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MONDO ENERGIA | 150 ARTICOLI

A quando una carbon tax europea?

Se si chiede a un economista quale sia il miglior modo per combattere i cambiamenti climatici quasi certamente risponderà: introducendo una tassa sulle emissioni di anidride carbonica (la cosiddetta “carbon tax”). E se gli si chiede il perché, risponderà: perché questo è il modo più efficiente per ridurre le emissioni in quanto non si sceglie né chi né come ridurle, ma tutti gli “inquinatori”, dovendo pagare una imposta, ridurranno le loro emissioni fino a quando il costo per abbattere l’emissione dell’ultima tonnellata di CO2 uguaglia il valore della tassa unitaria da pagare.

Brexit: implicazioni ambientali ed energetiche

La resa dei conti sulla Brexit è rimandata al 31 ottobre, ma l’impasse sembra essere di sempre più difficile risoluzione, aggravata peraltro dalle dimissioni di Theresa May e dal conseguente risiko interno al debolissimo partito conservatore e a Downing Street. Sullo sfondo, la persistente e forte spaccatura tra Brexiteers e non, esito prevedibile del voto inglese alle recenti elezioni europee. A tre anni dal referendum, questo nuovo rinvio potrà ancora tradursi in un accordo (come e quando non è dato sapere), concludersi col tanto temuto “no deal”, oppure sfociare in un secondo referendum.

Il ruolo dell’Italia nella partita energetica europea

Opportunità e vincoli geopolitici suggeriscono da tempo all’Italia di intraprendere le necessarie misure economico-industriali e diplomatiche che potrebbero farne, come spesso si è sentito, uno dei principali hub del gas naturale per l’intero continente europeo. Le opportunità risiedono in considerazioni geografiche piuttosto oggettive, che vedono la Penisola sia come un crocevia dell’Europa occidentale e orientale, sia come un perfetto molo naturale che si immerge al centro del Mar Mediterraneo, sede di imponenti giacimenti di gas ancora poco sfruttati.

Piani Nazionali per l’Energia e il Clima: tutto fumo e niente arrosto?

Nel maggio 2019 la European Climate Foundation ha pubblicato il rapporto “Planning for net zero: assessing the draft national energy and climate plans”. Lo studio, condotto da Ecologic Institute e Climact fa parte della serie Net-Zero 2050, un'iniziativa dell'ECF che intende valutare il percorso dell’Unione europea verso l’ambizioso target della cosiddetta neutralità climatica al 2050. L’ultimo rapporto ha valutato i Piani Nazionali per l’Energia e il Clima presentati alla Commissione europea dagli stati membri e ne ha tratto la conclusione che c’è ancora tanta strada da fare.

La connessione fra energia, ambiente e sostenibilità

Perché andare avanti con la ricerca? Perché sostenere una costante innovazione? La nostra convinzione di continuare lungo questo percorso trova legittimazione nel fatto che il sistema delle imprese riconosce il nostro ruolo, riconosce in altri termini che anche grazie alla ricerca si può fare la differenza, specie in certi ambiti.

Quando sono arrivato in Enea, quattro anni fa, il clima era molto diverso; nessuno ci attribuiva un ruolo ben definito e, di conseguenza, il nostro contributo non aveva un adeguato riconoscimento. Grazie al ruolo dei ricercatori, questo percezione comune ai più è mutata, con nostra grande soddisfazione.

Rifiuti urbani: la fotografia di Ispra

Il 10 dicembre dello scorso anno, l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione dell’Ambiente)  ha presentato il Rapporto Rifiuti Urbani edizione 2018, con dati relativi a produzione, differenziata, gestione e trattamento a livello nazionale, regionale e provinciale del 2017. Due i risultati che emergono con più forza dal Rapporto: torna a scendere la produzione dei rifiuti e cala il numero degli inceneritori e delle discariche.

Rifiuti: se la differenziata non basta

Il settore italiano del waste management è oggi caratterizzato da tendenze contrastanti. Negli ultimi anni, le aziende hanno sempre più frequentemente attuato misure volte a chiudere il ciclo dei rifiuti in un’ottica di economia circolare. Gli investimenti e le azioni finalizzate a migliorare la differenziata si sono notevolmente intensificati, segno che l’importanza delle fasi a monte è ormai riconosciuta da tutti gli operatori della raccolta, indipendentemente dalla loro dimensione.

Investire in nuovi impianti è la vera alternativa alla discarica

Il “Pacchetto Economia Circolare”, approvato dal Parlamento Europeo ed in via di recepimento da parte degli stati membri, si presenta come il fine a cui tendere nella gestione del rifiuto urbano al 2035. La direttiva quadro stabilisce infatti gli obiettivi minimi di riciclaggio (65%) e di smaltimento in discarica (10%) da raggiungere, stilando anche un percorso di crescita della percentuale di riciclaggio: 55% entro il 2025 e 60% entro il 2030.

Aliplast, dalla plastica riciclata le risposte alle sfide dell’ambiente e del mercato

Ospitiamo l’intervento dell’Amministratore Delegato di Aliplast, una realtà aziendale che con nove stabilimenti che ogni anno rigenerano 80 mila tonnellate di plastica ed evitano l’emissione di 150 mila tonnellate di CO2, rappresenta un esempio concreto di gestione dei rifiuti e di economia circolare.

Più impianti per gestire i rifiuti, si allarga l’impegno di Hera

Abbiamo chiesto a Tomaso Tommasi di Vignano, Presidente Esecutivo del Gruppo Hera, un parere sulla situazione italiana in materia di gestione dei rifiuti, in particolare per quanto riguarda il tema degli impianti, diventati ancora più urgenti alla luce del blocco delle importazioni di rifiuti dalla Cina.

Dopo il caso dei termovalorizzatori, che alle fine dello scorso anno erano stati al centro del dibattito politico, il tema dell’impiantistica collegata alla gestione dei rifiuti è passato in secondo piano ma, ciclicamente, torna alla ribalta non appena si verifichi qualche emergenza. Qual è lo stato dell’arte in Italia sul fronte della gestione dei rifiuti?

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