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MONDO ENERGIA | 150 ARTICOLI

UE, la riforma ETS per il post-2020

L’UE ha recentemente approvato la riforma del sistema di scambio europeo delle emissioni (ETS), con orizzonte 2030. La revisione dell’ETS in Europa – un meccanismo considerato pietra angolare della politica climatica europea - è cruciale per l’attuazione degli impegni assunti nell'ambito dell'Accordo di Parigi e per il raggiungimento del target UE di riduzione delle emissioni di gas serra del 40% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

Emissioni di carbonio: dove stiamo andando?

Gli anni dal 2014 al 2016 sono stati caratterizzati da un elemento molto positivo: la stabilità delle emissioni di anidride carbonica a livello mondiale. Il dato è notevole, se si pensa che dal 1992 in poi le emissioni erano sempre cresciute, con l’eccezione del 2009, anno caratterizzato dalla recessione economica mondiale. 

Come e perché stanno variando i prezzi dei permessi di emissione

Le quotazioni dei permessi di emissione, oltre che dai fondamentali di mercato e dall’andamento delle altre commodity energetiche, sono da sempre state soggette alle influenze esterne provenienti dagli avanzamenti in materia di policy e dalle variazioni degli assetti politici europei e non. Tali oscillazioni di prezzo, tuttavia, non sempre coincidono puntualmente con determinati avvenimenti: le cause spesso sono da ricercare nelle aspettative del mercato.

Mercato cinese delle emissioni: rischi e opportunità

A dicembre, il Consiglio di Stato cinese ha presentato la struttura del sistema nazionale di scambio dei permessi di emissione (ETS) che verrà implementato nei prossimi anni. Secondo quanto comunicato, il processo di implementazione è stato suddiviso in tre stadi in modo da consentire una transizione graduale verso un mercato nazionale, a partire dai diversi mercati “pilota” regionali che sono stati avviati a partire dal 2013.

Le nuove competenze sui rifiuti attribuite all’ARERA

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 2017 della Legge di Bilancio 2018, che ha attribuito all'Autorità compiti di regolazione e controllo anche nel settore dei rifiuti urbani e assimilati, l'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico (Aeegsi) è diventata ARERA, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. La legge ha infatti assegnato all'Autorità la regolazione anche del settore rifiuti, con specifici compiti da esercitare con gli stessi poteri e nel quadro dei principi finora applicati negli altri settori già di competenza dell'Autorità (elettricità, gas, sistema idrico integrato e, in parte, teleriscaldamento), come fissati dalla propria legge istitutiva.

Aziende di servizi pubblici: puntare su investimenti e regolazione

Nel ciclo di incontri con la politica la federazione ribadisce la necessità di investimenti e regolazione.
I prossimi appuntamenti il 26 febbraio con il Partito Democratico e il 1 marzo con Forza Italia

L'economia circolare, la sostenibilità, una regolazione che offra un quadro stabile entro cui muoversi con maggiore sicurezza per gli investimenti e che al tempo stesso garantisca sia i cittadini che le aziende, infine l'innovazione e l'attenzione particolare verso le città.

Multiutility: il successo passa dalla rivoluzione digitale

Con il suo impeto rivoluzionario il digitale è entrato anche nel settore energetico, che sta subendo una profonda trasformazione. Il suo impatto riguarda infatti l’intera catena del valore: dagli approvvigionamenti alla distribuzione e al trasporto, fino alla vendita e al rapporto con i clienti finali.

Nelle tecnologie digitali una rilevanza crescente la sta assumendo il cosiddetto Internet delle cose (IoT), caratterizzato dallo scambio in modo autonomo di informazioni tra oggetti che modificano le proprie prestazioni sulla base delle informazioni ricevute.

Il ruolo della sostenibilità nelle utility 4.0

Il termine utility 4.0 evoca immediatamente Industria 4.0, non tanto in termini di politica industriale, quanto di trasformazione in corso, altrimenti identificata come quarta rivoluzione industriale.

L’interconnessione attraverso la digitalizzazione costituisce il cuore di questa trasformazione, in quanto i dati, le informazioni, i sensori diventano un nuovo fattore di produzione, ma vi sono alcuni fattori complementari che ne caratterizzano la discontinuità e conseguentemente il potenziale impatto sul sistema economico:

Hera guarda al 2021 con un piano industriale da 3 miliardi di investimenti

Tomaso Tommasi di Vignano (Presidente Esecutivo Gruppo Hera)

La strada che conduce al 2021 per il Gruppo Hera passa attraverso cinque parole chiave – crescita, efficienza, eccellenza, innovazione e agilità – sulle quali si fondano le strategie di sviluppo della multiutility bolognese. Un cammino che la società, da 4,4 miliardi di fatturato e 4,4 milioni di cittadini serviti (tra Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Toscana e Veneto), ha tracciato nel nuovo Piano industriale presentato ai primi di gennaio, con una previsione di investimento di circa 2,9 miliardi di euro ripartiti in tutti i settori di riferimento.

Fusione nucleare: il progetto DTT e il ruolo dell’Italia

La fusione nucleare è oggi considerata un’opzione molto interessante in quanto si tratta di una fonte di energia sicura, inesauribile e sostenibile per l’ambiente: un processo che consente di ottenere energia riproducendo il meccanismo fisico che alimenta il sole e tutte le altre stelle. È per questo che le grandi potenze economiche mondiali sono attualmente impegnate nel suo sviluppo che, affiancato a quello delle rinnovabili, potrebbe significativamente contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici.

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