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La rete elettrica alla prova del fuoco

Prezzi alle stelle, colli di bottiglia e il "mito" dello storage: così potrebbe essere sintetizzata l’interessantissima chiacchierata che RiEnergia fa con il Professore Fulvio Fontini, Ordinario di Economia Applicata all’Università del Salento. L'eccezionale ondata di caldo di giugno ha spinto i consumi elettrici a picchi storici, mettendo a dura prova la stabilità della rete nazionale.

Caldo estremo, reti sotto stress: la resilienza elettrica non è più rinviabile

Le ondate di calore che stanno attraversando l’Europa in queste settimane non sono soltanto un’emergenza sanitaria o ambientale. Sono anche un test, sempre più severo, per i sistemi elettrici. Copernicus ha indicato giugno 2026 come il secondo giugno più caldo a livello globale, mentre l’Europa occidentale ha registrato il suo giugno più caldo di sempre, con una forte ondata di calore nella seconda metà del mese. In Italia, dopo brevi pause instabili, le previsioni indicano una nuova fase di caldo afoso, con punte fino a 40 °C e notti tropicali.

Ondate di calore e prezzi dell’energia elettrica fra fattori congiunturali e nodi strutturali

I prezzi dell’energia elettrica in Italia sono ormai da tempo oggetto di un dibattito che tende tuttavia a concentrarsi spesso su aspetti congiunturali, piuttosto che sui fattori strutturali e sulle scelte di regolazione che ne determinano livello ed evoluzione. Dopo le crescenti tensioni geopolitiche, la dinamica del prezzo del gas naturale e la disponibilità di importazioni, l’attenzione più recente si è oggi spostata sulle ondate di calore in corso e sul conseguente impatto sul sistema elettrico dell’aumento delle temperature.

Tackling Energy Poverty in the EU: New Tools to Address Persistent Challenges

For the first time since 2021, the share of EU citizens unable to keep their homes adequately warm registered a downward trajectory, dropping to 9.2% in 2024 from a peak of 10.6% in 2023. The European Commission attributes this improvement to a combination of falling energy retail prices, the implementation of national energy efficiency measures, and better-targeted policy interventions. 

CER e povertà energetica: una leva strutturale per l’accesso equo all’energia

Le recenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente – e in particolare il conflitto in Iran – hanno riportato al centro del dibattito una criticità strutturale del sistema energetico europeo: la sua esposizione agli shock esterni. Il rialzo dei prezzi del gas, dell’energia elettrica e dei carburanti registrato nelle ultime settimane non costituisce un episodio isolato; si inserisce – piuttosto – in una dinamica ormai ricorrente, in cui fattori geopolitici si traducono rapidamente in aumenti dei costi per famiglie e imprese.

Contrastare la povertà energetica nell'UE: nuovi strumenti per sfide persistenti

Per la prima volta dal 2021, la percentuale di cittadini dell’UE che non riescono a riscaldare adeguatamente le proprie abitazioni ha registrato un calo: 9,2% nel 2024, in calo rispetto al dato di picco del 10,6% del 2023.  La Commissione europea attribuisce questo miglioramento a una combinazione di fattori quali il calo dei prezzi al dettaglio dell’energia, l’attuazione di misure nazionali di efficienza energetica e interventi politici più mirati. 

L’iniziativa europea per aiutare comuni e comunità a contrastare la povertà energetica: EPAH

La povertà energetica è una situazione in cui un individuo non riesce ad accedere o permettersi i servizi energetici essenziali — come riscaldamento, climatizzazione, illuminazione o utilizzo di elettrodomestici — a livelli adeguati a garantire una vita dignitosa e la salute. Il fenomeno è spesso causato da una combinazione di fattori che tendono a rafforzarsi a vicenda: bassi redditi, costi dell’energia elevati e scarsa efficienza energetica degli edifici e degli elettrodomestici.

Scenari di diffusione delle rinnovabili: cauto ottimismo, ma l’Occidente è frammentato

Nei modelli economici, la decarbonizzazione è una lotta tra colori: il verde delle rinnovabili contro il marrone delle fonti fossili. Questa dicotomia negli Stati Uniti si sovrappone alla mappa politica, abbinando il verde al blu dei Democratici e il marrone al rosso dei Repubblicani in un quadro politico dove sembra non esserci spazio per le sfumature. 

Rinnovabili: nel 2025 in Italia emergono segnali di rallentamento

Dopo un 2024 caratterizzato in Italia da un’espansione delle fonti rinnovabili elettriche, il 2025 segna una fase di rallentamento, registrando un calo della nuova potenza entrata in esercizio pari all’8,2% rispetto all’anno precedente. Il dato riflette principalmente il rallentamento del fotovoltaico, che è la tecnologia trainante del settore in Italia.

Le rinnovabili in Europa: sorpasso di eolico e solare nella produzione elettrica

Nel 2025 eolico e solare hanno generato più elettricità nell’UE dei fossili per la prima volta (30% contro 29%), come riportato nella European Electricity Review di Ember. Uno storico sorpasso che mostra quanto velocemente l’Unione Europea si stia muovendo verso un sistema elettrico alimentato da sole e vento. Mentre la dipendenza dai fossili contribuisce all'instabilità geopolitica, la posta in gioco della transizione verso l'energia pulita è più chiara che mai.

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