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MONDO ENERGIA | 61 ARTICOLI

Le rinfusiere ed il commercio di energia: funzionamento e fondamentali di mercato

La crisi in Ucraina ha determinato un crescente interesse per il commercio delle materie energetiche, dal petrolio al carbone passando per il gas naturale. Mentre il commercio intra europeo di petrolio e gas avviene, per lo più, tramite condotte, la maggioranza delle importazioni extra-europee avvengono via nave, così come la quasi totalità dell’import di carbone. Per tale motivo è importante determinarne il funzionamento e le principali criticità di mercato.

Cosa grava sullo shipping di risorse energetiche?

Il legame tra le navi e il traffico di materiale energetico è strettissimo, giacché per mare viaggia una quantità impressionante di questo genere di cargo. È molto il gas naturale quotidianamente imbarcato sulle cosiddette LNG carriers, sebbene i metri cubi che finiscono a bordo di queste navi siano una frazione contenuta del metano, propano, ecc. internazionalmente commerciato, trattandosi d’idrocarburi principalmente trasferiti via condotta. Come pure è moltissimo il carbon fossile spedito via mare. Siamo, infatti, in questo caso di fronte a un bene fondamentale per il funzionamento tanto del settore siderurgico, quanto degli impianti alimentati a vapore. E quest’ultimi sono tuttora parecchio diffusi. Particolarmente, in Asia, la quale è un’area largamente dipendente dalla lignite, dalla litantrace, ecc. recuperabile in Australia, in Sud Africa e in Russia.

L’aumento dei costi di nolo e l’impatto sul trasporto navale di energia

Trasportare energia via mare, che sia gas naturale liquefatto (GNL), carbone o petrolio, ha degli oneri: fra questi vi rientrano i costi di noli.  Di cosa si tratta? Per capirlo partiamo dalla disciplina giuridica di noleggio di nave, la quale trova fondamento negli artt. da 384 a 395 del Codice della Navigazione del 1942. Secondo la nozione legislativa, il noleggio di nave è un contratto con il quale un soggetto (noleggiante), il quale riveste il ruolo di armatore, in corrispettivo del nolo pattuito, si obbliga a compiere con una nave determinata uno o più viaggi prestabiliti, oppure, entro un periodo di tempo convenuto, i viaggi ordinati dal noleggiatore alle condizioni stabilite dal contratto.

REPowerEU: quel che sta scritto e quel che non si dice

Dopo aver letto le proposte contenute nelle Comunicazioni della Commissione europea denominate REPowerEu dell’8 marzo e del 18 maggio (d’ora in avanti Piano 1 e Piano 2) sorge spontanea una domanda: se i loro estensori abbiano tenuto conto delle condizioni economiche e d’altro tipo necessarie a conseguire l’obiettivo atteso: l’azzeramento delle importazioni energetiche dalla Russia.

REPowerEU: tra nobili obiettivi e incongruenze fattuali

Di fronte all’attuale disastro energetico, la Commissione europea, guidata dal duo von der Leyen-Timmermans, fa squadra per difendere la sua visione sull’energia che difficilmente, però, merita di essere chiamata strategia. Il commissario per la concorrenza Margrethe Vestager, prendendo atto della calamitosa situazione energetica, ha dichiarato che l'Europa “non è ingenua ma avida”, come a dire che se la Russia oggi usa l’arma energetica per ricattarci ciò non dipende anche dalle scelte di Bruxelles, ma da quelle delle imprese che, per anni, hanno fatto profitti acquistando energia a buon prezzo da Mosca.

REPowerEU e mercato ETS: alleati o nemici?

Il piano REPowerEU ha come obiettivo azzerare entro il 2027 la dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili russi, imprimendo un’accelerazione alla transizione e adattando l’economia a fonti e fornitori di energia diversi.

I punti vincenti del REPpowerEU per perseguire la transizione verde

Il REPowerEU, il piano europeo pensato per ridurre rapidamente la dipendenza dai combustibili fossili russi, conferma la strategia delle istituzioni comunitarie in materia di energia. Una strategia che ha come obiettivo finale raggiungere la piena decarbonizzazione dell’economia. Quali sono i punti vincenti di questa strategia? Ne abbiamo con Jan Rosenow Direttore dell’European Program al Regulatory Assistance Project.

Il conflitto russo-ucraino e il futuro dell’OPEC

Il conflitto russo-ucraino ha radicalmente cambiato il panorama degli scambi internazionali di combustibili fossili. L’Unione Europea ha improvvisamente realizzato che il suo livello di dipendenza dal gas, dal petrolio e dal carbone proveniente dalla Russia è politicamente insostenibile, e incompatibile con la piena sovranità della sua politica estera. Sebbene la Russia non abbia inizialmente affatto minacciato l’interruzione delle forniture, è l’Unione Europea che si sta muovendo, seppure a fatica, nella direzione di ridurre drasticamente le importazioni di petrolio e gas russo, mentre le importazioni di carbone verranno interrotte a partire da agosto.

All'alba delle elezioni presidenziali, quale futuro per il nucleare in Francia?

La storia della Francia si intreccia con l'applicazione civile del nucleare. Si comincia con la scoperta della radioattività tra fine 1800 e primi anni del novecento da parte di Antoine Henri Becquerel e Pierre e Marie Curie e poi con quella dell'energia nucleare da parte di Frédéric Joliot e della moglie Irène, figlia della coppia Curie. Questi 5 scienziati francesi saranno premiati con l'assegnazione di 6 premi Nobel, 3 in Fisica e 3 in Chimica. Dopo la seconda guerra mondiale, la Francia ha avviato un programma nucleare con la creazione della CEA (Commissione per l'energia atomica) che l'ha portata, negli anni '60, a sviluppare una forza di deterrenza nucleare che ne ha fatto un partner importante perché si posizionava fra i 4 maggiori paesi che all’epoca la possedevano. Allo stesso tempo, ha avviato un programma nucleare civile predisponendo la costruzione dei primi reattori. Una vera e propria svolta in materia di nucleare si avrà, però solo negli anni '70 dopo gli shock petroliferi, quando la Francia fissò l’ambizioso obiettivo di diventare indipendente energeticamente grazie al ricorso al nucleare.

3.000 euro al MWh in Francia: ma che succede?

Questo è un periodo che decisamente riserva tante brutte sorprese. Il mese di aprile in Francia è cominciato male. Il gestore della rete elettrica RTE chiede esplicitamente ai francesi di...diminuire il consumo elettrico. Il comunicato di RTE è molto chiaro: “A causa di temperature più basse della media, il consumo di elettricità sarà elevato lunedì 4 aprile 2022 e potrebbe raggiungere 73.000 MW entro le 09:00.

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