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Carbone e clima: un paradosso che rivela le contraddizioni globali

Spesso si parla della transizione energetica come di un processo a "due velocità", con un’Occidente avanzato che corre e un Sud globale che arranca. Ma la realtà è ben più complessa e sfaccettata: la transizione è un mosaico a mille velocità, disomogeneo sia tra Paesi che all’interno dei singoli blocchi geopolitici.

La rivoluzione necessaria della distribuzione petrolifera italiana

Nelle ultime settimane il mondo dell’energia italiano ha visto due eventi importanti, che meritano una riflessione preoccupata. Il primo riguarda l’ultimo progetto di riorganizzazione dell’Eni, con la creazione di un contenitore, la nuova società Eie (Eni Industrial Evolution), in cui sono stati inseriti gli impianti di raffinazione ancora sopravvissuti ed il sistema di logistica primario (polmone fondamentale per l’alimentazione del sistema di distribuzione dei prodotti petroliferi).

Il petrolio rimane l’ombelico del mondo dell’energia e dell’economia

Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un cambiamento radicale nel mondo dell’energia, di cui colpisce la velocità e il suo essere imprevisto. Eventi che si sono sommati a determinare uno scenario radicalmente diverso da quello che ci si attendeva.  Per questo,  continuare a guardare il mondo con lo specchietto retrovisore non porta a niente, atteggiamento che si contesta all’Unione europea e al grande numero di burocrati che di fatto decidono di tutto e di più.

Quali sfide per l’industria manifatturiera europea?

In un contesto economico e geopolitico sempre più incerto e teso, il tema della competitività dell’industria manifatturiera europea si impone come prioritario. Non si può pensare di fare una sana ed equa transizione se si dipende eccessivamente dall’estero e non si dà priorità alle filiere industriali europee. Di questi temi e degli impatti che l’apparato normativo europeo, troppo sbilanciato verso il “tutto elettrico”, avranno per l’industria del Vecchio Continente si è parlato all’Assemblea di Unem di ieri 12 giugno. RiEnergia, a valle dell’evento, vi propone alcune considerazioni fatte dal Presidente di Unem, Gianni Murano.

Stato della raffinazione Europea, complessità delle raffinerie e mercato dei greggi

La raffinazione in Europea è in una fase di transizione. Non mi riferisco alla transizione energetica, che per ora è solo iniziata, ma piuttosto a quella da una congiuntura ad alti margini verso uno scenario meno favorevole. Sono state annunciate recentemente chiusure a Grangemouth (PetroIneos), Wesseling (Shell) e una riduzione di capacità a Gelsenkirchen (BP). 

Biocarburanti avanzati: domanda e capacità al 2030 e 2050

Sia a livello europeo che su scala mondiale, lo sviluppo di carburanti sostenibili alternativi a quelli tradizionali è un passo essenziale verso la decarbonizzazione del settore dei trasporti, sia nello stradale (verso la transizione ad altri vettori energetici, quali elettrico ed idrogeno) che nei segmenti del trasporto pesante su strada, quello marittimo e quello aereo. Tali settori sono peraltro interconnessi, in quanto in numerosi casi le configurazioni delle bioraffinerie generano diverse tipologie di prodotti energetici, e non un singolo biofuel

Lo studio S&P sull’evoluzione della raffinazione Europea

Si può arrivare ad una stessa destinazione attraverso strade diverse. E chi viaggia dovrebbe poter scegliere quella che meglio si adatta alle proprie capacità, alle proprie esigenze ed obiettivi. È un errore togliere al viaggiatore la libertà di scelta, ed imporre arbitrariamente una strada obbligata. Fuor di metafora, di cosa parliamo?

The Future of LNG – highlights from WGC2025

LNG held centre stage at the recent International Gas Union (IGU) World Gas Conference held in Beijing last month, and that is hardly surprising given the global LNG market movements and the Asian continent’s appetite and commitment to further distance itself from carbon-intensive fossil fuels such as coal.

LNG: the key trends in 2025

Europe has taken a greater share of the LNG market this year as it raised its prices to divert cargoes away from Asia to ensure steady injections into gas storage facilities after a colder winter.  Europe, including the UK and Turkey, took in 32% of global LNG imports during January-May 2025, up five points from January-May 2024, when the region received 27% of deliveries. 

Il Qatar minaccia la fine dell’export di GNL all’UE: perché?

La volontà dell’Unione europea di proseguire sulla strada del distacco energetico dalla Russia, da completare entro il 2027, aprirà ancora maggiori spazi di mercato agli altri paesi esportatori di gas liquefatto. Nel 2024 il blocco ha importato oltre 100 miliardi di metri cubi di GNL, principalmente dagli Stati Uniti, ma i carichi russi hanno rappresentato una quota significativa sul totale degli approvvigionamenti, con 20 miliardi di metri cubi. 

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