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FONTI FOSSILI | 47 ARTICOLI

Le sfide della decarbonizzazione e la sostenibilità ambientale, sociale ed economica dei gas liquefatti, GPL e GNL

L’anno che ci lasciamo alle spalle ha messo a dura prova il comparto del GNL e GPL, sia da un punto di vista gestionale ed operativo che per quanto riguarda i risultati economici ed operativi delle nostre imprese. Allo stesso tempo si può affermare con certezza che tutte le aziende dei settori rappresentati da Assogasliquidi hanno profuso ogni “energia” al servizio del Paese, garantendo che ogni consumatore potesse contare sulla distribuzione del GPL e del GNL, senza alcuna soluzione di continuità durante tutto il periodo di lockdown, nel pieno rispetto dei Protocolli di sicurezza adottati.

Sostenibilità e sicurezza del settore dei gas liquefatti

In relazione al tema proposto della sostenibilità in termini di sicurezza dei settori dei gas liquefatti GPL e GNL, sono tre gli aspetti più importanti su cui soffermarsi. Il primo è che non bisogna avere paura - oggi ancora di più di ieri - di confrontarsi con le imprese e con l'industria. Un atteggiamento che i Vigili Fuoco hanno sempre avuto. La diffidenza fra Stato e Impresa non giova allo sviluppo del nostro Paese: serve piuttosto fiducia nell’altro e confrontarsi per far sì che vengano elaborate delle norme che ci permettano di lavorare trovando il giusto equilibrio fra il profitto dell'impresa e la sicurezza.

L’attività di controllo a tutela della legalità` nel settore del GPL

In base al Decreto Legislativo n. 128/06 e ai successivi provvedimenti, la Guardia di Finanza svolge attività ispettive e di controllo che garantiscono il rispetto della legalità nel settore della commercializzazione del GPL, sia da un punto di vista fiscale sia da quello più strettamente amministrativo.

Perché l’approvvigionamento petrolifero è una questione geopolitica, oltre che economica?

Tra i fattori di competitività del nostro Paese si tende spesso a dimenticare un dato legato al mix energetico nazionale. Non si tratta del mancato affrancamento dalle fonti fossili, che ancora oggi soddisfano oltre il 70% della domanda primaria, quanto della drammatica dipendenza da fonti energetiche provenienti dall’estero. Una nazione è tanto più a rischio quanto più alta è la sua dipendenza energetica e tanto più le importazioni provengono da limitati paesi fornitori, tendenzialmente con una bassa stabilità geopolitica.

Quale futuro per le fonti fossili?

Nel 2020, a fronte di una caduta del consumo di energia del 5%, la domanda di petrolio ha registrato un crollo senza precedenti di circa l’8%, dai 98 milioni di barili al giorno (mb/g) del 2019 ai 90 mb/g di quest’anno. La domanda di gas naturale ha mostrato maggiore resilienza, con una contrazione del 3%.

Secondo l’AIE le diverse reazioni alla crisi delle fonti energetiche dipende dal loro impiego in diversi settori dell’economia.

Le linee guida per una gestione in sicurezza delle attività di bunkeraggio di GNL

Lo scorso 22 ottobre all’interno del convegno “Responsabilità sociale, sostenibilità ambientale e sicurezza: il GNL per la ripartenza, guardando al futuro” è stato svolto un approfondimento sulla gestione in sicurezza delle attività di bunkeraggio di GNL, con l’indicazione degli elementi per una guida tecnica a supporto delle procedure di rifornimento.

Crisi dei mercati energetici: anche la Russia in balia dell'incertezza

L’emergenza Covid-19 sta avendo chiare ripercussioni a livello globale su tutti i settori produttivi e il settore energetico non è sicuramente escluso. Al contrario, sta registrando una contrazione dei consumi che i principali produttori energetici non possono trascurare. Il calo preoccupa tanto i producers di greggio quanto quelli del gas, sia nella sua forma piped che il GNL. Per quest’ultimo, in particolare, il calo della domanda si tradurrà non solo in annullamenti di contratti di fornitura a lungo termine, ma anche in rimodulazioni e differimenti delle decisioni sugli investimenti finanziari da parte dei principali paesi esportatori.

Mediterraneo Orientale: il futuro del gas tra irrazionalità economica e pulsioni geopolitiche

In un contesto di prezzi del gas in caduta, le strategie energetiche dei principali attori regionali appaiono plasmate da motivazioni squisitamente strategiche che ben poco hanno a che vedere con il pragmatismo economico. La pandemia sembra non aver smussato le tensioni politiche e la lotta per il gas continua a increspare le acque del Mediterraneo Orientale.

L’Arabia Saudita è ancora la banca centrale del petrolio?

Le misure di confinamento imposte a causa della diffusione del Covid-19 hanno avuto un impatto significativo sulla mobilità di miliardi di persone e conseguentemente sulla domanda di petrolio. Nel mese di aprile quest’ultima è diminuita di 29 milioni di barili al giorno, quasi un terzo del consumo mondiale.

Sul fronte dei prezzi, il petrolio ha toccato valori mai visti nella sua lunga storia e il 20 aprile, il “Black Monday”, il prezzo del WTI, il greggio di riferimento degli Stati Uniti, ha raggiunto valori negativi, costringendo produttori e i trader a pagare per sbarazzarsi di un prodotto che non trovava compratori e che non poteva nemmeno essere stoccato.

USA: difendere l’unconventional per mantenere la leadership globale

Negli Stati Uniti il Covid-19 ha avuto ricadute pesanti sul settore Oil & Gas, accentuando le criticità legate a un contesto internazionale caratterizzato da prezzi bassi. Così come per altri paesi produttori, il comparto energetico sta risentendo del calo dei consumi conseguente alle misure di lockdown imposte per contenere la pandemia. Un calo che secondo le stime della Energy Information Agency (EIA) nel primo trimestre del 2020 si è attestato sui 5,8 mil.bbl/g rispetto allo stesso periodo del 2019. 

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