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ACQUA & AMBIENTE | 150 ARTICOLI

La geopolitica di COP28

La ventottesima Conferenza delle Parti (COP 28) ha segnato alcuni importanti progressi, riuscendo ad allocare risorse per le perdite e i danni legati ai cambiamenti climatici, registrando l’impegno a incrementare l’uso di fonti alternative come l’energia nucleare e garantendo sostegno alle tecnologie per l’abbattimento dei gas serra. Soprattutto, è la prima volta che un vertice COP sottolinea il nesso tra  climate change e la salute pubblica, con i rappresentanti governativi di oltre cento paesi ad impegnarsi per la riduzione dell’inquinamento ambientale e di quello domestico, causa diretta di circa sette milioni di decessi all’anno (da decenni).

Il ruolo della Cina nella Cop dei compromessi

Doveva essere la COP dell’uscita dalle fonti fossili. È stata la COP dei compromessi. Ma per un paese come la Cina, il maggiore inquinatore al mondo, non poteva essere diversamente. Pechino ha da tempo impugnato le redini della corsa alla transizione energetica, ma rimane pragmaticamente ancorata a un sistema che sa non poter ancora stravolgere. 

La COP28 pone il clima in cima all’agenda internazionale

Ogni anno, a partire dalla prima COP di Berlino nel 1995, il mondo si riunisce per decidere come affrontare la sfida del cambiamento climatico. Alla COP21 di Parigi, nel 2015, per la prima volta, vennero assunti impegni vincolanti per limitare il riscaldamento globale entro la soglia di 1,5°C, superata la quale, secondo la scienza, l’impatto del cambiamento climatico risulterebbe catastrofico.

La finanza verde esce rafforzata da COP28?

Il 13 dicembre 2023, si sono ufficialmente conclusi i lavori della COP28 tenuta a Dubai, che ha visto coinvolti quasi 200 paesi e 90 mila delegati da tutto il mondo per affrontare, sulla base di studi scientifici, quello che viene indicato dalla banca mondiale come uno dei maggiori rischi dei prossimi anni: il cambiamento climatico e le strategie di contenimento delle temperature globali. 

ETS: what is the price trend in 2023?

European carbon price has averaged €85.3/t in 2023, after breaking the symbolic €100/t level in February and setting new record high since its creation in 2005. Allowance price remained at relatively high levels throughout the year, mainly supported by positive progress from the ETS policy front as EU lawmakers finalized the ambitious ETS reform legislations under the Fit for 55 framework.

ETS: come si è mosso il carbon price nel 2023?

Il prezzo europeo del carbonio (scadenza front month DEC-23) ha chiuso il 2023, in media, a 85,3 €/ton, dopo aver superato il livello simbolico di 100 €/ton a febbraio e stabilito un nuovo record dalla sua istituzione, avvenuta nel 2005. Il valore dei permessi di emissione si è mantenuto su livelli relativamente alti durante tutto l’anno, sostenuto principalmente dai progressi positivi compiuti sul fronte delle politiche Ets e dalle scelte dei legislatori dell’UE

2024: spariranno i cavalli?

Dove stiamo andando? Il 2024 rappresenterà un punto di rottura? Ci immetterà su un sentiero nuovo della transizione energetica? Porsi domande del genere potrebbe apparire retorico ma non lo è. Con il 2024, infatti, ci avviciniamo al punto centrale del decennio critico, quel 2020-2030 così importante poiché diverse istituzioni hanno formalmente espresso obiettivi da raggiungere nel 2030.

Global efforts show progress on plastic pollution is possible – but world remains off track

The biggest global voluntary effort to tackle plastic pollution and waste shows it is possible to make progress on a pressing environmental issue, yet tougher measures are now needed to curb the crisis, according to the Ellen MacArthur Foundation. Since 2018, more than 1,000 organisations have given their backing to the Global Commitment, led by the Foundation in partnership with the UN Environment Programme, to stop plastic packaging from becoming waste.

Il packaging della cosmetica diventa più sostenibile

Si compie spesso l’errore di pensare alla cosmetica come un ambito orientato alla sola rappresentazione estetica. Importante, dunque, ma in ultima analisi futile. Al contrario, il portato immaginario ed emotivo che il senso del bello porta con sé, arriva a rendere la bellezza un contenitore in grado di incarnare importanti valori. 

Inquinamento da plastica: passi avanti ma ancora lontani dall’obiettivo

L’ingente sforzo volontario globale per contrastare l’inquinamento e contenere i rifiuti derivanti dalla plastica dimostra che è possibile fare progressi ,ma sono necessarie misure più severe per frenare la crisi. Dal 2018, sono più di 1.000 le organizzazioni che hanno dato il loro sostegno al Global Commitment: iniziativa portata avanti dalla Fondazione Mac Arthur in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, per impedire che gli imballaggi di plastica diventino rifiuti.

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