È ormai acquisita la consapevolezza che i fenomeni legati ai cambiamenti climatici e al degrado ambientale, nonché le previsioni circa il loro andamento futuro, non rimangano confinati alla dimensione produttiva e imprenditoriale, ma si propaghino al mercato finanziario per il tramite delle imprese e, in particolare, delle società emittenti.
Immaginate un adolescente brillante: eccelle a scuola, ha vinto competizioni studentesche nazionali, ma è al tempo stesso timido e modesto. Quando si parla dei suoi risultati, si imbarazza e tende a minimizzarli, evitando accuratamente di essere lui stesso a richiamarli.
Come ben sappiamo, negli ultimi anni il termine "sostenibilità" è diventato uno degli asset comunicativi più utilizzati (e abusati) dalle aziende. Questa grande esposizione ha generato un maggiore rischio di utilizzo scorretto del termine, nonché di diluizione del suo significato, anche a livello operativo.
Il 9 marzo 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 20 febbraio 2026, n. 30, che modifica il Codice del Consumo al fine di recepire la Direttiva (UE) 2024/825.
Il Decreto Legislativo 30/2026 di recepimento nell’ordinamento italiano della Direttiva UE 2024/825, Empowering Consumers for the Green Transition, ridefinisce le regole della competizione industriale nel campo della sostenibilità. La normativa fissa standard chiari per la comunicazione e la rendicontazione aziendale, con l’obiettivo di proteggere i consumatori dalle pratiche commerciali ingannevoli
Il 4 agosto 2024 è entrato ufficialmente in vigore il Regolamento (UE) 2024/1787 relativo alla riduzione delle emissioni di metano nel settore dell'energia. Questo provvedimento rappresenta uno snodo decisivo nella strategia climatica europea, mirando a intervenire su uno dei gas serra più climalteranti, con un potenziale di riscaldamento globale circa 80 volte superiore a quello della CO2 nell'arco di vent'anni.
Gli Amici della Terra hanno realizzato il rapporto “L’attuazione in Italia del Regolamento (UE) 2024/1787 sulla riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico”, un’analisi approfondita della prima fase di applicazione della nuova normativa europea sul metano. Il Rapporto è stato presentato e discusso in un evento pubblico a Roma, nella mattinata di martedì 19 maggio, presso Palazzo Baldassini.
Il metano è oggi uno degli esempi più concreti di come l’ambizione climatica possa tradursi in azione pratica, mettendo insieme scienza, sicurezza energetica e responsabilità industriale. Ridurre le emissioni di metano non significa sostituire la riduzione della CO₂: la stabilità del clima nel lungo periodo dipende ancora da una profonda decarbonizzazione.
The third Renewable Energy Directive (RED III) is a cornerstone of Europe's decarbonisation strategy. Central to the European Green Deal, it was designed to deliver emissions reductions while strengthening energy security following Russia's invasion of Ukraine. The Directive raises the EU's renewable energy share target to 42.5% by 2030 – up from 32% under RED II – and introduces new requirements for renewable fuels of non-biological origin (RFNBO): fuels generated by non-bioenergy renewable sources, expected to largely come in the form of green hydrogen.
La RED III è stata recepita anche in Italia: nuovi obiettivi, novità operative attese da mesi e altre se ne attendono con i futuri provvedimenti attuativi. Insieme all’Ing. Attilio Punzo – Direttore della Direzione Riconoscimento Incentivi e Titoli del GSE abbiamo ripercorso i punti salienti di questo passaggio normativo, che segna un’accelerazione decisiva verso gli obiettivi di transizione energetica del Paese per il 2030.