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ARCHIVIO | 9 ARTICOLI

L’accumulo componente essenziale delle UVA

Con incredibile ritardo, la deliberazione 300/2017/R/EEL di ARERA del 5 maggio 2017 ha finalmente avviato l’iter che ha consentito a Terna di varare i progetti pilota per la partecipazione ai servizi di dispacciamento di unità virtuali abilitate di produzione (UVAP), unità virtuali abilitate di consumo (UVAC), unità virtuali miste di produzione e di consumo (UVAM), unità virtuali di stoccaggio (UVAS). Secondo la delibera, le UVAP e le UVAM possono includere sistemi di accumulo (SdA), a tutti gli effetti assimilati alle unità di produzione, come prescritto anche dalla Direttiva UE 2018/2001 (RED II).

Decarbonizzazione: cosa dice il Piano Energia e Clima?

L’obiettivo, molto sfidante, assunto dal Piano Nazionale Energia e Clima (PNEC) - riduzione a 103,8 Mtep dei consumi finali nel 2030 - consente di innalzare di due punti rispetto all’ultima SEN (dal 28 al 30%) la loro quota coperta da fonti rinnovabili, conservando la produzione, sia elettrica che termica, e il contributo delle FER alla mobilità sostenibile sostanzialmente uguali a quelli indicati dalla SEN.

Il contributo della produzione rinnovabile elettrica passa infatti dal 55% della SEN al 55,4%, obiettivo inferiore a quello suggerito dalla “thumb rule”: una regola empirica, confermata (anche in Italia) dagli andamenti reali, secondo cui la percentuale per la quota elettrica è quasi doppia di quella complessiva.

Un futuro elettrico ma troppo convenzionale

Finalmente se ne sono accorti. Dopo 25 anni in cui la domanda di elettricità è cresciuta più rapidamente di quella complessiva, per l’IEA “2018 is the year of electricity” e il World Energy Outlook destina quasi un quarto delle pagine allo “Special Focus on Electricity”. Purtroppo, con risultati inferiori alle attese.

Ad esempio, era prevedibile che nelle 150 pagine dedicate al settore elettrico, il problema della cybersicurezza - una delle principali criticità di un sistema sempre più digitalizzato - fosse adeguatamente trattato,  invece lo si cita di passaggio due o tre volte, limitandosi a sottolineare che va tenuto presente.

Incentivazione delle rinnovabili: nuovi problemi, vecchi errori

L’incentivazione delle rinnovabili in Italia incominciò col passo sbagliato. La legge 9 del 1991 tolse il limite di 3 MW posto dalla legge 308/82 alla libera produzione elettrica con fonti rinnovabili e obbligò Enel ad acquistare tale energia a prezzi incentivanti. Estese però questi benefici anche alle fonti “assi­milate” (cogenerazione, utilizzo di calore da processi industriali, gassificazione del tar delle raffinerie).

Multiutility: il successo passa dalla rivoluzione digitale

Con il suo impeto rivoluzionario il digitale è entrato anche nel settore energetico, che sta subendo una profonda trasformazione. Il suo impatto riguarda infatti l’intera catena del valore: dagli approvvigionamenti alla distribuzione e al trasporto, fino alla vendita e al rapporto con i clienti finali.

Nelle tecnologie digitali una rilevanza crescente la sta assumendo il cosiddetto Internet delle cose (IoT), caratterizzato dallo scambio in modo autonomo di informazioni tra oggetti che modificano le proprie prestazioni sulla base delle informazioni ricevute.

Accumuli elettrochimici e digitalizzazione rivoluzionano il settore energetico

Stiamo assistendo all’irruzione nel settore energetico di due “disruptive technologies” - l’accumulo elettrochimico e la digitalizzazione - che modificheranno radicalmente sia le attuali modalità di gestione del mercato elettrico, sia l’assetto della mobilità.

Ad esempio, la realizzazione di una “smart home” che integri sicurezza, entertainment ed energy management, come pure l’offerta alle imprese industriali di servizi che ne migliorino sostanzialmente l’efficienza energetica - entrambi conseguibili avvalendosi delle nuove tecnologie di misura e di comunicazione - possono rappresentare un valore aggiunto, che facilita la fidelizzazione del cliente.

La Strategia energetica italiana nel contesto europeo

La decisione del Ministro dello Sviluppo Economico di definire una nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN), oltre a richiedere l’armonizzazione con la Strategia per lo Sviluppo Sostenibile (1) prevista dal Collegato ambientale e in via di elaborazione da parte del Ministero dell’Ambiente

- dalla presentazione del “Winter Package”, che Commissione, Parlamento e Consiglio europei si sono impegnati a trasformare in proposte operative entro il 2017;

-dall’obbligo per gli Stati membri di presentare nel 2018 il Piano clima-energia, contenente sia obiettivi al 2030 coerenti con quelli su energia e decarbonizzazione dell’Unione europea, sia una proiezione al 2050, in modo da consentire alla Commissione di verificarne la congruenza con gli obiettivi europei e, se del caso, chiedere agli Stati membri le correzioni che consentano di addivenire al Piano finale entro il 2019. Piano per il quale il documento di governance del “Winter Package” ha definito vincoli e linee guida molto stringenti.

Al via i contatori digitali 2.0

Nel 2016 due delibere dell’Autorità per l’energia hanno dato il via alla penetrazione nella distribuzione elettrica dei sistemi di smart metering di seconda generazione (2G), comunemente noti come contatori digitali 2.0. Questi prenderanno progressivamente il posto della prima generazione di contatori intelligenti, installati a partire dal 2001, quando gli 1G avranno completato la loro vita utile (15 anni). La fase di sostituzione inizia pertanto nel corso di quest’anno.

La prima delibera (87/2016/R/EEL dell’08/03) ha definito le caratteristiche prestazionali minime dei misuratori 2G, mentre la seconda (646/2016/R/EEL del 10/11) stabilisce i criteri per il riconoscimento dei costi d’installazione.

Le scelte energetiche di Trump avranno più implicazioni all’estero che all’interno degli Usa

Nell’ultimo secolo due presidenti americani hanno radicalmente cambiato le regole del gioco. Con Roosevelt (1933-1945), il governo federale aumentò in notevole misura il proprio ruolo e fu parte attiva nella realizzazione del compromesso keynesiano tra industria e sindacati. I successori di Roosevelt si limitarono a ritocchi o ad aggiornamenti del nuovo assetto istituzionale, senza alterarne le strutture portanti, fino alla presidenza Reagan (1981-1989), che diede al sistema americano un’impronta neoliberista, di cui è stata parte integrante la rimozione di molti dei vincoli posti da Roosevelt al funzionamento dei mercati finanziari. Rimozione completata durante l’amministrazione Clinton. ... segue

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