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Demand response: l’efficienza energetica passa da consumi consapevoli

Il demand side management – oggi più spesso indicato come demand response – non è certo una novità, ma fra le ricadute della rivoluzione collegata all’ICT (Information and Communications Technology) c’è anche la possibilità di tradurre in realtà il controllo attivo della domanda di energia teorizzato nei decenni passati. Domanda energetica peraltro sempre più connessa con la generazione diffusa. Questo da un lato aggiunge un grado di complessità ulteriore al sistema elettrico, che pone anche una sfida dal punto di vista regolatorio, dall’altro offre nuove opportunità agli utenti finali di cercare un prezzo di approvvigionamento energetico più basso, agendo sul mix di gestione carichi, generazione e acquisto.

Dalle smart grid al demand response: nuove relazioni tra consumatore e operatori

L’evoluzione delle tecnologie, la convergenza e l’integrazione delle network industries (energia, trasporti, telecomunicazioni), nonché la spinta delle politiche per la sostenibilità e il clima, abbinata al cambiamento degli stili di vita e di consumo, aprono nuove e sostanziali prospettive lungo le diverse fasi della catena del valore della filiera energetica e abilitano nuove soluzioni integrate e “intelligenti” per ottimizzare le risorse e generare vantaggi di sistema.

Perché programmare i consumi elettrici? Intervista all’Ing. Marco Cittadini

Spesso il concetto di Demand Response, così come quello di Smart Consuming, appaiono vaghi e lontani dalla vita dei cittadini italiani. Ci spiegherebbe perché non è così? E perché proprio in questo momento è diventato un tema così attuale?

Tutti noi abbiamo ormai uno smartphone in tasca. Una cosa impensabile fino a qualche anno fa. In analogia, anche chi consuma energia può oggi fare cose che non sembravano possibili fino a dieci anni fa.

Pompe di calore: un nuovo ruolo per il gas naturale

La domanda di energia nel settore residenziale rappresenta una delle voci più significative della domanda energetica del nostro Paese e si attesta su valori prossimi al 40% (Eurostat), ben superiore ai consumi dell’industria e dei trasporti. Nello specifico, i consumi per riscaldamento e climatizzazione estiva sono stimati assorbire il 70% dei consumi del settore residenziale (ENEA), rappresentando quasi il 30% di tutti i consumi di energia del nostro Paese.

Il gas nel trasporto stradale: Italia protagonista

Il gas naturale, sia in forma gassosa (gas naturale compresso - GNC) che liquida (gas naturale liquefatto -GNL), è uno dei carburanti alternativi più usati nel mondo per combattere l'inquinamento da traffico. Il GNL sta diventando il fuel di riferimento per il trasporto pesante e navale essendo, di fatto, la sola alternativa al diesel in un’ottica di decarbonizzazione del settore.

Le potenzialità di sviluppo del biometano in Italia

In Europa c’è un enorme potenziale di sviluppo per quanto riguarda il settore del biometano. Il Consorzio Gas for Climate, analizzando lo scenario in chiave conservativa ed eco-sostenibile, ha recentemente calcolato che la filiera europea potrebbe produrre oltre 120 miliardi di metri cubi di gas rinnovabile all’anno entro il 2050. L’utilizzo del biometano nelle infrastrutture del gas per riscaldare gli edifici, produrre elettricità (affiancando eolico e solare) ed alimentare i trasporti pesanti sia a terra sia in mare, può effettivamente generare risparmi annui intorno ai 140 miliardi di euro entro il 2050 rispetto all’alternativa rappresentata da un sistema energetico basato al 100% sull’energia elettrica.

Energia: formazione e occupazione. Intervista a Grazia Fimiani (ENI)

Energia: formazione e occupazione, un connubio sempre più stretto e di primaria importanza per le imprese. Abbiamo intervistato Grazia Fimiani, Direttore Risorse Umane e Organizzazione di Eni,che ci ha raccontato le molteplici iniziative avviate dalla major italiana.

Nel mondo dell’energia il tema del lavoro, inteso come risorse umane, ha storicamente visto l’affermazione di due cliché: una netta prevalenza maschile e un’età media tendenzialmente elevata nei ruoli apicali. Questa connotazione può oggi dirsi superata?

Da anni abbiamo intrapreso un percorso di forte mutamento, innovazione e di cambiamento culturale volto al superamento di questi clichè, avviando un programma di iniziative strutturali volte a produrre effetti nel lungo periodo.

Insegnare l’energia tra complessità e falsi miti

Oggigiorno le tematiche energetiche ricoprono un ruolo fondamentale nel campo della formazione e della ricerca universitaria: da qui muove la scelta di numerosi atenei di fondare Dipartimenti o Istituti dedicati a questo argomento. Anche l’Ateneo in cui sono docente ha recentemente avviato un Dipartimento di Energia, all’interno del quale si uniscono le competenze di numerosi professori e ricercatori focalizzati nell’energy sector.

Recent development in energy investment and its implications for jobs

Energy infrastructure is an indispensable foundation for all countries’ economies. Investment in the energy system can influence its development path. Thus, this investment has an important impact on employment, but the links are often complex, involving long value chains and requiring trade-offs. These days the topic is often raised in relation to environmental and climate-related policies; raising concerns about potential threats to fossil fuel jobs and hopes for job creation in the renewables sector. While the complexity of the supply chain makes it difficult to quantify net impacts and draw universal conclusions, our analysis indicates some interesting insights into direct and indirect job creation by energy investment.

Occupazione ed investimenti energetici: quale correlazione?

Le infrastrutture energetiche sono un elemento fondante e indispensabile per le economie di tutti i paesi, il cui sviluppo viene condizionato dagli investimenti necessari per la loro realizzazione. Allo stesso modo, questi investimenti esercitano un impatto importante sull’occupazione, anche se il legame risulta spesso complesso perché si fa riferimento a catene del valore molto lunghe e perché in diversi casi possono crearsi situazioni di trade-off. Recentemente, il tema investimenti/occupazione è stato oggetto di dibattito in quanto le politiche climatiche ed ambientali hanno sollevato preoccupazioni per le ricadute negative che potrebbero interessare l’occupazione nei settori correlati alle fonti fossili; per contro, alimentano aspettative sulla creazione di nuovi posti di lavoro nel comparto delle rinnovabili.

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