::

ARCHIVIO | 3 ARTICOLI

Eppur si muove? Il Venezuela post Maduro

Il 3 gennaio del 2026, nelle prime ore della mattina, Nicolás Maduro è stato arrestato da un gruppo di militari statunitensi e immediatamente trasferito nella casa circondariale di Brooklyn nello città di New York. Sono passati poco più di dieci giorni e sembra essere tornata la calma nonostante il grosso sommovimento provocato dall'azione. In questo lasso di tempo, infatti, c'è chi ha inneggiato all'imperialismo, alla dottrina Monroe, al colonialismo, alla democratizzazione e alla libertà, solo per citare alcuni dei temi sollevati nel dibattito pubblico internazionale. 

Una differenziazione impossibile? Panama, il canale e il gasdotto

Qualche settimana fa, José Raúl Mulino, Presidente della Repubblica di Panama, ha annunciato l'avvio dei lavori del gasdotto interoceanico. Si tratta di un progetto presentato lo scorso aprile con l'intenzione di creare un condotto per il passaggio del gas dall'oceano Pacifico all'Atlantico (e viceversa) che corre in parallelo con il Canale interoceanico. Proprio per questo l'amministrazione del Canale è intervenuta sin dalla pianificazione del gasdotto.

Petrolio venezuelano: da fortuna a nemesi

Con il salario minimo mensile in Venezuela (5,2 milioni di bolivares pari a 1,3 euro) si possono acquistare poco più di due chili di pomodori ma non si riesce a acquistare una scatoletta di tonno da 140 grammi; alla stessa cifra, però, si possono acquistare 866 mila litri di benzina 95 ottani (i litri arrivano 5,2 milioni nel caso in cui si tratti di benzina 91 ottani). È questo uno dei tanti dati (forse il più emblematico) della crisi in Venezuela: una crisi che negli ultimi dieci anni, attraversando tanto la vita politica quanto la società e l’economia del Paese, è intimamente legata al calo dei proventi della vendita del petrolio.

Execution time: 289 ms - Your address is 216.73.216.87