Negli ultimi anni, la povertà energetica è passata da tema di nicchia a questione strutturale al centro del dibattito pubblico, delle politiche energetiche e delle strategie sociali. In questo percorso di progressiva emersione e consolidamento, la Conferenza Nazionale sulla Povertà Energetica si è affermata come uno degli appuntamenti di riferimento a livello nazionale, capace di mettere in dialogo istituzioni, enti locali, ricerca, terzo settore e operatori del settore energetico.
La povertà energetica è una situazione in cui un individuo non riesce ad accedere o permettersi i servizi energetici essenziali — come riscaldamento, climatizzazione, illuminazione o utilizzo di elettrodomestici — a livelli adeguati a garantire una vita dignitosa e la salute. Il fenomeno è spesso causato da una combinazione di fattori che tendono a rafforzarsi a vicenda: bassi redditi, costi dell’energia elevati e scarsa efficienza energetica degli edifici e degli elettrodomestici.
Per la prima volta dal 2021, la percentuale di cittadini dell’UE che non riescono a riscaldare adeguatamente le proprie abitazioni ha registrato un calo: 9,2% nel 2024, in calo rispetto al dato di picco del 10,6% del 2023. La Commissione europea attribuisce questo miglioramento a una combinazione di fattori quali il calo dei prezzi al dettaglio dell’energia, l’attuazione di misure nazionali di efficienza energetica e interventi politici più mirati.
Le recenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente – e in particolare il conflitto in Iran – hanno riportato al centro del dibattito una criticità strutturale del sistema energetico europeo: la sua esposizione agli shock esterni. Il rialzo dei prezzi del gas, dell’energia elettrica e dei carburanti registrato nelle ultime settimane non costituisce un episodio isolato; si inserisce – piuttosto – in una dinamica ormai ricorrente, in cui fattori geopolitici si traducono rapidamente in aumenti dei costi per famiglie e imprese.