholder del settore afferenti a Imprese, Ambiente e Consumatori, alle istituzioni e al mondo della politica.
Il 21 gennaio a Roma nella “Sala Zuccari” di Palazzo Giustiniani presso il Senato della Repubblica si è tenuto un altro evento promosso da Assogasliquidi-Federchimica, dopo quello di novembre, in cui è stato presentato lo studio svolto da BIP dal titolo: L’impatto dell’ETS2 sul mercato del GPL. L’evento ha visto la partecipazione di numerosi stakeholder del settore afferenti a Imprese, Ambiente e Consumatori, al mondo della politica, e alle istituzioni.
The energy sector has become a major source of global job creation in recent years, as energy demand and investment in new infrastructure continue to gather pace. But this rapid growth in labour demand is equally putting strain on the supply of skilled workers, creating bottlenecks in the delivery of energy projects and heightening risks to global energy security.
La formazione dei docenti sul digitale e la ricaduta di quest’ultima su discenti di ogni età e in ogni ordine di scuola e nel mondo accademico italiani è una delle sfide correnti più determinanti nelle recenti scelte ministeriali da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) in connessione ampia e varia con altri settori.
La transizione energetica non è più un orizzonte lontano. È un movimento che pulsa già oggi nelle reti, nelle fabbriche, nei centri di ricerca e nelle città. È un cambiamento che non si limita a sostituire tecnologie, ma ridisegna il modo in cui produciamo, consumiamo e immaginiamo l’energia. E come ogni trasformazione profonda, ha bisogno di persone nuove: professionisti capaci di muoversi tra ingegneria, dati e sostenibilità con la stessa naturalezza con cui si attraversano le stanze di una casa familiare.
Negli ultimi anni, il settore energetico è diventato una dei principali bacini di nuovi posti di lavoro a livello globale, in ragione della continua crescita della domanda di energia e degli investimenti in nuove infrastrutture. Tuttavia, questa rapida crescita della richiesta di manodopera sta mettendo a dura prova anche l'offerta di lavoratori qualificati, creando colli di bottiglia nella realizzazione di progetti energetici e aumentando i rischi per la sicurezza energetica globale.