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I Critical Raw Material nello sviluppo delle tecnologie per la transizione energetica

La transizione energetica rappresenta un processo di trasformazione profonda, volto alla decarbonizzazione del sistema energetico. Questa sfida, per essere vinta, ha bisogno che alcune tecnologie crescano e si diffondano il più possibile, e perché questo accada occorre far fronte all’aumento della domanda di materie prime.

A RemTech Expo: Stati Generali dell’Energia e il Manifesto dell’Energia

Il settore energetico, come noto, sta attraversando importanti trasformazioni nella direzione di decarbonizzare i modelli di produzione e di consumo dell’energia. Un impegno che ha richiesto coesione e convergenza di intenti nella comunità internazionale e ancora di più tra i Paesi dell’Unione Europea che hanno definito direttive per traguardare importanti obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e al 2050. 

Integrazione e sistema alla base dello sviluppo industriale e della transizione energetica

Nel contesto attuale, le risorse del sottosuolo – minerarie, energetiche e geotermiche – rappresentano una leva strategica per la competitività industriale, la transizione energetica e la sicurezza degli approvvigionamenti. Ma per trasformarle in valore economico, sociale - occupazionale e sostenibile anche da un punto di vista ambientale, è necessario sempre più una vista unitaria e un governo lungo tutta la filiera, secondo un approccio di sostenibilità sempre crescente, dall’esplorazione all’utilizzo finale, passando per trasformazione, trattamento, riciclo e riuso.

Auto europea in panne: la corsa elettrica tra illusioni normative e realtà di mercato

L’industria automobilistica in Europa è in grande difficoltà. Nei ventisette Paesi dell’Unione Europea, la flessione delle immatricolazioni nei primi sette mesi del 2025 è dello 0,7% rispetto all’analogo periodo del 2024 – ultimi dati disponibili al momento della stesura di questo articolo.

Automotive: per non perdere l’ottimismo, servono atti concreti

Il futuro dell’industria automobilistica europea si decide nei prossimi mesi. A due settimane dalla chiusura del terzo incontro del Dialogo Strategico sul settore auto, tenutosi a Bruxelles lo scorso 12 settembre, torniamo a richiedere con estrema urgenza alle Istituzioni Europee la necessità di adottare al più presto misure concrete per il settore

L'incontro che non c'è stato

Il terzo incontro del Dialogo UE sull'automotive ha suscitato numerose reazioni, forse anche superiori a quello che avrebbe meritato un incontro che, sostanzialmente, è come se non ci fosse stato.  Nulla è cambiato, infatti, rispetto a prima. Da una parte, i costruttori (che prima dell'incontro avevano chiesto «un approccio politico pragmatico, più flessibile e tecnologicamente neutrale alla decarbonizzazione del trasporto stradale») hanno invece continuato a chiedere risorse per le infrastrutture e per gli incentivi. 

I paradossi del “Dialogo strategico” sul futuro dell’automotive UE

Il “Dialogo strategico” sul futuro dell’automotive europeo è stato lanciato dalla Commissione europea il 30 gennaio 2025 per dare delle risposte concrete alla crisi di un settore che in Europa dal 2019 ha perso circa 3 milioni di autovetture (-20%) in termini di nuove immatricolazioni (in Italia se ne sono avute quasi 360mila in meno, -19%), generando numerosi annunci di chiusure di stabilimenti produttivi con conseguenti perdite di posti di lavoro. 

Cosa rallenta le rinnovabili in Italia?

Due dati sono indiscutibili. Nel 2024, la Germania ha prodotto circa il 61,5% dell'energia elettrica con fonti rinnovabili, la Spagna quasi il 60%, mentre in Italia siamo  circa al 41%. Tra i grandi paesi europei solo in Francia, dove domina il nucleare, la percentuale (26,3%) è minore di quella italiana.

Rinnovabili: dopo il boom 2024, un rallentamento nel 2025

Il 2024 è stato un anno positivo per le energie rinnovabili in Italia, con un aumento complessivo della capacità di generazione di quasi il 29%, confermando il ruolo strategico del settore per la sicurezza energetica e la competitività del Paese. La nuova capacità installata è cresciuta del 25%, mentre il repowering ha registrato un incremento del 68%, a conferma dell’attenzione del mercato non solo allo sviluppo di nuovi impianti, ma anche all’ottimizzazione del parco già esistente.

La Cina accelera sempre più sulle rinnovabili per inseguire i suoi obiettivi energetici

La crescita a ritmi elevatissimi della Repubblica Popolare Cinese (RPC) nel settore delle clean tech è un dato sotto gli occhi di tutti: d’altronde, visto che il Paese si sta avvicinando al picco di emissioni – fissato intorno al 2030, come annunciato dal Presidente Xi Jinping nel 2021 –, è necessaria un’accelerazione sempre maggiore anche per poter continuare a puntare verso l’ulteriore obiettivo, ovvero la neutralità carbonica entro il 2060.

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