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Le presidenziali in Francia si giocano anche sul nucleare

Il primo turno delle presidenziali di domenica scorsa in Francia si sono concluse con ancora in lista per la vittoria Emmanuel Macron e la sua storica rivale Marine Le Pen. Il 24 aprile prossimo, la Francia sarà chiamata ad eleggere il suo ventiseiesimo Presidente. Tanti i temi che hanno infiammato la campagna elettorale, tra questi la transizione energetica e il ruolo da assegnare all’energia nucleare. Di questo aspetto ne abbiamo parlato con Carlo Mongini ricercatore dell’Osservatorio Europa e Governance Globale all’ISPI

Liberarsi dal gas russo è possibile?

La crisi russo-ucraina ha giustamente fatto emergere il grave problema della nostra dipendenza energetica ed in particolare dalla Russia. Mentre stenta ad avviarsi una riflessione di fondo sul problema energetico nazionale, sembra essere diventata quasi ossessiva la ricerca di canali di approvvigionamento di gas alternativi nel più breve tempo possibile. Quello che si legge sulla stampa appare, tuttavia, come un assemblaggio di idee raccogliticce prive di analisi di fattibilità reale, in linea con quella tradizione nazionale che ha sempre caratterizzate le scelte di politica energetica.

La Russia in guerra: perdita di flessibilità strategica e avvicinamento alla Cina

A prescindere da quelli che saranno gli esiti della guerra in Ucraina, Putin e la classe dirigente russa hanno dimostrato la loro incapacità di ottenere per le vie diplomatiche quell’obiettivo che oggi affidano alle armi: la neutralità – o “finlandizzazione” – di Kiev a garanzia di quella che rappresenta una vera e propria costante della politica estera della Russia – nelle sue varie forme statuali: zarista, sovietica e postsovietica – ovvero il “senso di accerchiamento”.

Conflitti cronici e stabili incertezze

Nell’ultimo ventennio si sono succedute ben tre crisi globali – 11 settembre, crisi finanziaria del 2008, pandemia di Covid-19 – e, nell’attesa dell’emersione di una “quarta crisi” con forti caratteristiche sociali e climatiche, ci accingiamo ad affrontare una tensione internazionale di fronte alla perdurante debolezza delle prospettive generali.

Secondo le principali Istituzioni internazionali tutte le proiezioni di crescita sono state progressivamente riviste al ribasso a causa delle forti incertezze sull’evoluzione dell’improvvisa guerra in Ucraina. 

Quanto pesa la crisi sul comparto agroalimentare italiano?

In un Paese come l’Italia, dove l’85% delle merci per arrivare sugli scaffali viaggia su strada l’attuale aumento dei prezzi di benzina e gasolio ha un effetto valanga sui costi delle imprese e sulla spesa di consumatori, oltre ad alimentare psicosi, accaparramenti e speculazioni. Occorre intervenire nell’immediato – evidenzia Coldiretti - per contenere i costi energetici delle attività produttive e distributive essenziali al Paese, contrastando i fenomeni speculativi chiaramente in atto con lo stop dell’autotrasporto. Uno stop che può provocare danni incalcolabili alla filiera agroalimentare mettendo a rischio i prodotti più deperibili, dall’ortofrutta al latte, dalla carne al pesce ma anche alimentando una pericolosa psicosi negli acquisti sugli scaffali dei supermercati.

La guerra e l’energia: l’impatto sulla Russia

Nord Stream 2, sanzioni, embargo, rapporti con la Cina. Il conflitto russo-ucraino ha posto tanti interrogativi che riguardano il settore energetico a livello globale e acceso un serrato dibattito in cui si sovrappongono opinioni diverse. Ne abbiamo parlato con Professore Associato presso la University of Eastern Finland e fondatore della società di consulenza Balesene, che ci fornisce la sua chiave di lettura degli eventi di questi ultimi giorni.

CSP: la dispacciabilità potrebbe essere la chiave del successo

La tecnologia CSP (acronimo di Concentrating Solar Power) denominata anche Solare Termodinamico, sfrutta il principio fisico della concentrazione della radiazione solare mediante specchi, per convertirla dapprima in energia termica e in seguito in energia elettrica mediante un ciclo termodinamico. All’aumentare del fattore di concentrazione (FC), ovvero del rapporto tra la superficie del campo specchi e quella del ricevitore, si ottiene un incremento della temperatura di esercizio del ciclo termodinamico, che consente di raggiungere elevati rendimenti di conversione (il record di conversione solar-to-electricity di 31,3% è attualmente detenuto da un impianto CSP).

ISWEC e le grandi potenzialità del moto ondoso

Le sfide poste dall’incedere del cambiamento climatico necessitano di risposte precise e articolate da parte dei singoli attori coinvolti ma soprattutto da parte dei grandi regolatori internazionali. Gli obiettivi contenuti all’interno dell’Agenda 2030 dell’ONU, sintetizzati nei punteggi SDGs (Sustainable Development Goals), sono ormai largamente condivisi a livello mondiale e soprattutto europeo. Con l’adozione del nuovo pacchetto climatico Fit for 55, infatti, l’Unione Europea ha tracciato un percorso chiaro per raggiungere la neutralità di carbonio in un tempo accettabile.

La tecnologia e il digitale al servizio della transizione energetica

Garantire a tutti energia pulita, sostenibile e sicura, contrastando il cambiamento climatico è la principale sfida del settore energetico, a cui Eni prende parte. In armonia con l'Agenda 2030 dell'Onu e gli obiettivi sul clima definiti a partire dall’Accordo di Parigi, Eni ha stilato una road map che punta a raggiungere la carbon neutrality al 2050 al fine di limitare l’aumento della temperatura media globale entro la soglia di 1,5°C a fine secolo.

Decarbonizzazione e crisi: la chiave è diversificare

La drammaticità delle giornate che stiamo vivendo e la recente dichiarazione del MITE sullo stato di pre- allarme per il sistema energetico nazionale rende quasi inopportuna qualunque riflessione che non sia incentrata sulla gravità della situazione attuale e sulle possibili linee di intervento.

Eppure, proprio per provare a gestire le grandi preoccupazioni di questi giorni, per trovare la lucidità che serve per affrontare situazioni così difficili abbiamo un disperato bisogno di parlare di futuro, di immaginarlo realizzabile e soprattutto vicino. Facendo nostro l’auspicio che anche da questa grave crisi si possa uscire con nuove consapevolezze, magari meno sereni, ma forse più responsabili.

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