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MONDO ENERGIA | 38 ARTICOLI

WEO 2020: gli scenari dell’energia che verrà

Il consueto appuntamento con il World Energy Outlook (WEO) dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) quest’anno ha coinciso con la seconda ondata del Covid-19. Come è evidente a tutti, questa pandemia ha avuto e sta avendo un impatto enorme sulle condizioni di vita di miliardi di persone e su tantissime variabili a cominciare dal Pil che, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, dovrebbe calare quest’anno del 4,4%. Il settore energetico non fa eccezione. In base alle valutazioni dell’AIE, nel 2020 la domanda energetica mondiale diminuirà del 5%, le emissioni di CO2 del 7% e gli investimenti energetici del 18%.

Diesel, elettrico e idrogeno: quale futuro per la mobilità europea?

L’impatto delle emissioni di particolato, ossidi di azoto e anidride carbonica su persone, ambiente e clima è oggetto di accesi dibattiti. Secondo il Forum Internazionale dei Trasporti (FIT - ITF), la circolazione delle persone aumenterà di circa il 50% a livello globale, tra il 2015 e il 2030. Entro il 2050 poi, saranno oltre sei miliardi a vivere nelle megalopoli, con conseguente aumento del traffico urbano, destinato a triplicarsi. Inoltre, il crescente fenomeno del commercio online alimenterà ulteriormente la congestione nei centri delle città.

Le persone come risorse per la transizione (secondo Uiltec-Uil)

Il 180° numero di RiEnergia è dedicato alle risorse energetiche e minerarie del nostro Paese. Abbiamo voluto inserire tra le risorse anche le persone, i lavoratori, e tutti coloro che ogni giorno ci permettono di sfruttare e valorizzare queste risorse. Un patrimonio umano e professionale di cui la transizione energetica che ci apprestiamo ad intraprendere deve tenere conto. Per questo motivo abbiamo organizzato tavola rotonda virtuale con i tre segretari dei principali sindacati che rappresentano questo patrimonio di risorse: Filctem-Cgil; Femca Cisl; Uiltec Uil. Di seguito il contributo di Paolo Pirani, segretario generale Uiltec-Uil.

Riduzione delle emissioni nell’Oil&Gas: qualcosa (e qualcuno) si muove

Gli obiettivi climatici fissati con l’accordo di Parigi pongono un’enorme sfida al settore Oil&Gas, che si trova a fare i conti con una transizione energetica che avrà tra i vari effetti uno stravolgimento degli attuali modelli di business e delle rispettive strategie di investimento. La massimizzazione del valore, la riduzione al minimo dei rischi di transizione e l'allineamento con gli obiettivi climatici globali obbligheranno le aziende a massimizzare i margini e ridurre la produzione in termini assoluti.

Dall’elettrico alla mobilità: perché è giusto investire in tecnologie digitali?

Quello della digitalizzazione è un percorso che è ancora agli albori per molte imprese italiane: i primi risultati dell’ultimo Censimento permanente condotto dall’Istat mostrano che nel periodo 2016-2018 oltre tre quarti (il 77,5%) delle imprese con almeno 10 addetti ha investito in – o comunque utilizzato – almeno una delle 11 tecnologie individuate come fattori chiave di digitalizzazione, ma il feeling con le tecnologie digitali per ora rimane basso

Big data e vita digitale: esiste un problema di sostenibilità

50 miliardi di dispositivi saranno connessi entro la fine del 2020. Dalla nascita dell’Internet of Things a cavallo tra il 2008 e il 2009, ovvero il momento in cui il numero dei dispositivi connessi ha superato il numero degli abitanti della Terra, i device intelligenti sono più che quintuplicati in un decennio. Di conseguenza, la quantità di dati prodotti è aumentata esponenzialmente, proiettando il genere umano verso una società digitale e creando una vera e propria realtà parallela connessa.

COP: inutili e fallimentari

Prima di esprimere una qualsiasi valutazione sugli esiti della Conferenza delle Parti (COP), la numero 25, tenutasi a Madrid dal 2 al 13 dicembre (ed oltre) con la partecipazione ufficiale di 197 delegazioni ed oltre 26.000 persone (quelle effettive erano molte di più), è opportuno tener conto del ruolo che a questo organismo le fu assegnato.

Le COP vengono istituite con l’United Nations Conference on Environment and Development (UNCED), l’Earth Summit tenutosi a Rio de Janeiro dal 2 al 14 giugno 1992 che porterà alla firma da parte di 154 Stati poi saliti a 197 del Trattato denominato “Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici” (UNFCCC) entrato in vigore il 21 marzo 1994. 

Il WEO 2019 e le difficoltà per arrivare a un sistema energetico “neutrale per il clima”

Anche quest’anno il ponderoso volume del World Energy Outlook (WEO) dell’AIE (810 pagine) è arrivato puntuale con il suo carico di numeri, analisi, proiezioni, considerazioni. Per chi si occupa di energia il WEO è sicuramente una preziosa miniera di informazioni, ma al di sopra di tutto nell’edizione di quest’anno troneggia in modo sempre più chiaro un messaggio: vorremmo, si potrebbe, non ci stiamo riuscendo. Forse sarebbe più onesto dire: non ci riusciremo. Stiamo parlando ovviamente della lotta ai cambiamenti climatici in quanto da tempo ormai la politica energetica è sottoposta all’imperativo di riuscire a soddisfare la domanda di energia riducendo le emissioni di gas serra di cui la produzione e l’impiego delle fonti energetiche sono di gran lunga i principali responsabili.

Dal carbone alle rinnovabili: lo switch cinese è credibile?

La fotografia scattata dai dati del China’s National Bureau of Statistics, dell’Agenzia Internazionale dell’Energia e del BP Statistical Review 2019 offre una buona chiave di lettura di quello che sta avvenendo in Cina sul fronte dell’energia. Ne emerge un paese attraversato da grandi cambiamenti e che si affaccia a rivoluzioni che potrebbero essere epocali - specie se consideriamo che si sta parlando della nazione più popolosa al mondo - ma sul quale continuano a pesare dei meccanismi decennali difficili da scardinare.

Tutte le strade dell’auto elettrica “made in China”

Nonostante alcuni forti segnali di rallentamento economico che si sono tradotti anche nel mercato automobilistico, da otto anni a questa parte la Cina è il primo mercato dell’auto con un volume di produzione e vendita che nel 2018 ha superato i 28 milioni di unità.

Numeri caratterizzati anche dalla crescente attenzione delle autorità cinesi nei confronti del risparmio energetico e della riduzione delle emissioni: le vere tendenze di sviluppo dell'industria automobilistica cinese.

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