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Power of Siberia 2 e il gas: il rafforzamento dell'asse energetico Cina/Russia

La firma del MOU fra Cina e Russia per la realizzazione di un nuovo gasdotto di collegamento fra i due paesi ha suscitato un ampio dibattito internazionale sulle implicazioni politiche, commerciali ed economiche di questo mega progetto che vanno ben oltre la singola iniziativa. RiEnergia dedica a questi aspetti una lunga intervista fatta a Morten Frisch, esperto dalla cinquantennale esperienza in materia gas, GNL e infrastrutture ad esso associate. 

Quali gasdotti per movimentare il gas di Vaca Muerta

Lo scorso novembre, Brasile e Argentina hanno firmato un Memorandum d'Intesa che prevede l'esportazione di gas naturale argentino al suo vicino fino a 30 mil. di mc/g.  L’accordo, firmato nell'ambito del vertice del G20 a Rio de Janeiro, durante un incontro bilaterale tra il Ministro dell'Economia argentino Luis Caputo e il Ministro delle Miniere e dell'Energia brasiliano Alexandre Silveira, assume una valenza importante da un punto di vista energetico-commerciale non solo per i paesi interessati ma per tutta l’area sudamericana, perché getta le basi per lo sviluppo di infrastrutture per il trasporto del gas naturale estratto nella formazione di idrocarburi non convenzionali di Vaca Muerta.

Una differenziazione impossibile? Panama, il canale e il gasdotto

Qualche settimana fa, José Raúl Mulino, Presidente della Repubblica di Panama, ha annunciato l'avvio dei lavori del gasdotto interoceanico. Si tratta di un progetto presentato lo scorso aprile con l'intenzione di creare un condotto per il passaggio del gas dall'oceano Pacifico all'Atlantico (e viceversa) che corre in parallelo con il Canale interoceanico. Proprio per questo l'amministrazione del Canale è intervenuta sin dalla pianificazione del gasdotto.

Il Power of Siberia 2 tra ambizioni eurasiatiche e incognite energetiche

Se l’Europa volta la schiena al gas russo, ecco che in Asia si torna a parlare di opportunità alternative. Martedì 2 settembre il leader cinese Xi Jinping e il presidente russo Vladimir Putin hanno annunciato una nuova ondata di accordi energetici, tra cui l’attesa firma di un memorandum “legalmente vincolante” per avviare il progetto Power of Siberia 2, gasdotto di quasi 3.000 km che dovrebbe trasportare fino a 50 miliardi di metri cubi di gas russo all’anno verso la Cina attraverso la Mongolia. 

La Cina ha così bisogno di ulteriore gas russo?

Il 2 e 3 settembre 2025 i leader russi e cinesi hanno annunciato un memorandum d’intesa (MoU) legalmente vincolante per la costruzione del gasdotto Power of Siberia 2 (PoS2) – un progetto che prevede il transito di 50 mld di mc/a di gas dalla Russia alla Cina attraverso la Mongolia. In quell’occasione hanno anche concordato modesti aumenti dei flussi attraverso i tubi già esistenti, ovvero il Power of Siberia (PoS1) e Far East.

Coal is China’s energy insurance policy

We all know the story: coal is dying, clean energy is thriving, and the future is wind turbines and solar panels as far as the eye can see. But someone forgot to send China the memo. In 2024, China consumed over 58% of the world’s coal— almost 40% more than the rest of the planet combined. That same year, its coal-fired power plants generated a staggering 5.828 TWh of electricity—far exceeded the entire electricity generation of the EU‑27, estimated at around 2,770 TWh from all sources.

Key findings of the Mid-Year Coal Update. July 2025

Global coal demand and production hit record highs in 2024. Demand is expected to plateau through 2026, while production is projected to set another record in 2025 before declining in 2026. Coal trade volumes also reached new highs in 2024 and are forecast to fall in both 2025 and 2026. This is reflected in prices, which have eased to near marginal supply costs after the 2021–2022 spike.

USA: riuscirà Trump a rinvigorire l’industria del carbone?

Così come promesso durante la campagna elettorale, il Presidente Trump vuole ridare slancio a un comparto in passato colonna portante del sistema energetico nazionale, ma da anni ormai alle prese con una crisi strutturale e profonda: l’industria del carbone

Il carbone è la “polizza assicurativa” dell’energia cinese

Quel che è storia è noto a tutti: il carbone va a dismettersi, l’energia pulita continua la sua corsa e il futuro è fatto di turbine eoliche e pannelli solari. Ma qualcuno ha dimenticato di notificare ciò alla Cina. Nel 2024, il Dragone Rosso ha consumato oltre il 58% del carbone mondiale, quasi il 40% in più rispetto al resto del pianeta messo insieme. Nello stesso anno, le sue centrali a carbone hanno generato l’incredibile quantità di 5.828 TWh di elettricità, superando di gran lunga l’intera produzione di elettricità dei 27 Paesi UE, stimata in circa 2.770 TWh.

Il mercato del carbone: la fotografia di metà anno dell’AIE

Nel 2024, la domanda e la produzione globale di carbone hanno raggiunto livelli record. Per i prossimi due anni la previsione è di consumi stabili, mentre l’output carbonifero dovrebbe registrare un ulteriore record nel 2025, prima di diminuire nel 2026. Anche i volumi di carbone commercializzato hanno raggiunto nuovi massimi nel 2024, ma si stima una loro diminuzione sia nel 2025 che nel 2026. Ciò si riflette sui prezzi, che dopo il picco del 2021-2022 sono scesi quasi al pari dei costi marginali di produzione.

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