ACQUA & AMBIENTE | 150 ARTICOLI
È ormai acquisita la consapevolezza che i fenomeni legati ai cambiamenti climatici e al degrado ambientale, nonché le previsioni circa il loro andamento futuro, non rimangano confinati alla dimensione produttiva e imprenditoriale, ma si propaghino al mercato finanziario per il tramite delle imprese e, in particolare, delle società emittenti.
Immaginate un adolescente brillante: eccelle a scuola, ha vinto competizioni studentesche nazionali, ma è al tempo stesso timido e modesto. Quando si parla dei suoi risultati, si imbarazza e tende a minimizzarli, evitando accuratamente di essere lui stesso a richiamarli.
Come ben sappiamo, negli ultimi anni il termine "sostenibilità" è diventato uno degli asset comunicativi più utilizzati (e abusati) dalle aziende. Questa grande esposizione ha generato un maggiore rischio di utilizzo scorretto del termine, nonché di diluizione del suo significato, anche a livello operativo.
Il 9 marzo 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 20 febbraio 2026, n. 30, che modifica il Codice del Consumo al fine di recepire la Direttiva (UE) 2024/825.
Il Decreto Legislativo 30/2026 di recepimento nell’ordinamento italiano della Direttiva UE 2024/825, Empowering Consumers for the Green Transition, ridefinisce le regole della competizione industriale nel campo della sostenibilità. La normativa fissa standard chiari per la comunicazione e la rendicontazione aziendale, con l’obiettivo di proteggere i consumatori dalle pratiche commerciali ingannevoli
Methane emissions from maritime transport have rapidly emerged as a central issue in international climate governance. While shipping has traditionally focused on carbon dioxide (CO₂), growing attention is now directed toward methane (CH₄), particularly because of the increasing use of liquefied natural gas (LNG) as a marine fuel.
Le emissioni di metano derivanti dal trasporto marittimo sono rapidamente diventate una questione centrale nella governance climatica internazionale. Mentre tradizionalmente l'attenzione si era concentrata sull'anidride carbonica (CO2), ora si sta prestando sempre maggiore attenzione al metano (CH4), soprattutto a causa del crescente utilizzo del gas naturale liquefatto (GNL) come combustibile marino.
Le emissioni nazionali di metano, escludendo il contributo delle sorgenti naturali, rappresentano in media il 10,7% ± 0,8% delle emissioni totali di gas ad effetto serra nel periodo 1990–2024. Le emissioni di metano senza LULUCF sono diminuite da 55 a 43 Mt CO₂eq (-21,9%).
Il 4 agosto 2024 è entrato ufficialmente in vigore il Regolamento (UE) 2024/1787 relativo alla riduzione delle emissioni di metano nel settore dell'energia. Questo provvedimento rappresenta uno snodo decisivo nella strategia climatica europea, mirando a intervenire su uno dei gas serra più climalteranti, con un potenziale di riscaldamento globale circa 80 volte superiore a quello della CO2 nell'arco di vent'anni.
Gli Amici della Terra hanno realizzato il rapporto “L’attuazione in Italia del Regolamento (UE) 2024/1787 sulla riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico”, un’analisi approfondita della prima fase di applicazione della nuova normativa europea sul metano. Il Rapporto è stato presentato e discusso in un evento pubblico a Roma, nella mattinata di martedì 19 maggio, presso Palazzo Baldassini.