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Gas e decarbonizzazione: il punto di vista di Assorisorse

Non si possono centrare gli obiettivi della decarbonizzazione senza passare dal gas. Tra le principali fonti del mix energetico globale, il gas naturale svolge e svolgerà ancora di più in futuro, con i gas verdi, un ruolo pivotale nel processo di transizione energetica, oltre ad essere indispensabile per garantire la sicurezza energetica dei sistemi nazionali. Per accompagnare questo processo serve però un’ulteriore spinta tecnologica, maggiori investimenti e una propensione politica che non abbia pregiudizi. Tutti temi che abbiamo trattato con Luigi Ciarrocchi, Presidente di Assorisorse.

L'idrogeno rischia di essere la grande occasione persa della transizione energetica

I leader di tutto il mondo sembrano aver colto l'importanza dell'idrogeno per la transizione energetica. Il cancelliere tedesco Olaf Sholtz si è recato di recente in Canada per firmare un accordo sull'idrogeno verde, nel tentativo di decarbonizzare il proprio sistema energetico, aumentando al contempo la sicurezza. Il presidente Joe Biden ha firmato l'Inflation Reduction Act del 2022, ormai diventato legge, che contiene incentivi fiscali sull'idrogeno. Il Temporary Crisis Framework della Commissione Europea, che è una risposta alla nuova realtà energetica della regione, prevede anch’esso misure specifiche per aumentare la produzione di idrogeno.

GNL a impatto zero: stato attuale e prospettive future

Nel giugno del 2019, è nato un nuovo mercato del GNL a impatto zero. Shell ha siglato un accordo per rifornire di questa tipologia di gas le compagnie Tokyo Gas e GS Energy. Una settimana dopo, l’utility giapponese JERA ha annunciato l’invio di un simile cargo destinato ad un cliente indiano. Nel corso del 2020, sono stati altri 4 i carichi di questo tipo provenienti da vari fornitori, diretti tutti verso clienti cinesi. Nel 2021 poi, si è assistito ad un vero e proprio boom, con 21 nuove spedizioni di GNL a impatto zero annunciati, pressoché tutti nei mercati asiatici (vedi figura seguente). Alcuni si aspettano che questo mercato inizi a competere con quello tradizionale degli idrocarburi nel corso della prossima decade. Tuttavia, fino al momento in cui si scrive, nell’anno in corso, non è stato ancora consegnato né è stata annunciata la consegna di carichi di GNL carbon neutral.

REPowerEU: tra transizione energetica e diversificazione dell’import

In seguito all’attacco russo all’Ucraina, la Commissione Europea ha proposto un piano per limitare drasticamente le importazioni di energia dalla Russia: il REPowerEU Plan, presentato in due comunicazioni pubblicate l’8 marzo e il 18 maggio 2022. Benché complesso e articolato in numerose aree e strategie, il REPowerEU può essere riassunto in tre obiettivi centrali: risparmio ed efficientamento energetico; diversificazione delle importazioni di fonti fossili, gas in particolare; accelerazione della transizione energetica.

Il dilemma dei rifiuti: vogliamo le api o i cinghiali?

La parola “inceneritore” è seconda solo a “centrale nucleare” nell’evocare un sinistro alone di pericolo per la salute e per l’ambiente. Fino a poco tempo fa, ogni politico desideroso di voti poteva gonfiarsi il petto ed esternare ad alta voce il suo “no”, certo che la stragrande maggioranza dei cittadini lo avrebbe sostenuto. Oggi si direbbe che qualcosa sia cambiato, se un sindaco come Gualtieri può se non altro aprire un dibattito sull’opportunità di realizzarne uno a Roma senza essere crocefisso. Certo, la sua proposta ha fatto e farà discutere.

Termovalorizzatore: quale è l’impatto ambientale?

In un contesto, come quello corrente, in cui massima è l’attenzione verso le tematiche della sostenibilità e dell’impatto ambientale, torna di attualità il tema dell’incenerimento dei rifiuti e del loro impatto sulla qualità della vita. Globalmente, sono state stimate in circa 216 milioni, le tonnellate di rifiuti che vengono indirizzate a termovalorizzatori, il 15% delle quali garantisce un qualche approvvigionamento energetico. Un terzo circa dei 1.700 impianti al mondo si trovano in Europa. In visione prospettica, però, non sarà nel Vecchio Continente che si attende la crescita maggiore di nuovi termovalorizzatori, ma bensì in Cina, che guida la costruzione di questa tipologia di impianti, seguita a molta distanza dalla stessa Europa e dal Giappone.

Termovalorizzatore a Roma: perché sì?

Con la scelta di costruire un inceneritore con recupero di energia a Roma, finalmente il sindaco Gualtieri ha osato spezzare il tabù che ha condannato da decenni la città a condizioni penose dal punto di vista del decoro, dell’igiene e dell’ambiente. Da subito, abbiamo deciso di sostenere questa scelta coraggiosa promuovendo, insieme ad altri, Daje! il Comitato pro termovalorizzatore di Roma.

Termovalorizzatore a Roma: perché no?

Realizzare un inceneritore a Roma non è una scelta corretta perché, prima ancora di discutere se è ambientalmente sostenibile, si tratta di una scelta anti-moderna e che va in direzione ostinata e contraria rispetto a ciò che ci suggerisce l’Europa.

Insomma, sarebbe un peccato perdere l’occasione di far entrare finalmente la Capitale nell’era moderna dell’economia circolare per inseguire il “mega-forno”, dopo che tutti per decenni si sono crogiolati nell’inanità. Inclusi quelli che, eletti trionfanti al grido “rifiuti zero”, non hanno realizzato nemmeno un impianto di quelli necessari a recuperare i rifiuti, non hanno alzato nemmeno di un punto la già deficitaria (in termini di qualità) raccolta differenziata romana e hanno invece proseguito nel massacro organizzativo dell’azienda (l’AMA) che se ne dovrebbe occupare.

Dark finance: il carbone continua ad attrarre ingenti investimenti

Bisogna fare a meno dei combustibili fossili, in primis del carbone. Una necessità ormai chiara dal secolo scorso, e sancita con un impegno formale durante l’ultima COP di Glasgow, lo scorso novembre. Tuttavia se la maggior parte dei paesi è concorde sulla fine del carbone, altri, come Cina e India che dipendono fortemente da questa fonte nei loro mix energetici, hanno parlato più di phase down” (riduzione) che di “phase out” (abbandono).

La necessaria alleanza fra rinnovabili e finanza per eliminare il carbone

La finestra temporale entro la quale evitare i peggiori impatti della crisi climatica e contenere il riscaldamento globale a 1,5° si sta chiudendo velocemente. Così come è evidente che le comunità dall’India all’Italia stiano subendo le conseguenze del cambiamento climatico: da mortali ondate di calore ad alluvioni record.

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