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Sacchetti biodegradabili, un po’ di chiarezza sulla disciplina

Il 1° gennaio scorso è scattato il divieto di commercializzazione e distribuzione gratuita di sacchetti di plastica in materiale ultraleggero. La novità deriva da una legge approvata nell’agosto 2017 che tuttavia, probabilmente per mancanza di un’adeguata campagna comunicativa, ha colto di sorpresa la maggior parte degli italiani, gettando le basi per polemiche sterili, dietrologie e interpretazioni della norma non sempre corrette. Il presente contributo intende fare un po’ di chiarezza sulla disciplina riepilogando la normativa sugli shopper biodegradabili e compostabili.

Una norma giusta, ma quanta confusione

In Europa, secondo gli ultimi dati diffusi dall’EPA, l’agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti, si stima un consumo annuo di 100 miliardi di sacchetti di plastica. Una parte di questi finiscono in mare e sulle coste causando non pochi danni all’ambiente e alla biodiversità marina, sommandosi ai rifiuti spiaggiati di ogni forma, genere, dimensione e colore, frutto della cattiva gestione a monte e dell’abbandono consapevole, che continuano a invadere le spiagge del Mediterraneo e non solo:

Raccolta e riciclo della plastica: motore di crescita e innovazione per il Paese

La raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica, oltre a permettere in Italia lo sviluppo di competenze tecnologiche tra le più avanzate in Europa, ha determinato una forte spinta all’innovazione, consentendo all’industria italiana di competere nel mercato globale con prodotti e materie prime seconde derivanti dalla trasformazione dei polimeri.

La plastica è un materiale versatile, che per le sue proprietà in termini di resistenza, trasparenza, leggerezza ed infrangibilità è tra i principali responsabili dell’accelerazione tecnologica del Novecento ed è alla base dello sviluppo di tutti i principali settori moderni, dall’elettronica al biomedicale, dalla robotica alla telecomunicazioni.

Bioshopper: la posizione di Coop

Un intento nobile e condiviso, ma una normativa non chiara e tale da creare confusione. E’ la posizione espressa da Coop in merito alle nuove disposizioni entrate in vigore lo scorso 1 gennaio sui sacchetti biodegradabili e compostabili da utilizzare nei reparti ortofrutta.

Materia solo apparentemente banale che ha generato non poche polemiche, soprattutto in virtù del costo scaricato per legge sul consumatore finale, e comunque materia di non poco conto se si considerano i numeri di utilizzo di questa tipologia di sacchetti.

La rinascita della filiera italiana della bioplastica

Intervista a Marco Versari (Presidente AssoBioPlastiche)

La nuova legge sui sacchetti biodegradabili e sulle buste della spesa in plastica ha scatenato una campagna mediatica improntata sulla disinformazione e sulla dietrologia. Ci aiuta a fare un po’ di chiarezza?

Prima di tutto bisogna fare un passo indietro. Già dal 2012 l’Italia ha avuto una legge sulle buste della spesa riutilizzabili e biodegradabili che obbligava gli esercenti ad esplicitare il costo dei sacchetti e ad abbandonare le tradizionali buste in polietilene in favore di materiali biodegradabili.

Le ragioni dell’aumento dei prezzi dell’energia elettrica in Italia nel 2017

L’aggiornamento delle condizioni economiche dei consumatori in Maggior Tutela deliberato dall’Autorità il 28 dicembre 2017 ha provocato diverse reazioni, politiche e non, che hanno criticato l’operato del regolatore, responsabile – a dire di alcuni negazionisti delle ragioni del mercato – di aver reso più onerosa l’energia elettrica per le famiglie italiane.

La nostra Autorità, tuttavia, ha solo formalizzato qualcosa di cui tutti dobbiamo prendere atto: nell’ultimo trimestre i prezzi di mercato sono aumentati in misura sostanzialmente coerente con il trend del PUN di tutto l’anno 2017 che, rispetto all’anno 2016, è cresciuto in termini tendenziali del 27%.

Nucleare francese: i possibili effetti sul mercato elettrico italiano

La generazione elettrica francese è fortemente dipendente dall’utilizzo delle centrali nucleari che garantiscono il 75% dell’energia elettrica generata. Tale situazione è il risultato di politiche energetiche attuate sul finire degli anni ‘70 in risposta alle crisi petrolifere di quel periodo. In virtù di tali politiche, il parco di generazione elettrica francese è risultato essere molto più competitivo rispetto a quello italiano, largamente basato su impianti alimentati a gas naturale (es. CCGT) e ha garantito alla Francia un export costante di energia elettrica verso l’Italia, creando così una dipendenza diretta tra i due mercati.

La penuria idroelettrica e l’impatto sui prezzi dell’elettricità

Rispetto al 2016, l’anno che si è appena concluso ha presentato un conto più salato agli acquirenti di energia all’ingrosso. I dati sul mercato del giorno prima mostrano differenziali di prezzo PUN spesso dell’ordine di 10 €/MWh tra il 2017 e il 2016, con una punta di circa 25 €/MWh nel gennaio 2017.

In superficie, l’incremento del PUN nell’ultimo anno è solo uno dei possibili risultati del gioco di domanda e offerta, tra l’impennata di importazioni dalla Francia a partire dalla fine del 2016 e la penuria di energia idroelettrica nel corso dell’anno.

L’andamento dei prezzi del gas nel 2017

In controtendenza con quanto registrato nel 2016 che ha visto prezzi spot in calo sul 2015, il 2017 si è chiuso con prezzi spot medi nei principali hub europei in aumento. I prezzi spot al TTF (hub olandese di riferimento dell’Europa Continentale) sono cresciuti del 24% rispetto all’anno precedente, mentre i prezzi spot al PSV italiano hanno conosciuto un incremento tendenziale del 25%. Un tale andamento ha contribuito, in concomitanza con altri fattori, al rialzo dei prezzi elettrici.

Prevedere l’inquinamento atmosferico per migliorare la qualità dell’aria

In Italia l'inquinamento atmosferico costituisce ancora un problema, con superamenti dei limiti di legge frequenti e conseguenti rischi per la salute della popolazione esposta. L'utilizzo di modelli previsionali sulla qualità dell'aria è quindi fondamentale per informare i cittadini, aiutare gli amministratori a definire piani adeguati e permettere alla comunità scientifica di approfondire le relazioni sanitarie a breve termine. Qual è la proposta di ENEA?

Il problema dell’inquinamento, soprattutto urbano, è fra i più sfidanti per i decisori politici anche perché investe il tema della salute, le policy di trasporto pubblico, la mobilità, la viabilità, le scelte comportamenti dei singoli, gli investimenti delle amministrazioni locali e molto altro ancora. 

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