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MONDO ENERGIA | 68 ARTICOLI

Israele e Palestina: il ruolo del gas nella crisi mediorientale

Da tempo si condivide l’idea che le nuove scoperte di giacimenti nel Mediterraneo Orientale debbano riformulare il profilo geopolitico dell’area. I giacimenti di gas naturale al largo di Egitto, Striscia di Gaza e Israele potrebbero costituire un'opportunità unica per stabilire un clima di cooperazione energetica nella zona. In questo senso l’istituzione dell'EastMed Gas Forum nel gennaio 2019 era stato accolto come segno tangibile della volontà delle diplomazie mediorientali di superare antiche ostilità. Ancora a gennaio di quest’anno, Yuval Steinitz, ministro dell’energia israeliano, sottolineava l’importanza di costituire accordi regionali volti a favorire lo sviluppo di una rete regionale di gasdotti.

Verso una nuova dorsale europea dell’idrogeno al 2040

Una rete di trasporto di idrogeno dedicata che abbraccia dieci paesi europei: è il progetto presentato nel 2020 da undici Transmission System Operators (TSOs) europei del gas attraverso il paper “European Hydrogen Backbone” (EHB). La dorsale a idrogeno descritta in quel rapporto ha innescato un dibattito sul ruolo che una rete di trasporto di un gas potenzialmente rinnovabile potrebbe giocare nel futuro sistema energetico europeo. Ad aprile 2021, è stato pubblicato un aggiornamento di quel rapporto, presentando una visione aggiornata ed estesa, che ad oggi coinvolge 23 società di 21 paesi, compresa Snam. Una visione che si articola al 2030, 2035 e 2040, e che in gran parte è basata su infrastrutture di trasporto e trasmissione del gas già esistenti e funzionanti.

Le reti gas esistenti sono pronte al trasporto dell’idrogeno

La transizione energetica e la decarbonizzazione dell’economia sono basate sull’utilizzo sempre più ampio di fonti energetiche rinnovabili per la produzione di energia elettrica. Uno dei principali punti da affrontare è la discontinuità nella disponibilità di tali fonti, che deve essere gestita per garantire, invece, la continuità nell’erogazione che è indispensabile per le attività umane.

Digitalizzazione: la rete di distribuzione gas diventa “viva”

Chiunque abbia letto un giornale, una rivista online o semplicemente si sia connesso ad un social media negli ultimi anni, si sarà sicuramente imbattuto nei termini Smart Grid, IoT, Reti Neurali e Machine Learning in riferimento all’industria energetica. Ma cosa sono queste tecnologie? Come possono essere usate nel mondo del gas naturale? Come modificheranno il modo di considerare le reti di distribuzione e trasporto?

Contratti luce e gas: serve un albo dei fornitori per tutelare i consumatori

Concorrenza e trasparenza sono due elementi imprescindibili per garantire la tutela del consumatore di elettricità e gas sul mercato retail. Molto è stato fatto, ma ancora esistono delle criticità che vanno superate. Serve una maggiore tracciabilità delle aziende che operano sul mercato e viene richiesto, ormai da anni, l’istituzione di un albo dei fornitori. Ne abbiamo parlato con il Dott. Alessandro Petruzzi, Responsabile Dipartimento Energia di Federconsumatori.

Trasporto merci e GNL: gli incentivi stanno funzionando

Le istituzioni stanno lavorando da tempo sul tema della mobilità sostenibile, spingendo anche in direzione di una transizione verso combustibili alternativi e, per l’appunto, più sostenibili. Per farlo, la politica si sta avvalendo di tre grandi leve: quella dell’infrastrutturazione, quella della regolamentazione e, infine, quella dell’incentivazione.

Il conflitto in Nagorno-Karabakh e il peso dell'energia

L'Azerbaigian, paese sub-caucasico, oggi – e da un trentennio – in guerra con l'Armenia per il controllo della regione del Nagorno-Karabakh, è uno dei produttori di idrocarburi dello spazio eurasiatico che più efficacemente è riuscito a rilanciare il comparto energetico all'indomani dell'indipendenza dall'URSS.

Mediterraneo: la Turchia contro tutti per il predominio sul gas

La Turchia ha l’obiettivo di diventare un ponte energetico tra i paesi produttori della regione mediorientale e il mercato europeo. Per raggiungere questo scopo, Ankara incentiva la costruzione di infrastrutture di trasporto energetico (gasdotti, oleodotti) sul suo territorio per approvvigionarsi dai paesi vicini, acquistando parte delle risorse in transito a prezzi convenienti. Tale scelta si spiega con la necessità di ricorrere alle importazioni dai paesi limitrofi per soddisfare la sua domanda di energia,  compresa quella di gas naturale, quest’ultima nel 2019 pari a 44,9 miliardi di metri cubi a fronte di una produzione interna di appena 473,8 milioni di metri cubi.

Il futuro del Nord Stream 2, tra interessi geopolitici ed economici

Doveva essere un semplice gasdotto, una nuova rotta di approvvigionamento energetico in un’Europa che storicamente deve guardare oltre i propri confini per assicurarsi le materie prime energetiche. E invece si complica la saga del Nord Stream 2, la pipeline di 1.230 km che dovrebbe collegare la Russia alla Germania passando dal Mare del Baltico e capace di movimentare fino a 55 mld di mc di gas all’anno. Chi pensava che un tubo che collega due potenze economiche fosse esente da valutazioni di carattere geopolitico si sbagliava di grosso, specie se tra le due potenze – Germania e Russia in questo caso – se ne inserisce una terza, gli Stati Uniti.

Quale futuro energetico per la Sardegna?

Dopo anni, forse decenni, in cui si discute sul possibile sviluppo energetico della Sardegna, l’unica regione d’Italia esclusa dalla metanizzazione, forse si potrà iniziare a farlo con i dati alla mano. Il recente studio pubblicato da RSE ha infatti messo insieme tutti i pezzi di un puzzle altrimenti difficile da decifrare, arrivando a prospettare un futuro energetico ideale per la seconda isola più grande d’Italia.

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