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ACQUA & AMBIENTE | 104 ARTICOLI

I tre messaggi della COP 27

Monocorde, il tempo avanza. Gli anni si consumano e il budget carbonico compatibile con 1,5°C diventa sempre più sottile. Le COP sono periodici fiocchi di neve che si depositano sul tappeto logoro del negoziato climatico: inesorabilmente, si sciolgono. L’una prende il posto dell’altra, in una stratificazione di incontri che non fa recedere di un epsilon la tendenza inesorabile delle emissioni.

COP27: emisferi in conflitto

“Vi è stata una rottura della fiducia tra gli emisferi nord e sud, e questa fiducia deve essere ricostruita trovando un terreno comune sul consenso nei confronti delle tematiche di loss and damage”. Queste le parole di Antonio Guterres, Secretary-General delle Nazioni Unite, a valle della COP27 di Sharm. La tematiche di perdita e danno (loss and damage) sono state centrali durante il summit e potremmo, forse, dire che si tratta di una vittoria che nasce da una apparente sconfitta.

Il progetto ZERO WASTE: tecnologia industriale per l’economia circolare

Il progetto ZERO WASTE nasce sulla base dell’integrazione di varie tecnologie esistenti sul mercato del trattamento dei rifiuti, e portate avanti dalle diverse aziende associate ad Assorisorse, con il distretto circolare verde ideato da Nextchem /MyRechemical*. Da questa integrazione è stato sviluppato un innovativo schema industriale che, partendo dai rifiuti municipali indifferenziati, permette la produzione di prodotti per la mobilità sostenibile come l’idrogeno, l’etanolo e il biometano trasformando oltre il 98% della materia prima entrante.

Ridurre le emissioni di metano per recuperare gas: una nuova sfida dell’industria

Il tema delle emissioni di metano è attualmente al centro di un singolare allineamento siderale, con tre dinamiche completamente indipendenti che interagiscono:

  • il ruolo centrale del gas naturale nella decarbonizzazione dell’offerta energetica durante la transizione verso un’economia equa e sostenibile;
  • l’evoluzione dell’assetto normativo a supporto del raggiungimento degli obiettivi di contenimento del cambiamento climatico, che richiede di prestare particolare attenzione alle emissioni di metano;
  • le incertezze sull’effettiva disponibilità del gas naturale nei nostri mercati, come conseguenza del complicato scenario geopolitico conseguente all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

L’impatto ambientale dell’incidente al Nord Stream

Fare una  valutazione dell’inquinamento ambientale prodotto dalle emissioni di metano associate all’incidente ai gasdotti Nord Stream 1 e 2 non è facile, anche perché la situazione è ancora poco definita, ma è chiaro che si tratta di un incidente molto grave. Domenica 2 ottobre il portavoce della società di gestione dei gasdotti, U. Lissek, riferiva che la pressione dell’acqua aveva più o meno chiuso le falle in modo che il gas nei tubi non potesse più fuoriuscire. Fino al primo pomeriggio di lunedì 3 ottobre, il flusso in uscita dalle tubazioni sembrava essersi interrotto. Invece, nelle ore successive, la Guardia Costiera svedese dichiarava che la perdita dal Nord Stream 2 non solo non si era fermata, ma era addirittura cresciuta di dimensioni (circa 30 metri di diametro).

Il legame fra sicurezza energetica e emissioni di metano

Spesso mi sono sentita dire che il tema delle emissioni di metano è un tema troppo tecnico e ingegneristico, difficilmente assimilabile a problematiche politico-sociali di ampio respiro. Ma la situazione di emergenza energetica e climatica che ci troviamo ad affrontare dimostra invece quanto questi due aspetti siano intrinsecamente correlati. Tanto più che se si parla di transizione energetica, si intende un periodo di passaggio da fonti di produzione  basate sui combustibili fossili, a un più efficiente paradigma a emissioni zero, con un mix di energie rinnovabili e nuovi gas.

Il ruolo della CCUS nella lotta al cambiamento climatico

Il tema del cambiamento climatico ha travalicato i confini della ricerca e del dibattito scientifico per entrare prepotentemente in tutti i canali della comunicazione e dell’agenda politica. A prescindere dai contenuti scientifici, si tratta di una circostanza senza precedenti. Per la prima volta nella storia dell’Umanità un tema scaturito da speculazioni/osservazioni scientifiche condiziona non solo lo sviluppo tecnologico e la pianificazione governativa (il che sarebbe naturale) ma genera fenomeni sociali e pressioni sull’azione politica. L’intervento di un adolescente all’Assemblea Generale dell’ONU è un esempio paradigmatico.

Perché il prezzo del carbonio è sempre più alto?

Il prezzo del carbonio non smette di premere sull’acceleratore. Il 6 dicembre scorso sul mercato europeo ha segnato un nuovo record con 81,25 €/ton, e a detta degli esperti, il rally è tutt’altro che esaurito. Alcuni prevedono addirittura che il carbon price toccherà quota 100 € nelle prossime settimane. Considerando che si tratta di un mercato nato per supportare la decarbonizzazione dei sistemi energetici e per disincentivare la produzione di CO2 la notizia non dovrebbe preoccupare.

Riduzione delle emissioni di metano, una storia che inizia da lontano

Nell’ambito delle trattative mondiali per fronteggiare il rischio climatico quella degli impegni per la riduzione delle emissioni di metano è una storia di successo. Si potrà festeggiare solo quando si avranno le prove della loro effettiva riduzione, ma se ripercorriamo le estenuanti spesso inconcludenti discussioni che caratterizzano i meeting mondiali, iniziando dagli incontri annuali della Conferenza delle Parti (COP), difficile trovare precedenti su cui si sia registrata una tale convergenza in così poco tempo.

Il ruolo dell’Italia per il Global Methane Pledge

In occasione della COP 26 di Glasgow, a partire dall’impulso dato dalla Presidenza italiana del G20, è stata finalmente riconosciuta l’importanza delle emissioni di metano (provenienti da Oil & Gas, gestione dei rifiuti e agricoltura) che costituisce il secondo gas climalterante per importanza. È nato l’IMEO un osservatorio internazionale per queste emissioni presso l’UNEP, mentre UE e USA con un primo gruppo di stati nel mese di settembre hanno lanciato il “Global Methane Pledge” che prevede l’impegno di una riduzione del 30% di queste emissioni entro il 2030 (rispetto al livello del 2020).

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