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EAU e OPEC: la fine di un equilibrio e l’inizio di un nuovo ordine (non solo) energetico

Dopo cinquantanove anni di appartenenza, il 1° maggio gli Emirati Arabi Uniti hanno ufficialmente abbandonato l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC e anche la sua versione allargata, l’OPEC+), segnando una svolta significativa negli equilibri globali del mercato petrolifero. La decisione arriva in un contesto già altamente instabile, caratterizzato dal grande conflitto mediorientale tra Israele, Stati Uniti e Iran e dalla crisi delle rotte energetiche tra Mar Rosso e Stretto di Hormuz. 

Il surplus di petrolio che non incide sui prezzi

Il mondo è inondato di petrolio, perlomeno questa è la fotografia ufficiale: la domanda petrolifera cresce, ma l’offerta la supera abbondantemente, mentre le scorte sono sui massimi degli ultimi quattro anni. Un surplus così non si vedeva da anni, e arriva in una fase di tensioni geopolitiche e transizione energetica incompiuta.

Cina: transizione energetica a ostacoli

Quando il Presidente Xi Jinping, dinanzi all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel settembre 2020, annunciò i dual carbon goals della Cina (picco di emissioni intorno al 2030 e neutralità climatica entro il 2060), ben pochi sembravano pronti a scommettere sulla fattibilità dei target della transizione energetica cinese.

Energia e conflitti in Medio Oriente nel 2025

Nonostante la gravissima crisi iniziata il 7 ottobre 2023, che ha investito l’intera regione mediorientale, per tutto il 2024 il prezzo del petrolio ha seguito una tendenza al ribasso, con una volatilità relativamente contenuta. Dopo aver toccato una punta massima sopra i 90 dollari al barile in aprile, la quotazione del Brent è scesa gradualmente fino alla fine dell’anno, come mostra il grafico.

Il mercato petrolifero e le incognite del 2025

Il 2024 è stato un anno relativamente tranquillo per il mercato del petrolio, con il prezzo dei principali greggi di riferimento che si è mosso in un intervallo compreso tra i 70 e i 90 dollari al barile, nonostante la perdurante instabilità geopolitica e la polarizzazione della globalizzazione in regionalismi sempre più definiti e contrapposti.

Pressioni OPEC+ e investimenti FER: la doppia sfida per Arabia Saudita, UAE e Kuwait

L’attuale scenario geopolitico, segnato dai conflitti in Ucraina ed in Palestina, oltre che dalla tensione nel Mar Rosso, sta influenzando le decisioni dei principali produttori di petrolio dell’OPEC+, provocando instabilità nei prezzi del mercato internazionale.

La paralisi dell’industria petrolifera della Libia

L’industria energetica della Libia è nuovamente ostaggio dei conflitti politici tra le due coalizioni rivali che da anni si contendono il controllo del paese e delle sue risorse. Da una parte, si trova il Governo di unità nazionale (GNU), con sede a Tripoli e guidato da Abdulhamid Dbeibah

Gli Stati Uniti: potenza petrolifera nel pieno di una campagna elettorale

Per il settore petrolifero statunitense, il 2024 si annuncia un altro anno favorevole, destinato – secondo le ultime stime dall’Energy Information Agency (EIA) - a infrangere anche i record toccati nel 2023. Secondo i dati forniti dall’EIA, nei primi sei mesi dell’anno, la produzione è oscillata fra il 12.554 bbl/g di gennaio e i 13.249 di aprile

Il petrolio al funerale della benzina

Doveva essere l’estate dei prezzi superspike del petrolio e invece è stata l’estate del tonfo del Nikkei e dello scoppio della bolla sul carry trade dello yen. Prima di agosto erano in molti a prevedere che il prezzo del petrolio sarebbe salito oltre quota 90, spinto al rialzo dal consueto aumento della domanda estiva, dalla volontà dei paesi OpecPlus di tenere a freno la produzione e dai tamburi di guerra in Medio Oriente e Ucraina.

La torrida estate del petrolio

Se si esclude l’ultimo brusco calo della scorsa settimana, quando nel giro di poche ore il Brent ha perso circa 5 dollari al barile, il prezzo del petrolio da inizio anno è risultato piuttosto stabile, muovendosi in un corridoio compreso tra gli 80 e i 90 dollari, con oscillazioni perlopiù emotive, influenzate a volte dagli sviluppi della crisi in Medio Oriente, a volte dalla guerra in Ucraina.

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