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ARCHIVIO | 4 ARTICOLI

La partita del Golfo: ambiguità araba e calcolo strategico dopo il 28 febbraio

Il conflitto esploso il 28 febbraio 2026, con l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro obiettivi strategici iraniani e la successiva risposta militare di Teheran, segna una nuova fase nella ridefinizione degli equilibri mediorientali. Più che un episodio isolato di escalation – ormai ricorrente dall’ottobre 2023 – esso appare come l’ennesima incrinatura all’interno di una trasformazione già in atto nella regione allargata. 

Il panorama tra geopolitica e sicurezza energetica in Nord Africa

Da tempo il Nord Africa si è guadagnato un ruolo focale all’interno delle dinamiche relative alla sicurezza energetica globale e alle sue complesse interconnessioni con la transizione energetica. Una centralità favorita dalla ricchezza di idrocarburi di quei territori, dalla posizione geografico-strategica unica a supporto dell’Europa e dall’alto potenziale nello sviluppo di tecnologie rinnovabili alternative all’eolico e/o al solare

Il dilemma strategico israeliano nel confronto con l’Iran

Il 19 aprile, Israele ha risposto alla rappresaglia iraniana scatenata alcuni giorni prima con un attacco che ha colpito per la prima volta direttamente il suolo della Repubblica Islamica. Un’azione che nasceva come esigenza e risposta inequivocabile di Tel Aviv all’enorme attacco aereo subito con droni e missili sui propri cieli – seppur con danni limitati – lo scorso 13 aprile.

Le relazioni UE-Golfo nell’era del multipolarismo

La guerra in Ucraina ha rappresentato un momento di rottura nell’attuale ordine globale. Sebbene ci vorranno diversi anni per comprendere compiutamente il valore e gli impatti di questi eventi, è altresì evidente che alcuni mutamenti sono già in essere e in questo senso il teatro del Medio Oriente, e in particolare quello del Golfo Persico, si è mostrato più ricettivo e capace di comprendere il senso di queste trasformazioni. In quest’area, infatti, gli intrecci molteplici tra la politica interna e regionale da una parte, e gli interessi internazionali delle grandi potenze dall’altra, sono tutt’altro che marginali, frutto di più fattori multidimensionali concomitanti e collegati tra loro.

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