::

ARCHIVIO | 150 ARTICOLI

EU ETS: prezzi alle stelle e ampia volatilità, cosa ci aspettiamo per il futuro?

Gli ultimi due anni sono stati fuori dall’ordinario sotto tutti gli aspetti. La pandemia più disastrosa dell’ultimo secolo, oltre ad aver drasticamente redistribuito le risorse monetarie e finanziarie del mondo intero, ha trasformato modelli di business, ne ha interrotti altri e ha seriamente testato lo spirito di sopravvivenza delle aziende.

I carbon market, oltre a non essere stati esclusi dall’ondata Covid-19, hanno dovuto affrontare una moltitudine di cambiamenti sistemici, forse come mai prima d’ora, tutti concentrati proprio nell’ultimo anno. Il 2021, inoltre, ha fatto da spartiacque tra la fase III del meccanismo EU ETS, iniziata nel 2013 e conclusasi nel 2020, e la successiva fase IV che si protrarrà fino al 2030.

Economia circolare: l’Italia vince ma non convince

In Europa, l’Italia è leader nell’economia circolare: questo è il messaggio positivo che emerge dall’ultimo Rapporto sull’Economia circolare realizzato dal Circular Economy Network (CEN) in collaborazione con ENEA. Per arrivare a questa sintesi, il 3° Rapporto del CEN analizza i risultati raggiunti da Italia, Francia, Germania, Spagna e Polonia nelle aree della produzione, del consumo, della gestione circolare dei rifiuti oltre che degli investimenti e dell’occupazione nel riciclo e nella riparazione e riutilizzo.

G7: l’io diviso

Qual è la verità del G7? Quella dell’AIE che si è congratulata con i suoi leader definendo il meeting una pietra miliare? Oppure quella dei movimenti ambientalisti che giudicano insufficiente, per fronteggiare l’urgenza del cambiamento climatico, la riaffermazione dell’obiettivo dei 100 miliardi di dollari all’anno ai paesi in via di sviluppo? Il bicchiere è vuoto o è pieno? Chi ha ragione? Se si fa un’analisi del testo del Comunicato ufficiale del G7 non si può non concludere che, uno, non vi sono elementi di novità di rilievo rispetto al quadro ante-G7, due, gli impegni presi, e soprattutto il linguaggio usato, sono alquanto generici.

Al G7 sono mancati pragmatismo e credibilità

L’importanza dell’infinito numero di Summit internazionali su ambiente e clima che si succedono dal primo (nel lontano 1992 Rio de Janeiro), di cui quattro solo quest’anno: quello organizzato da Biden in aprile, il G7 di giugno, il G20 di ottobre, la COP 26 di novembre – poggia su due principali condizioni. Da un lato, la capacità di fissare obiettivi, nei contenuti e nei tempi, realisticamente conseguibili. Dall’altro, la credibilità dei protagonisti nel dar seguito agli impegni assunti. Condizioni in entrambi i casi che non possono dirsi esaudite.

Fine del carbone: i fatti contano più delle parole

In vista dell'incontro del G7, l'attenzione degli osservatori si è concentrata in particolare su ciò che il vertice dei leader mondiali avrebbe deciso sul carbone, il principale nemico delle politiche climatiche sia a livello locale che globale. Il Giappone annuncerà un cambio di politica sulle sue centrali? Il comunicato finale stabilirà una data di scadenza per la generazione elettrica da carbone? Si troverà un accordo per porre fine ai finanziamenti che ancora sostengono l’industria carbonifera? Le diverse domande che precedevano il meeting sono rimaste in parte senza risposta e in parte vi sono stati esiti contrastanti.

Perché il Piano di Ripresa non piace agli ambientalisti?

Sebbene non sia scritto sulla pietra – attualmente è anzi in corso di valutazione da parte della Commissione europea –, è indubbio che il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) abbia raggiunto un punto fermo: elaborato da Governo Draghi sulla base del lavoro realizzato dal precedente esecutivo, il Pnrr è stato approvato dal Parlamento e inviato a Bruxelles entro la deadline del 30 aprile.

Le compagnie energetiche e la transizione basata sulle rinnovabili

Il cambiamento climatico è diventato una delle maggiori minacce di questo secolo, come sottolineato dall'IPCC nel suo "Rapporto speciale sul riscaldamento globale di 1,5ºC". Nel periodo dal 2014 al 2019, le emissioni di anidride carbonica (CO2) legate all'energia sono aumentate in media dell'1,3% all'anno e nonostante il 2020 sia stato un caso eccezionale a causa della pandemia (le emissioni sono diminuite del 7%), un rimbalzo sembra molto probabile non appena le attività economiche riprenderanno i livelli pre-Covid. Per traguardare l'obiettivo climatico di Parigi è quindi essenziale una profonda trasformazione del panorama energetico globale.

Transizione ecologica: un ministero non fa primavera

Il 13 febbraio 2021 è nato il Ministero della Transizione Ecologica (MITE), ex Ministero dell’Ambiente a cui sono state aggiunte competenze che prima erano appannaggio del Ministero dello Sviluppo Economico (capitolo energia), infrastrutture e trasporti (mobilità e incentivi) e dell’Agricoltura (biocombustibili). Nelle intenzioni del governo Draghi, il MITE rappresenterebbe la chiave per la realizzazione dell’European Green Deal, un indirizzo politico volto a rendere l'Europa il primo continente a zero emissioni di CO2 entro il 2050.

Eni e la fusione tra retail e rinnovabili

La totale decarbonizzazione di tutti i suoi prodotti e processi entro il 2050: questo l’obiettivo annunciato quest’anno da Eni nel suo piano strategico 2021 – 2024, sulla strada per la completa neutralità carbonica. Grazie all’integrazione, diversificazione ed espansione dei business retail e rinnovabili, dei suoi prodotti bio e dell’economia circolare, Eni intende accrescere ulteriormente la sua già ampia base clienti retail aumentando l’offerta di energia rinnovabile.

AssembraMENTI: al via la prima assemblea sul clima in Emilia-Romagna e Calabria

Quando nel 2019, insieme al team di change.org, abbiamo condotto un sondaggio tra gli allora nostri 10 milioni di utenti italiani per immaginare un “green deal” socialmente inclusivo, non ci aspettavamo di ricevere oltre 10.000 risposte argomentate, appassionate, precise. Questa indagine dettagliata seguiva un sondaggio più generale che ha indicato che il 75% degli utenti di Change.org sono a favore di una transizione ecologica in grado di creare nuovi posti di lavoro.

Page 1 of 15 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 »
Execution time: 663 ms - Your address is 3.236.23.193