L’Italia dispone oggi di un potenziale di crescita delle rinnovabili che può essere attivato in tempi relativamente brevi: 21 GW di nuova capacità installata intervenendo sugli impianti eolici e fotovoltaici a terra già presenti sul territorio. Una capacità che si aggiungerebbe agli 80,8 GW attualmente in esercizio e che, in termini di produzione, si tradurrebbe in quasi 40 TWh di elettricità pulita all’anno in aggiunta ai 58 TWh che nel 2024 sono stati prodotti da eolico e fotovoltaico.
«L’imprevedibilità è diventata una componente strutturale della nostra quotidianità e noi ci stiamo allenando ad affrontarla». Il Presidente Esecutivo del Gruppo Hera, Cristian Fabbri, sintetizza così il cambio di paradigma che sta investendo strategie e organizzazione d’impresa. In uno scenario segnato da shock climatici, instabilità geopolitiche, transizioni energetiche pervasive e rischi digitali crescenti, la capacità di governare le discontinuità è diventata infatti centrale quanto la capacità di produrre e innovare.
L’evento di Hera Academy che si è svolto a Bologna lo scorso 27 Novembre ha avuto come focus il prepararsi all’imprevedibile. Quali le nuove opportunità per l’evoluzione industriale? La rapida evoluzione tecnologica sta cambiando i processi aziendali: con l'AI, molte attività che oggi svolgiamo con risorse umane saranno automatizzate, ma non sappiamo ancora come. Nelle aziende, i manager e i professionisti dovranno evolvere, non più con compiti operativi, ma integrandosi con gli strumenti tecnologici.
Negli ultimi anni il lessico della gestione dell’incertezza si è arricchito di una parola entrata stabilmente nel linguaggio pubblico: permacrisis, eletta parola dell’anno dal Collins Dictionary nel 2022. Non indica una crisi particolarmente lunga, ma una condizione in cui le discontinuità non rappresentano più eccezioni temporanee: sono diventate una caratteristica permanente del contesto. Nel settore energetico, da sempre collocato all’intersezione tra geopolitica, tecnologia, finanza e clima, questa trasformazione è particolarmente evidente.
L’imprevedibile non è più una parentesi: è diventato la grammatica del nostro tempo. Per anni abbiamo considerato le crisi come eventi eccezionali, ma oggi l’eccezione è la regola. Viviamo in una condizione caratterizzata da discontinuità, complessità e ambiguità che si susseguono senza sosta. Prepararsi a questo scenario non significa rafforzare il controllo, ma costruire organizzazioni capaci di muoversi in disequilibrio.
Prendere decisioni in un contesto d’incertezza è l’incubo peggiore di chi di queste decisioni porta la responsabilità, che si tratti di un imprenditore, un manager, un politico o un padre/madre di famiglia. Ma è proprio questo che si è oggi chiamati a fare, prendere decisioni difficili in un quadro complesso, estremamente incerto e imprevedibile. E l’edizione 2025/2026 di Rapporto Macrotrends di Harvard Business Review Italia si focalizza, a questo scopo, sugli scenari in continua mutazione all’interno dei quali ci troviamo a operare.
Il 19 novembre 2025 a Roma presso l’Università Luiss si è tenuto un evento promosso da Assogasliquidi-Federchimica in cui è stato presentato lo studio svolto da BIP consulting “L’applicazione del sistema ETS nel comparto del GNL e del BioGNL. Analisi degli impatti e scenari di penetrazione long-term negli impieghi nei settori dell’autotrasporto, dello shipping e dell’industria”.
Il 19 novembre 2025 a Roma presso l’Università Luiss si è tenuto un evento promosso da Assogasliquidi-Federchimica in cui è stato presentato lo studio svolto da BIP consulting “L’applicazione del sistema ETS nel comparto del GNL e del BioGNL. Analisi degli impatti e scenari di penetrazione long-term negli impieghi nei settori dell’autotrasporto, dello shipping e dell’industria”. L’evento è stato anche l’occasione per un proficuo scambio di idee e opinioni con i principali stakeholder del settore.
Lo studio realizzato da BIP Consulting, commissionato da Assogasliquidi–Federchimica, si inserisce nel nuovo quadro regolatorio europeo, caratterizzato dall’entrata in vigore del sistema ETS2, dall’evoluzione dell’ETS europeo e dall’applicazione del regolamento FuelEU Maritime.
Questi strumenti normativi, progettati per ridurre progressivamente le emissioni dei settori hard-to-abate, introducono costi crescenti per ogni tonnellata di CO₂ emessa, con conseguenze significative sui costi industriali, sulla competitività delle imprese e sull’intera catena logistica.
Quale è l’impatto che i nuovi obblighi in materia di ETS avranno sull’intero tessuto produttivo e sui consumatori finali? A questa domanda, provano a rispondere i dati e le analisi dello studio di Bip Consulting che ci restituiscono alcuni risultati importanti.