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FONTI FOSSILI | 150 ARTICOLI

Le contraddizioni dei mercati energetici

L’evoluzione dei mercati energetici internazionali in questo anno ricco di sorprese sottolinea una sorta di crisi dei modelli interpretativi più accreditati. Gli accordi di Parigi del dicembre 2015 avevano dato la sensazione che il mondo avesse imboccato con decisione la strada di un abbandono delle fonti fossili a favore di una penetrazione a ritmi rapidissimi delle fonti rinnovabili in tutti i settori di utilizzo. I mezzi di comunicazione di massa, sotto la spinta di un’opinione pubblica sempre più preoccupata delle conseguenze dei cambiamenti climatici e di eventi catastrofici attribuibili all’impiego sconsiderato delle fonti fossili, hanno assecondato la fiducia nella possibilità di drastici cambiamenti del mix delle fonti utilizzate.

Petrolio di nuovo sopra gli 80 $/barile: cosa aspettarsi?

Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina hanno avuto un impatto transitorio sui corsi petroliferi che, dopo la pausa osservata nei mesi estivi, hanno ripreso a guadagnare terreno con il Brent salito sopra gli 80 doll/bbl a metà settembre. Rispetto ai livelli di un anno fa (settembre 2017) si tratta di un rincaro di entità superiore ai 40 punti percentuali, che ha proiettato il prezzo del petrolio verso medie, in dollari, che non si osservavano dal 2014. La speculazione ha certamente contribuito a rilanciare le quotazioni, come testimonia il monte elevato di posizioni in acquisto accumulato sui mercati petroliferi dalla seconda metà di agosto.

Gas, la corsa dei prezzi all’ingrosso

Picchi estivi di domanda elettrica, problemi al nucleare francese, aumenti dei prezzi del barile, strategie di produttori e acquirenti, esigenze di riempimento degli stoccaggi, declino della produzione interna: sono questi alcuni dei principali fattori a cui è possibile attribuire la sbalorditiva corsa delle quotazioni all’ingrosso del gas dell’ultimo anno. O quantomeno provarci: il boom dei prezzi, che fa brindare i grandi fornitori di gas, è infatti qualcosa che gli esperti faticano a spiegarsi del tutto.

Power to gas: decarbonizzazione efficiente e flessibilità del sistema

Il gas naturale rappresenta una risorsa storica per il nostro Paese, tant’è vero che l’Italia vanta un livello di copertura infrastrutturale tra i più alti in Europa, con 295.000 km di rete e l’82% delle famiglie italiane raggiunto dal gas naturale.

Il gas ha vissuto l’era della metanizzazione - quando il gas naturale è entrato nelle case degli italiani portando una risorsa pulita ed efficiente per la gestione dei consumi domestici - e ha saputo affrontare le sfide imposte dal processo di liberalizzazione.

Gas Italia 2044: 100 candeline a gas rinnovabile

La filiera del gas naturale italiano compirà il suo primo secolo nel 2044 a 100 anni dalle scoperte dei primi giacimenti nella pianura padana. L’utilizzo moderno del gas in Italia ha avuto certamente un ruolo preminente nella definizione di un sistema energetico sempre più ad elevata efficienza, sicuro e a basse emissioni di carbonio. In tempi recenti, si sono create le condizioni – di nuove tecnologie e di contesto politico ed istituzionale - per innescare un processo trasformativo del sistema energetico globale e con esso, necessariamente, del sistema energetico italiano.

P2G: i vantaggi dell'accumulo di energia elettrica come energia chimica

La sfida legata alla riduzione delle emissioni climalteranti ha portato negli ultimi anni a un continuo aumento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, che in Italia oggi raggiunge circa il 33% dei consumi. La presenza consistente di fonti non programmabili (oggi circa il 50% della produzione rinnovabile complessiva) come il solare fotovoltaico e l’eolico crea però problematiche legate alla stabilità della fornitura di energia elettrica. Non sempre infatti è possibile consumare l’energia nello stesso istante in cui viene prodotta, rendendo via via più complessa la gestione della rete a fronte dell’ulteriore installazione di impianti a fonti rinnovabili non programmabili.

Quale futuro per il power to gas europeo?

La tecnologia power to gas (P2G) sta conoscendo, a livello europeo, un concreto sviluppo. L’idea di produrre idrogeno per via elettrochimica, soprattutto nell’ambito della ricerca, si è iniziata a diffondere oltre 30 anni fa, ma solo negli ultimi 3 anni si è cominciato a parlare in misura vieppiù crescente dei vantaggi legati all’utilizzo del P2G nel settore energetico.

Power to Gas in Germania: la batteria del futuro?

Al fine di comprendere a che punto è lo sviluppo del Power to Gas in Germania abbiamo intervistato Eva Hennig, Responsabile per le politiche energetiche europee di Thüga, un gruppo che detiene partecipazioni azionarie di minoranza in 100 multiutility attive nei settori dell’elettricità, del gas, del ciclo dell’acqua, del calore e delle telecomunicazioni. Con 2 milioni di clienti gas, 4 milioni di clienti elettrici e oltre 17.000 dipendenti, il gruppo Thüga costituisce la più grande alleanza di utility della Germania.

What’s the future for coal in Germany?

The German energy transition (“Energiewende”) is internationally recognized as a ground-breaking effort to initiate a low-carbon transformation in a major industrialized economy. The German growth in renewable capacity has been significant, with renewables reaching a share of over 40% in the country’s electricity mix in the first half of 2018. However, they have largely replaced nuclear power, which is set to be fully phased out by 2022. Emissions from coal energy remain high and make it impossible for Germany to reach its climate targets.

How Britain went from Coal to Clean

Coal has long been a major part of the UK electricity mix. Over the last two decades, coal has provided a third of UK power. Over the last quarter, it provided just 1.3% of power, and many days this summer there was not a single coal power plant running anywhere in the UK. How did this remarkable transformation happen?

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