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ACQUA & AMBIENTE | 26 ARTICOLI

Belém 4X Pledge on Sustainable Fuels

 At the COP30 Leaders’ Summit on November 7, Brazil announced the Belém 4X Pledge on Sustainable Fuels, a commitment to quadruple production and use of ‘sustainable fuels’ by 2035. Italy was among the promoters, along with Japan and India, and others. As of November 14, another 19 countries have joined, including Canada, Mexico, and the Netherlands. 

Il Belem 4X Pledge sui combustibili sostenibili

Alla COP30 del 7 novembre, il Brasile ha annunciato il Belem 4X Pledge sui combustibili sostenibili, un impegno volto a quadruplicare la produzione e l’uso di “combustibili sostenibili” entro il 2035. L’Italia è stata tra i promotori, insieme ad altri paesi tra cui Giappone e India. Al 14 novembre, altri 19 Stati hanno aderito all’iniziativa, come Canada, Messico e Paesi Bassi. 

Il vuoto ai vertici di COP30

La trentesima Conferenza delle Parti sul Clima, COP30, è attualmente in corso in Brasile, e nonostante il contesto frenetico è impossibile non notare un’assenza significativa: Trump, Xi Jinping e Modi non partecipano ai negoziati. Eppure, i Paesi da loro guidati restano i tre principali emettitori mondiali: 29,2% la Cina, 11,1% gli Stati Uniti e 8,2% l’India, costituendo insieme quasi la metà delle emissioni globali

Dalle promesse della COP29 a COP30: a che punto siamo?

La COP 29, terminata il 22 Novembre 2024 si concludeva con un obiettivo discutibile, ma chiaro: finanziare con un ammontare di 300 miliardi l’anno la transizione climatica dei paesi emergenti tramite l’utilizzo di strumenti di finanza pubblica e privata dei paesi più ricchi entro il 2035. Dati alla mano, i numeri hanno da subito suscitato sentimenti misti e opposti tra le due parti. Da un lato, paesi come l’India e l’Africa hanno manifestato un forte disappunto circa l’insufficienza della quota promessa, esercitando pressioni affinché si potesse aumentare la quota da stanziare. 

CBAM: nuovi adempimenti per le imprese

Il Carbon Border Adjustment Mechanism, ai più noto come CBAM, è un nuovo tributo ambientale introdotto dall’Unione Europea per ridurre le emissioni di gas serra a livello globale. Il meccanismo applicativo è stato al centro di un importante intervento di semplificazione e rafforzamento ad opera del Regolamento UE 2025/2083 (pubblicato in G.U. dell’UE lo scorso 17 ottobre), che ha modificato l’originario Regolamento UE 2023/956.

Navigating a Volatile Year: The European Carbon Price in 2025

The European carbon market (EU ETS) has experienced a highly dynamic 2025, with the price of allowances (EUAs) being pulled between the structural tightening mandated by the "Fit for 55" package and the counter-pressures of global trade tensions. As the bloc progresses toward its ambitious climate targets, the carbon price remains the most sensitive barometer of both regulatory certainty and macroeconomic risks. 

How Article 6 Could Define the Future of Carbon Removals

After years of negotiation, the architecture of a global carbon market is finally complete. The Article 6 Rulebook, finalised at COP29 in Baku, sets the legal foundation for countries to trade emissions reductions and removals under the Paris Agreement. The challenge now, as detailed in our latest Oxford Institute for Energy Studies (OIES)’s paper ‘From Principles to Practice:  Operationalization of a Global Carbon Market under Article 6’ is far more practical – building the infrastructure, finance, and trust to make it work.

Proventi ETS: un tesoro per il clima

Nel meccanismo europeo di scambio delle emissioni (EU Emissions Trading System, “EU ETS”) ogni tonnellata equivalente di CO2 ha un prezzo e, di conseguenza, ogni quota venduta genera un ricavo. Quei proventi, secondo la logica originaria, dovrebbero alimentare la transizione energetica, finanziare efficienza, rinnovabili, trasporti puliti e sostenere le famiglie vulnerabili. Ma se a Bruxelles il principio è chiaro, nei bilanci nazionali la pratica è tutt’altro che lineare. L’Italia, in particolare, è oggi al centro di un dibattito acceso su ritardi e destinazione dei fondi.

Come può l’articolo 6 definire il futuro della cattura del carbonio

Dopo anni di negoziati, l’architettura di un mercato globale del carbonio è finalmente completa. L'articolo 6 del Rulebook, redatto alla COP29 di Baku, getta le basi giuridiche che consentono ai paesi di scambiare riduzioni e rimozioni di emissioni nell’ambito dell’accordo di Parigi. Adesso la sfida, come descritto in dettaglio nell’ultimo documento dell’Oxford Institute for Energy Studies (OIES) intitolato From Principles to Practice: Operationalization of a Global Carbon Market under Article 6, è più concreta: costruire le infrastrutture, i finanziamenti e la fiducia necessari per farlo funzionare.

Crediti di CO2 volontari – cosa sono, come funzionano?

I crediti di CO₂ sono strumenti utilizzati nel contesto delle politiche ambientali.  Un credito rappresenta l’equivalente di una tonnellata di anidride carbonica (CO₂) o un suo equivalente di gas serra. Il fine di essi è la riduzione o la rimozione dall'ambiente dei suddetti climalteranti con l’ausilio di differenti progetti, di solito realizzati in Paesi in via di sviluppo. 

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