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AssembraMENTI: al via la prima assemblea sul clima in Emilia-Romagna e Calabria

Quando nel 2019, insieme al team di change.org, abbiamo condotto un sondaggio tra gli allora nostri 10 milioni di utenti italiani per immaginare un “green deal” socialmente inclusivo, non ci aspettavamo di ricevere oltre 10.000 risposte argomentate, appassionate, precise. Questa indagine dettagliata seguiva un sondaggio più generale che ha indicato che il 75% degli utenti di Change.org sono a favore di una transizione ecologica in grado di creare nuovi posti di lavoro.

Le assemblee di cittadini come strumento per la transizione

La democrazia è indispensabile per la transizione ecologica? Prima di rispondere scontatamente “sì” - sulla base del fatto che l’interesse generale dovrebbe prevalere sugli interessi particolari di inquinatori - vale la pena prestare attenzione a un tallone d’Achille dei sistemi democratici in cui siamo abituati a convivere. Il che non significa disconoscere le virtù della democrazia, bensì riconoscerne le debolezze per rafforzarla.

Clima e transizione: riconoscersi vulnerabili, riscoprirsi protagonisti

I cambiamenti climatici sono strettamente connessi con la storia geologica e biologica del nostro pianeta. Avvengono da miliardi di anni e sono stati almeno la con-causa di diverse estinzioni di massa che hanno costellato l’evoluzione della vita sulla terra. Dalla fine dell’ultima glaciazione, circa 11.000 anni fa, la stabilità del clima è stata forse la causa primaria che ha permesso lo sviluppo delle società umane, la loro diffusione nel pianeta, la nascita dell’agricoltura e con essa l’emergere degli insediamenti umani e delle grandi civiltà.

Pericolo climatico e impatti sul territorio. Scenari nazionali e regionali

Il fenomeno del riscaldamento globale è ormai inequivocabile, come confermato dagli ultimi rapporti dell’IPCC (IPCC, 2014; 2018), con cambiamenti in atto che non hanno precedenti su una scala multi-decennale, centenaria o addirittura ultra-millenaria. La temperatura media globale osservata è oggi di circa 1,1°C superiore rispetto ai livelli dell’era preindustriale e questo sta già determinando importanti effetti, tra cui (solo per citarne alcuni) l’aumento di fenomeni meteorologici estremi (ondate di calore, siccità, forti piogge), l’innalzamento del livello del mare, la diminuzione del ghiaccio Artico, l’incremento di incendi boschivi, la perdita di biodiversità, il calo di produttività delle coltivazioni.

Una transizione in cinque anni per un vero Rinascimento Green

Lo scorso 23 marzo, il “consorzio” di associazioni che prende il nome di Rinascimento Green ha presentato alla Camera dei Deputati il proprio “Progetto di lustro”, un dossier che contiene cinque priorità di azione e progetti immediatamente cantierabili, per decarbonizzare alcuni settori industriali, favorire l’inclusione e giustizia sociale, costruire un Paese resiliente. A distanza di una settimana, la coalizione di cui fanno parte, tra gli altri, Legambiente, Slow Food e ARCI, lancia le prime due assemblee per il clima su scala regionale, in Emilia-Romagna e Calabria. Ne abbiamo parlato con Annalisa Corrado, portavoce di Rinascimento Green e dell’associazione Green Italia.

Se la svolta delle comunità energetiche è frenata dalla politica

Dal 2000 in Germania l'autoconsumo è regolato dalla legge “Erneuerbare-Energien-Gesetz” (EEG), che consente ai cittadini di associarsi per investire in impianti su larga scala, anche con la partecipazione di aziende e di Comuni.

Così, quando l’11 dicembre 2018 è stata emanata la RED II, per le norme sulle comunità energetiche rinnovabili chiaramente ispirata all’esperienza tedesca, in Germania ne erano censite 1.750, un numero probabilmente arrotondato per difetto.

Comunità energetiche rinnovabili: cosa dice la legge?

Tra la fine del 2019 e i primi mesi del 2020 è stato avviato un percorso legislativo e regolatorio volto a recepire anticipatamente nel sistema energetico nazionale gli istituti e gli schemi relativi alle comunità energetiche (CER) e all’autoconsumo collettivo (ai sensi della Direttiva Rinnovabili – 2018/2001 REDII). Il regime introdotto attraverso l’art. 42/bis del Decreto Legge 162/19 (successivamente recepito dalla legge di conversione n. 8/2020 di fine febbraio 2020) pur con un carattere di transitorietà, ha l’obiettivo di sperimentare le ricadute e i potenziali elementi critici relativi all’introduzione delle due figure nel sistema elettrico italiano.

Comunità energetiche e sociali per contrastare la povertà energetica

Le comunità di energia rinnovabili raggruppano cittadini, piccole e medie imprese e enti territoriali per garantire la condivisione dell’energia rinnovabile prodotta fra i membri della stessa comunità. In un ambito territoriale molto circoscritto - quello delle utenze sotto la stessa cabina secondaria (equivalente a un piccolo quartiere) - la comunità può fare impianti propri o convenzionarsi con impianti di terzi per organizzare la condivisione dell’energia.

Il progetto GECO e i vantaggi della comunità energetica per i condomini del Pilastro

Il progetto GECO (Green Energy COmmunity) nasce nel distretto Pilastro-Roveri di Bologna, un’area in cui si concentrano edifici residenziali (circa 7.500 abitanti, di cui 1.400 in alloggi sociali), complessi commerciali (il Centro Commerciale Pilastro, Centro Commerciale Meraville, CAAB e Fabbrica Italiana Contadina - FICO/Eataly) e centri di produzione industriale ed artigianale, prevalentemente concentrati nella Zona Roveri.

La finanza sostenibile per il rilancio con imprese e istituzioni

Nel 2021 l’Italia sarà impegnata a riparare i danni economici e sociali causati dalla pandemia di COVID-19 e a rilanciare la crescita. La direzione di questi sforzi dovrà essere coerente con impegni sottoscritti a livello internazionale, come i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs) e l’Accordo di Parigi sul Clima. Inoltre, la Commissione Europea ha chiarito che la strategia di crescita dell’Europa è l’EU Green Deal, il piano di politiche e di investimenti lanciato nel 2019 per decarbonizzare l’economia e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 attraverso una “giusta” transizione.

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