::

ARCHIVIO | 65 ARTICOLI

Biocarburanti: di necessità virtù e compatibilità

Nei soli ventisette Paesi dell’Unione Europea – al momento della stesura di questo articolo – circolano più di 256 milioni di autovetture che per muoversi non usano energia elettrica a fronte di meno di 9 milioni mosse grazie agli elettroni (stima su dati Eurostat). Ad essere precisi, nell’enorme insieme di automobili endotermiche sono incluse anche le ibride plug-in che possono utilizzare (e c’è da augurarselo) energia elettrica prelevata dalla rete per muoversi. 

Perché conviene convertire le raffinerie europee in bio-raffinerie

Il settore della raffinazione europea attraversa una fase di riposizionamento strutturale, e non meramente congiunturale. La domanda di prodotti petroliferi tradizionali arretra per effetto dei guadagni di efficienza energetica, del minor utilizzo delle autovetture, dell’incremento delle quote di biocarburanti e, in prospettiva, dell’elettrificazione dei trasporti leggeri; per contro, la capacità di raffinazione installata resta in larga parte dimensionata su un modello di domanda che non tornerà ai livelli pre-transizione.

La sfida dei biocarburanti: a che punto siamo?

La transizione energetica dell’Unione Europea impone una revisione strutturale del sistema dei combustibili e dei trasporti nel loro complesso. In questo scenario, è necessario superare l’attuale approccio "verticale", in gran parte focalizzato ad affrontare i settori di impiego in modo settoriale ed indipendente gli uni dagli altri: è ad esempio il caso dei Sustainable Aviation Fuels  (SAF), per cui sussistono obblighi e regolamentazioni specifiche e diverse da altri prodotti, pur provenienti dalle stesse materie prime. 

Raffinerie: l’asset invisibile da cui passa la transizione energetica

Se si parla di transizione energetica, l'immaginario collettivo corre immediatamente alle rinnovabili e all'elettrificazione. Più raramente ci si interroga su chi garantirà, durante questa trasformazione, l'energia, carburanti, prodotti e materie prime indispensabili al funzionamento dell'economia europea ed alla sicurezza energetica. Ed ancora, su cosa accadrebbe se l’industria della raffinazione dovesse definitivamente lasciare il continente.

Raffinazione non vuol dire rottamazione

Per anni abbiamo raccontato la transizione energetica come una sostituzione. Vecchio contro nuovo. Fossile contro rinnovabile. Raffinerie contro elettrico. Una narrazione lineare, quasi rassicurante nella sua semplicità. Oggi, però, la realtà sta imponendo una prospettiva diversa. Più complessa, ma anche più aderente alle sfide che l'Europa si trova ad affrontare in questo delicato momento storico.

The Jet Fuel Gap

Much oil-market commentary on the 2026 Iran war still begins with crude benchmarks. For aviation, that misses the binding constraint. The problem is not only the price of crude oil. It is the availability of jet fuel: a refined-product shortage created by blocked shipping, damaged refining capacity, incompatible crude slates, and inventory buffers under drawdown

La crisi e la carenza di jet fuel

Gran parte dei commenti letti e relativi agli impatti della crisi di Hormuz sul mercato petrolifero parte ancora dai prezzi di riferimento del greggio. Per il settore dell’aviazione, però, questo approccio trascura il vero vincolo. Il problema non è solo il prezzo del greggio, ma la disponibilità di carburante per aerei: una carenza di prodotti raffinati causata dal blocco delle spedizioni, dai danni alle capacità di raffinazione, dall’incompatibilità dei tipi di greggio e dall’esaurimento delle scorte di riserva.

Early thoughts on the Venezuelan energy sector in the post-Maduro era

The US operation that took place in Venezuela in the early hours of January 3 is nothing short of historical. While it indeed represents the end of the Nicolás Maduro-regime, it is also the beginning of a new period that, as of now, we know very little. Ten days after such events, the current environment is one of shock and uncertainty, one in which questions abound and answers are scarce and meagre.

“Absolute Resolve”: la fine della proiezione sino-russa in Venezuela e il nuovo contenimento americano

L'operazione "Absolute Resolve", condotta dagli USA all'alba del 3 gennaio 2026, rappresenta un dirompente turning point geopolitico ed energetico. Cina e Russia hanno reagito con profondo disappunto alla cattura di Nicolás Maduro. Abbandonando il tradizionale riserbo diplomatico, Pechino ha condannato una «grave violazione del diritto internazionale» e un’ingerenza egemonica, mentre Mosca ha definito l’operazione un’«aggressione armata» contro la sovranità del Venezuela.

Esiste l’indipendenza energetica degli USA?

Fra le ragioni che hanno spinto Trump all’intervento in Venezuela non si può non considerare la fragilità dell’approvvigionamento petrolifero del mercato americano  a causa della crisi strutturale del suo sistema di raffinazione, che impone la necessità di importare volumi significativi di petrolio greggio, semilavorati e benzine dall’estero. Gli USA consumano oltre 20 mil. b/g. di prodotti petroliferi, di cui 10 solo di benzine. 

Page 1 of 7 1 2 3 4 5 6 7 »
Execution time: 408 ms - Your address is 18.97.14.87