Il Decreto Legislativo 30/2026 di recepimento nell’ordinamento italiano della Direttiva UE 2024/825, Empowering Consumers for the Green Transition, ridefinisce le regole della competizione industriale nel campo della sostenibilità. La normativa fissa standard chiari per la comunicazione e la rendicontazione aziendale, con l’obiettivo di proteggere i consumatori dalle pratiche commerciali ingannevoli
Methane emissions from maritime transport have rapidly emerged as a central issue in international climate governance. While shipping has traditionally focused on carbon dioxide (CO₂), growing attention is now directed toward methane (CH₄), particularly because of the increasing use of liquefied natural gas (LNG) as a marine fuel.
Le emissioni di metano derivanti dal trasporto marittimo sono rapidamente diventate una questione centrale nella governance climatica internazionale. Mentre tradizionalmente l'attenzione si era concentrata sull'anidride carbonica (CO2), ora si sta prestando sempre maggiore attenzione al metano (CH4), soprattutto a causa del crescente utilizzo del gas naturale liquefatto (GNL) come combustibile marino.
Le emissioni nazionali di metano, escludendo il contributo delle sorgenti naturali, rappresentano in media il 10,7% ± 0,8% delle emissioni totali di gas ad effetto serra nel periodo 1990–2024. Le emissioni di metano senza LULUCF sono diminuite da 55 a 43 Mt CO₂eq (-21,9%).
Il 4 agosto 2024 è entrato ufficialmente in vigore il Regolamento (UE) 2024/1787 relativo alla riduzione delle emissioni di metano nel settore dell'energia. Questo provvedimento rappresenta uno snodo decisivo nella strategia climatica europea, mirando a intervenire su uno dei gas serra più climalteranti, con un potenziale di riscaldamento globale circa 80 volte superiore a quello della CO2 nell'arco di vent'anni.
Gli Amici della Terra hanno realizzato il rapporto “L’attuazione in Italia del Regolamento (UE) 2024/1787 sulla riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico”, un’analisi approfondita della prima fase di applicazione della nuova normativa europea sul metano. Il Rapporto è stato presentato e discusso in un evento pubblico a Roma, nella mattinata di martedì 19 maggio, presso Palazzo Baldassini.
Il metano è oggi uno degli esempi più concreti di come l’ambizione climatica possa tradursi in azione pratica, mettendo insieme scienza, sicurezza energetica e responsabilità industriale. Ridurre le emissioni di metano non significa sostituire la riduzione della CO₂: la stabilità del clima nel lungo periodo dipende ancora da una profonda decarbonizzazione.
Nei modelli economici, la decarbonizzazione è una lotta tra colori: il verde delle rinnovabili contro il marrone delle fonti fossili. Questa dicotomia negli Stati Uniti si sovrappone alla mappa politica, abbinando il verde al blu dei Democratici e il marrone al rosso dei Repubblicani in un quadro politico dove sembra non esserci spazio per le sfumature.
Dopo un 2024 caratterizzato in Italia da un’espansione delle fonti rinnovabili elettriche, il 2025 segna una fase di rallentamento, registrando un calo della nuova potenza entrata in esercizio pari all’8,2% rispetto all’anno precedente. Il dato riflette principalmente il rallentamento del fotovoltaico, che è la tecnologia trainante del settore in Italia.
Nel 2025 eolico e solare hanno generato più elettricità nell’UE dei fossili per la prima volta (30% contro 29%), come riportato nella European Electricity Review di Ember. Uno storico sorpasso che mostra quanto velocemente l’Unione Europea si stia muovendo verso un sistema elettrico alimentato da sole e vento. Mentre la dipendenza dai fossili contribuisce all'instabilità geopolitica, la posta in gioco della transizione verso l'energia pulita è più chiara che mai.