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L’Italia alla prova della crisi

Un anno e mezzo, 93 miliardi di euro e un rigassificatore galleggiante più tardi, l’Italia del “dopo Ucraina” assomiglia ancora molto, forse troppo, all’Italia del “pre-Ucraina”. Con una cruciale differenza: la sicurezza energetica è tornata a essere uno dei fattori che, nella testa dei decisori politici e dunque anche degli imprenditori, condizionerà le scelte di politica energetica negli anni a venire. In questi mesi l’Italia sta entrando in una fase di transizione, che segna il passaggio da una fase di crisi acuta a una di cambiamento strutturale e riassestamento economico.

Gas: quale bilancio a oltre un anno dalla guerra in Ucraina?

A livello comunitario, dopo tanti anni di scenari errati, assunzione di obiettivi sulla decarbonizzazione caratterizzati dalla costante assenza di analisi di fattibilità e di impatto economico e sociale, sta spirando una ventata di moderato pragmatismo. Ventata cui innegabilmente sta contribuendo il governo italiano. Pragmatismo che ha trovato nella guerra russo-ucraina un humus fertile per attecchire. Le tensioni sul mercato del gas, è bene ricordarlo, emergono nella seconda metà del 2021, frutto di un disallineamento tra domanda ed offerta per esplodere, come noto, con lo scoppio della guerra russo-ucraina.

La ridondanza fossile

La transizione “ecologica” è, appunto, transizione. Un processo in cui il fossile si ritira progressivamente dalla scena mantenendo nel mentre un suo ruolo in commedia. Quale sia il ruolo del fossile nell’uscita di scena lo definiscono poi la celerità degli investimenti sostitutivi ed il progresso di tecnologia; e i tempi dell’uscita li dettano la capacità di costruire nuova generazione e la velocità di sostituzione dei convertitori, inclusi quelli domestici (dall’auto al boiler alla cucina a gas). In un mondo che si avvia a 9 miliardi di abitanti direi nulla di possibilmente immediato.

La crisi e le conseguenze sul funzionamento del mercato gas

Non succede mai niente, ma quando succede, succede tutto assieme. Si potrebbe raccontare così l’esperienza vissuta sui mercati energetici a partire dalla seconda metà del 2021, quando i prezzi del gas – e conseguentemente dell’energia elettrica – sono saliti sull’ottovolante.

Breve riassunto: tre anni fa, a giugno 2020, nel pieno del Covid, il TTF si scambiava a 5 €/MWh. Fast forward: a giugno 2021 sfondava la barriera psicologica dei 30 €/MWh.

Cosa ha spinto la Russia di Putin ad invadere l’Ucraina?

Dopo la guerra nei Balcani degli anni Novanta, l’Europa è nuovamente scena di un conflitto militare dalle prospettive incerte, ma con un “alone di sofferenza” della popolazione ucraina sempre più crescente. In questi sedici mesi dall’inizio del conflitto fiumi di parole e di analisi sono state pubblicate per cercare di comprendere quali siano state le motivazioni che hanno indotto la Russia di Putin ad invadere l’Ucraina, avviando la cd. “operazione militare speciale”.

Le relazioni UE-Golfo nell’era del multipolarismo

La guerra in Ucraina ha rappresentato un momento di rottura nell’attuale ordine globale. Sebbene ci vorranno diversi anni per comprendere compiutamente il valore e gli impatti di questi eventi, è altresì evidente che alcuni mutamenti sono già in essere e in questo senso il teatro del Medio Oriente, e in particolare quello del Golfo Persico, si è mostrato più ricettivo e capace di comprendere il senso di queste trasformazioni. In quest’area, infatti, gli intrecci molteplici tra la politica interna e regionale da una parte, e gli interessi internazionali delle grandi potenze dall’altra, sono tutt’altro che marginali, frutto di più fattori multidimensionali concomitanti e collegati tra loro.

L’O&G nell’era della transizione: potenzialità e criticità di un settore in evoluzione

I recenti sviluppi geopolitici e geoeconomici stanno significativamente influenzando l’evoluzione del settore Oil&Gas, con particolare riguardo al comparto del gas naturale, che già da diversi anni ha visto crescere la sua rilevanza a livello globale e nei mix energetici di diversi Paesi, andando progressivamente a spodestare sua maestà il petrolio.

Allo stesso tempo, le numerose scoperte di giacimenti di gas naturale, unite alle innovazioni tecnologiche che hanno reso possibile una più ampia ed economica commercializzazione di questa risorsa,

La diversificazione energetica che punta a rendere la Turchia un hub regionale

Strumento di politica estera ed interna e, al tempo stesso, protagonista nelle relazioni strategiche: è il bilancio energetico della Turchia contemporanea. Dopo le dichiarazioni registrate al meeting bilaterale di Astana tenutosi a ottobre dello scorso anno tra i presidenti Putin ed Erdoğan, e l’inaugurazione del giacimento turco di Sakarya (il più grande del Mar Nero) di giovedì 20 aprile 2023, Ankara si candida ufficialmente a diventare hub energetico del Mediterraneo orientale e del Mar Nero.

Prolonged fighting could soon hit Sudan’s oil lifeline

Armed clashes broke out in the middle of last month as rising tensions between the two generals leading Sudan’s rival military units spilled over. On the one side, there is general Abdel Fattah al-Burhan, Sudan’s de-facto leader who heads the army, and on the other, general Mohamed Hamdan Dagalo, who heads the RSF.

The two factions had been sharing power in the country since the military coup in late 2021. That coup dissolved a civilian-led transitional government that had been installed following the ouster of long-time dictator Omar al-Bashir in 2019 to help move the country towards full-fledged civilian rule.

La crisi in Sudan e l’impatto sul settore petrolifero

Situazione critica in Sudan dove scontri armati sono scoppiati a metà aprile,  quando si sono acuite le crescenti tensioni tra i due generali alla guida delle unità militari rivali del paese. Da una parte, c'è il generale Abdel Fattah al-Burhan, leader de facto del Sudan che guida l'esercito, e dall'altra il generale Mohamed Hamdan Dagalo, a capo delle Rapid Support Forces (RSF). Le due fazioni condividevano il potere nel paese dal colpo di stato militare avvenuto alla fine del 2021, quando era stato sciolto un governo di transizione a guida civile insediatosi, nel 2019, dopo la cacciata del dittatore di lunga data Omar al-Bashir.

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