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MONDO ENERGIA | 150 ARTICOLI

La complessità non si elimina, ma si naviga

«L’imprevedibilità è diventata una componente strutturale della nostra quotidianità e noi ci stiamo allenando ad affrontarla». Il Presidente Esecutivo del Gruppo Hera, Cristian Fabbri, sintetizza così il cambio di paradigma che sta investendo strategie e organizzazione d’impresa. In uno scenario segnato da shock climatici, instabilità geopolitiche, transizioni energetiche pervasive e rischi digitali crescenti, la capacità di governare le discontinuità è diventata infatti centrale quanto la capacità di produrre e innovare.

Antarctic Mindset: un metodo polare per prosperare nell’incertezza del mondo contemporaneo

L’evento di Hera Academy che si è svolto a Bologna lo scorso 27 Novembre ha avuto come focus il prepararsi all’imprevedibile. Quali le nuove opportunità per l’evoluzione industriale? La rapida evoluzione tecnologica sta cambiando i processi aziendali: con l'AI, molte attività che oggi svolgiamo con risorse umane saranno automatizzate, ma non sappiamo ancora come. Nelle aziende, i manager e i professionisti dovranno evolvere, non più con compiti operativi, ma integrandosi con gli strumenti tecnologici. 

Oltre la permacrisi: imparare a navigare l’imprevedibile

Negli ultimi anni il lessico della gestione dell’incertezza si è arricchito di una parola entrata stabilmente nel linguaggio pubblico: permacrisis, eletta parola dell’anno dal Collins Dictionary nel 2022. Non indica una crisi particolarmente lunga, ma una condizione in cui le discontinuità non rappresentano più eccezioni temporanee: sono diventate una caratteristica permanente del contesto. Nel settore energetico, da sempre collocato all’intersezione tra geopolitica, tecnologia, finanza e clima, questa trasformazione è particolarmente evidente.

Controllare l’imprevedibile: un gioco di squadra tra fiducia, ottimismo, dissenso e generosità

L’imprevedibile non è più una parentesi: è diventato la grammatica del nostro tempo. Per anni abbiamo considerato le crisi come eventi eccezionali, ma oggi l’eccezione è la regola. Viviamo in una condizione caratterizzata da discontinuità, complessità e ambiguità che si susseguono senza sosta. Prepararsi a questo scenario non significa rafforzare il controllo, ma costruire organizzazioni capaci di muoversi in disequilibrio.

Combattere l’incertezza, governare il cambiamento

Prendere decisioni in un contesto d’incertezza è l’incubo peggiore di chi di queste decisioni porta la responsabilità, che si tratti di un imprenditore, un manager, un politico o un padre/madre di famiglia. Ma è proprio questo che si è oggi chiamati a fare, prendere decisioni difficili in un quadro complesso, estremamente incerto e imprevedibile. E l’edizione 2025/2026 di Rapporto Macrotrends di Harvard Business Review Italia si focalizza, a questo scopo, sugli scenari in continua mutazione all’interno dei quali ci troviamo a operare.

Investire nelle competenze per alimentare la transizione energetica

La transizione energetica che stiamo vivendo è una delle sfide più complesse e decisive del nostro tempo. Disponiamo oggi di tecnologie avanzate e sappiamo che nei prossimi vent’anni ne arriveranno di ancora più innovative. Ma la vera domanda che dobbiamo porci, come sistema Paese, è se disponiamo delle competenze umane, per quantità e qualità, necessarie a realizzare questa trasformazione nei tempi che ci siamo dati.

Impact of Trump’s Tariffs on the North American Energy Market

As the Trump administration continues to roll out its sweeping tariff policy, the North American energy industry is working to address the effects of the President’s tariff strategy.  The Trump administration intends to “unleash American energy,” (President Trump's America First Priorities – The White House) in part by imposing tariffs designed to remedy what the administration views as unfair trade practices and increase U.S. domestic energy production.  

USA, Europa, e Italia: chi esce più sconfitto?

Con l’accordo, se così si può definire, tra UE e USA, siglato in Scozia lo scorso 28 aprile, si aggiunge un altro pezzo, l’ennesimo, a puzzle complicatissimo voluto dal Presidente Trump. Benché consapevoli delle difficoltà di fare un bilancio esaustivo degli impatti che queste scelte di politica commerciale avranno per gli attori coinvolti, è possibile però delinearne i primi contorni. Per RiEnergia, ci ha pensato Alessandro Fontana, Direttore Centro Studi Confindustria, in un’intervista puntuale che ci da l’istantanea di quello che è e quello che potrebbe essere.

Impatto dei dazi di Trump per il mercato energetico del Nord America

Mentre l'amministrazione Trump porta avanti la sua stravagante politica tariffaria, l’industria energetica nordamericana sta lavorando per attutire le conseguenze di queste scelte. L’intenzione della nuova presidenza  è quella di “liberare l'energia americana” (President Trump's America First Priorities - The White House), in parte imponendo dazi funzionali a rimediare a quelle  pratiche commerciali considerate sleali e a incrementare la produzione energetica degli Stati Uniti. 

La guerra commerciale sino-americana frena la transizione energetica

Le transizioni tra le epoche storiche sono spesso difficili da cogliere mentre avvengono, tuttavia è opinione diffusa che stiamo assistendo alla fine di una fase della storia mondiale e all'alba di una successiva.

A definirla, da un lato, è il cambiamento della politica estera degli Stati Uniti, sempre più unilaterali e distanti dai loro alleati, scettici nei confronti delle istituzioni e degli accordi internazionali, sempre meno disposti a sopportare i fardelli della leadership internazionale. 

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