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Economia Circolare in Italia: a che punto siamo?

Il tema dell’economia circolare è entrato nel mainstream delle politiche europee. L’idea di fondo su cui è nato l’ambientalismo moderno (ricordiamo solo il titolo del libro-culto di Barry Commoner, “il cerchio da chiudere” del 1971) è diventata uno dei pilastri delle strategie non solo ambientali, ma anche economiche, dell’Unione Europea.

Occorre però una valutazione sobria del cosiddetto pacchetto dell’economia circolare approvato dall’Unione Europea. Al di là delle premesse e delle indicazioni strategiche, infatti, la sostanza normativa dell’economia circolare è essenzialmente confinata alla revisione – durata poco meno di un decennio – delle direttive sui rifiuti e sugli imballaggi.

Economia Circolare: tensione tra volontà e azione

Pochi giorni fa, aspettavo la metropolitana sulla banchina descrivendo una specie di camminata in cerchio per far passare il tempo, quando ho ricevuto la mail che mi chiedeva di scrivere questo articolo. Tema: economia circolare e tensione tra volontà e azione. “Perfetto”, mi sono detto, anche in virtù di questa curiosa coincidenza tra commissione intellettuale e movimento fisico nello spazio.

E se la rivoluzione circolare iniziasse dal cibo?

Non solo nutrizione, ma anche mezzo di socializzazione, fonte di appagamento, protagonista simbolico di festività e rituali: il cibo è un elemento imprescindibile della vita umana e, come molti altri, si traduce (soprattutto) in economia. Attorno al cibo ruota infatti la più grande industria del mondo, fatta di produzione, distribuzione e smaltimento degli alimenti e responsabile di circa il 10% del PIL mondiale. L’interrogativo, allora, nasce spontaneo: e se la rivoluzione circolare iniziasse proprio dal cibo?

Oli usati: i benefici ambientali della raccolta

Da una parte gli oli minerali, dall’altra gli oli e i grassi – vegetali o animali – esausti: sono queste le due grandi famiglie in cui è possibile dividere la raccolta e il recupero degli oli usati, che in Italia rappresentano una fetta sempre più importante dell’economia circolare.

Nel caso degli oli minerali – che sono utilizzati principalmente per il funzionamento dei motori a combustione interna, dalle auto ai macchinari industriali – è il consorzio Conou, ovvero il primo Ente ambientale nazionale ad essere nato per la raccolta differenziata di un rifiuto pericoloso,

Plastica e inquinamento: quando il problema diventa soluzione

Nelle società complesse, uno sguardo eco-logico è quello che affronta tutti gli aspetti di un tema e li tiene insieme, cogliendone connessioni e possibili soluzioni. Anche il tema "plastica” è un nodo strategico, occorre affrontarlo in tutta la sua complessità. Perché la plastica non è un materiale banale: salva vite, garantisce l’igiene, consente la conservazione di alimenti e medicinali, permette agli aerei di volare e agli smartphone di essere nelle mani di tutti. E non corre da sola verso il mare. Ce la buttano.

La rivoluzione digitale parte dall'analisi dei dati

Lo sviluppo di internet ha drasticamente modificato il funzionamento dell’economia e le tecnologie digitali come i big data, l’intelligenza artificiale e l’internet delle cose (IoT) continueranno a trasformare le industrie europee negli anni a venire. E il carburante della rivoluzione digitale, come noto, sono i dati.

In campo energetico si raccolgono enormi quantità di dati: dai sensori, ai termostati, alle reti collegate al cloud, il flusso di dati che quotidianamente si raccoglie tanto dal lato della domanda quanto da quello dell’offerta è impressionante.

Se la blockchain irrompe nel sistema elettrico

Il settore energetico sta vivendo un periodo di rapidi cambiamenti, in larga parte dovuti alla crescente necessità di soddisfare le richieste, a livello nazionale ed europeo, in materia di generazione di energia rinnovabile.

Quello che un tempo era un settore fondato sull’utilizzo di grandi centrali elettriche, spesso operanti con combustibili fossili, su un sistema di gestione centralizzato della rete e sull’assenza di controllo sul consumo e produzione di energia elettrica da parte del consumatore finale, vede oggi un progressivo ribaltamento di queste caratteristiche.

Le fonti rinnovabili non programmabili e la sfida delle previsioni

Nel 2017, con 25,2 TWh, l’Italia è stato il quinto paese al mondo per produzione di energia solare e l’undicesimo (17,7 TWh) per produzione di energia eolica, il che le ha permesso di coprire oltre un terzo della propria domanda elettrica con fonti rinnovabili (FER). Guardando al futuro, il Piano Energia e Clima (PNEC) di recente approvazione ha confermato e anzi innalzato gli obiettivi precedentemente fissati dalla Strategia Energetica Nazionale 2017, prevedendo per il 2030 una quota delle FER al 55,4% della generazione elettrica e al 30% dei consumi finali.

Ricerca, innovazione e competitività: cosa dice il Piano Energia e Clima?

L’obiettivo di decarbonizzare in modo profondo il sistema economico europeo, e con esso quello italiano, richiede lo sforzo di introdurre oggi quei cambiamenti che in futuro amplieranno l’insieme delle opzioni tecnologiche. Un più ampio portafoglio di tecnologie sarà indispensabile per limitare l’intensità carbonica dell’utilizzo dei combustibili fossili: contenere le emissioni per raggiungere l’obiettivo di un innalzamento delle temperature entro l’1,5-2°C richiede la disponibilità di tecnologie di rimozione dei gas serra non ancora mature (come ad es. Bioenergy with carbon capture and storage-BECCS, Direct Air Capture and Storage (DACS), Soil Carbon Sequestration (SCS).

100 volte RiEnergia, 100 volte grazie

L’energia è bella perché è varia: nell’epoca in cui il concetto di transizione energetica è il più gettonato nel dibattito pubblico spesso ci si dimentica di altri aspetti altrettanto importanti, come quello di “mix energetico”, mentre sta finalmente affiorando quello di “sostenibilità sociale”.

Con il progetto RiEnergia, nato 100 settimane fa e frutto della collaborazione con Staffetta Quotidiana, abbiamo cercato di illustrare proprio questa diversità e questa complessità, fornendo ai lettori uno strumento attraverso cui conoscere, approfondire e riflettere sulla materia.

Ciascuna tecnologia energetica è fondamentale, ma nessuna è in grado da sola di garantire tutte le esigenze di una società che si muove (in autobus, automobile, treno, aereo, bicicletta …), si scalda (con caldaie a gas, pompe di calore, cogeneratori, stufe a pellet …), lavora (come operaio, impiegato, postino, autotrasportatore…).

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