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ACQUA & AMBIENTE | 150 ARTICOLI

Servizio idrico: i primi timidi passi verso un percorso virtuoso di miglioramento

La Giornata mondiale dell’acqua è, come ogni anno, un’occasione per fare il punto della situazione. E per una volta, si può forse sfatare qualche mito e sfuggire al disfattismo cui, negli anni, ci siamo abituati quasi come a una litania.

Le statistiche dell’Istat sull’acqua

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, l’Istat ha pubblicato online un focus tematico che presenta una lettura integrata delle statistiche sulle acque condotte dall’Istituto, con particolare riferimento al triennio 2019-2021. L'acqua e l’insieme dei servizi a essa correlati sono elementi imprescindibili per la sostenibilità ambientale, il benessere dei cittadini e la crescita economica.

Il focus abbraccia diversi aspetti legati alla risorsa idrica, fornendo un approfondimento su: caratteristiche dei servizi idrici per uso civile; valutazione delle famiglie sul servizio idrico e sulle preoccupazioni ambientali; spese familiari sostenute per l’acqua; situazione degli apporti meteorici in Italia e nelle principali città; estrazione di acque minerali naturali a fini di produzione.

Una gestione ottimale della risorsa idrica richiede investimenti

Alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Acqua, sono stati presentati i dati del Blue Book della Fondazione Utilitatis, realizzato in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti e Istat e con il supporto di Utilitalia. Lo studio evidenzia come la gestione ottimale della risorsa idrica è un obiettivo imprescindibile per il diritto all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari ed ha impatti sociali, ambientali ed economici.

Crisi idriche sempre più frequenti: urge una pronta azione

Nelle ultime settimane mi sono molto occupata della siccità che ha colpito l’Italia, e in particolare quella del Nord. Ma un conto è guardare, orripilata, le cartine e i dati del CNR-IRPI, un conto è stato attraversare il Piemonte in treno e trovarsi di fronte un paesaggio texano, in barba alle tradizioni agricole e produttive di quelle zone. Il cambiamento climatico non è affatto un problema che riguarda solo chi ha a cuore l’ambiente, ma sempre più esce dai testi scientifici e riguarda tutti.

Gli alti costi per la finanza pubblica di una transizione inefficiente e inefficace

Meno entrate e più spese. Il processo di sostituzione a tappe forzate del parco veicolare da termico a elettrico avrà un impatto rilevante per la finanza pubblica. Proviamo a farne una stima di larga massima.

Circolano attualmente in Italia poco meno di 40 milioni di autovetture; quelle elettriche sono intorno a 200.000, numero raddoppiato rispetto al 2020. Lo scorso anno le immatricolazioni complessive sono state 1,5 milioni.

Sad: serve più efficienza e meno ipocrisia

La quarta edizione del Catalogo sui sussidi ambientalmente dannosi (sad) e favorevoli (saf) stima in  circa 21,6 miliardi di euro l’impatto degli uni e in circa 18,9 miliardi gli altri. A questi si aggiungono 13,6 miliardi di misure il cui impatto sull’ambiente è giudicato incerto. Il peso dei sad è in calo rispetto agli anni precedenti: l’aggiornamento delle stime relative al triennio trascorso fissa l’asticella a 22,3 miliardi nel 2017, 23,0 miliardi nel 2018 e 24,5 miliardi nel 2019. Per trovare un valore inferiore a quello del 2020, che ovviamente ha risentito del rallentamento dell’attività economica causato dal Covid-19 e dai lockdown, bisogna tornare al 2016 (20,3 miliardi).

PNRR e rifiuti: più riforme che investimenti

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresenta per il settore dei rifiuti un’occasione importante, vista la necessità di investimenti di un comparto che svolge un ruolo fondamentale nella promozione dell’economia circolare e nel contrasto al cambiamento climatico.

Tuttavia, come sottolineato anche dalla Corte dei conti, per i rifiuti, il PNRR “non prevede ingenti interventi infrastrutturali, ponendo piuttosto l’enfasi su una serie di riforme”, tra le quali rilevano la Strategia Nazionale per l’Economia Circolare e il Programma Nazionale per la Gestione dei Rifiuti (PNGR).

Rifiuti urbani: nell'anno del lockdown, cala la produzione e aumenta la differenziata

Rifiuti urbani, com’è andata nel primo anno della pandemia, in pieno lockdown? Ce lo dice l’Ispra, l’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale, che come ogni anno presenta e pubblica online il Rapporto sui rifiuti urbani frutto di una complessa attività di raccolta, analisi ed elaborazione di dati da parte del Centro Nazionale dei Rifiuti e dell’Economia Circolare dell’Istituto. Il Rapporto presentato quest’anno fornisce i dati del 2020 su produzione, raccolta differenziata, gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti di imballaggio, compreso l’import/export, a livello nazionale, regionale e provinciale e riporta le informazioni sui costi dei servizi di igiene urbana e sull’applicazione del sistema tariffario.

L’Italia del Riciclo 2021: il rapporto annuale sul riciclo e il recupero dei rifiuti

La nuova Strategia nazionale per l’economia circolare – che sarà adottata entro giugno 2022 - intende definire i nuovi strumenti amministrativi e fiscali per potenziare il mercato delle materie prime seconde, la responsabilità estesa del produttore e del consumatore, una roadmap di azioni e di target misurabili da qui al 2040 e supportare il raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica.

In questo quadro si inserisce la dodicesima edizione dell’Italia del Riciclo, realizzata dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile in collaborazione con Fise Unicircular, che presenta come ogni anno l’aggiornamento relativo all’andamento di tutte le filiere del riciclo, attivamente coinvolte nella redazione del Rapporto.

Rincaro costi energetici ed economia circolare: chi ricicla paghi meno

Il rialzo dei costi energetici e il conseguente impatto su cittadini e imprese sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti. Rischia, infatti, di assestarsi come problema strutturale e di sistema che inciderà in profondità sui processi economici. A livello comunitario, non si riesce ad affrontare il problema con adeguata risolutezza e coesione. In queste settimane, nonostante diversi scontri e momenti di confronto, le istituzioni europee e i loro leader non hanno ancora trovato un accordo sui prezzi dell’energia.

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