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MONDO ENERGIA | 121 ARTICOLI

REPowerEU: quel che sta scritto e quel che non si dice

Dopo aver letto le proposte contenute nelle Comunicazioni della Commissione europea denominate REPowerEu dell’8 marzo e del 18 maggio (d’ora in avanti Piano 1 e Piano 2) sorge spontanea una domanda: se i loro estensori abbiano tenuto conto delle condizioni economiche e d’altro tipo necessarie a conseguire l’obiettivo atteso: l’azzeramento delle importazioni energetiche dalla Russia.

REPowerEU: tra nobili obiettivi e incongruenze fattuali

Di fronte all’attuale disastro energetico, la Commissione europea, guidata dal duo von der Leyen-Timmermans, fa squadra per difendere la sua visione sull’energia che difficilmente, però, merita di essere chiamata strategia. Il commissario per la concorrenza Margrethe Vestager, prendendo atto della calamitosa situazione energetica, ha dichiarato che l'Europa “non è ingenua ma avida”, come a dire che se la Russia oggi usa l’arma energetica per ricattarci ciò non dipende anche dalle scelte di Bruxelles, ma da quelle delle imprese che, per anni, hanno fatto profitti acquistando energia a buon prezzo da Mosca.

REPowerEU e mercato ETS: alleati o nemici?

Il piano REPowerEU ha come obiettivo azzerare entro il 2027 la dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili russi, imprimendo un’accelerazione alla transizione e adattando l’economia a fonti e fornitori di energia diversi.

I punti vincenti del REPpowerEU per perseguire la transizione verde

Il REPowerEU, il piano europeo pensato per ridurre rapidamente la dipendenza dai combustibili fossili russi, conferma la strategia delle istituzioni comunitarie in materia di energia. Una strategia che ha come obiettivo finale raggiungere la piena decarbonizzazione dell’economia. Quali sono i punti vincenti di questa strategia? Ne abbiamo con Jan Rosenow Direttore dell’European Program al Regulatory Assistance Project.

La finanza sostenibile: scenario attuale e tendenze future

Gli ultimi avvenimenti sullo scenario internazionale – la guerra in Ucraina, l’aumento esponenziale dei prezzi dell’energia, i due rapporti dell’IPCC presentati nei mesi scorsi – hanno confermato il ruolo cruciale della finanza sostenibile per affrontare le sfide più urgenti del nostro tempo.

All'alba delle elezioni presidenziali, quale futuro per il nucleare in Francia?

La storia della Francia si intreccia con l'applicazione civile del nucleare. Si comincia con la scoperta della radioattività tra fine 1800 e primi anni del novecento da parte di Antoine Henri Becquerel e Pierre e Marie Curie e poi con quella dell'energia nucleare da parte di Frédéric Joliot e della moglie Irène, figlia della coppia Curie. Questi 5 scienziati francesi saranno premiati con l'assegnazione di 6 premi Nobel, 3 in Fisica e 3 in Chimica. Dopo la seconda guerra mondiale, la Francia ha avviato un programma nucleare con la creazione della CEA (Commissione per l'energia atomica) che l'ha portata, negli anni '60, a sviluppare una forza di deterrenza nucleare che ne ha fatto un partner importante perché si posizionava fra i 4 maggiori paesi che all’epoca la possedevano. Allo stesso tempo, ha avviato un programma nucleare civile predisponendo la costruzione dei primi reattori. Una vera e propria svolta in materia di nucleare si avrà, però solo negli anni '70 dopo gli shock petroliferi, quando la Francia fissò l’ambizioso obiettivo di diventare indipendente energeticamente grazie al ricorso al nucleare.

Le presidenziali in Francia si giocano anche sul nucleare

Il primo turno delle presidenziali di domenica scorsa in Francia si sono concluse con ancora in lista per la vittoria Emmanuel Macron e la sua storica rivale Marine Le Pen. Il 24 aprile prossimo, la Francia sarà chiamata ad eleggere il suo ventiseiesimo Presidente. Tanti i temi che hanno infiammato la campagna elettorale, tra questi la transizione energetica e il ruolo da assegnare all’energia nucleare. Di questo aspetto ne abbiamo parlato con Carlo Mongini ricercatore dell’Osservatorio Europa e Governance Globale all’ISPI

Conflitti cronici e stabili incertezze

Nell’ultimo ventennio si sono succedute ben tre crisi globali – 11 settembre, crisi finanziaria del 2008, pandemia di Covid-19 – e, nell’attesa dell’emersione di una “quarta crisi” con forti caratteristiche sociali e climatiche, ci accingiamo ad affrontare una tensione internazionale di fronte alla perdurante debolezza delle prospettive generali.

Secondo le principali Istituzioni internazionali tutte le proiezioni di crescita sono state progressivamente riviste al ribasso a causa delle forti incertezze sull’evoluzione dell’improvvisa guerra in Ucraina. 

Decarbonizzazione e crisi: la chiave è diversificare

La drammaticità delle giornate che stiamo vivendo e la recente dichiarazione del MITE sullo stato di pre- allarme per il sistema energetico nazionale rende quasi inopportuna qualunque riflessione che non sia incentrata sulla gravità della situazione attuale e sulle possibili linee di intervento.

Eppure, proprio per provare a gestire le grandi preoccupazioni di questi giorni, per trovare la lucidità che serve per affrontare situazioni così difficili abbiamo un disperato bisogno di parlare di futuro, di immaginarlo realizzabile e soprattutto vicino. Facendo nostro l’auspicio che anche da questa grave crisi si possa uscire con nuove consapevolezze, magari meno sereni, ma forse più responsabili.

Auto elettriche: quanto costa – veramente – fare il pieno?

Tradizionalmente il costo del pieno viene indicato come uno dei grandi vantaggi per il consumatore della transizione verso la mobilità elettrica. Oggettivamente, alla luce dei dati, la rivendicazione può sembrare fondata. Tuttavia, quando affrontiamo questo argomento troppo spesso commettiamo due errori.

Da una parte, ci dimentichiamo che quando facciamo il pieno all’auto elettrica oltre all’energia paghiamo anche la tecnologia. La tecnologia della colonnina ma anche la tecnologia della rete elettrica che la alimenta. Dall’altra, non ci rendiamo conto che la transizione verso la mobilità elettrica è agli albori e la sua evoluzione inciderà in maniera sostanziale sui costi di ricarica.

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