FONTI FOSSILI | 150 ARTICOLI
A chiudere l’evento del 1° luglio a Roma organizzato da Assorisorse, “Energia e materie prime per la competitività delle filiere produttive", è l’intervento della Presidente Francesca Zarri che fa la sintesi di quanto emerso in una lunga mattinata di scambi di idee ed opinioni.
Il 1° luglio 2026 a Roma, presso il Centro Congressi Roma Eventi Piazza di Spagna, si è svolto l’evento “Energia e materie prime per la competitività delle filiere produttive “, promosso da ASSORISORSE. Un momento di approfondimento dedicato ai principali fattori che stanno ridefinendo gli equilibri economici e industriali, con particolare attenzione al ruolo strategico dell’energia e delle materie prime per la competitività del sistema produttivo
Il 1° luglio 2026 a Roma, presso il Centro Congressi Roma Eventi Piazza di Spagna, si è svolto l’evento “Energia e materie prime per la competitività delle filiere produttive“, promosso da ASSORISORSE. Un momento di approfondimento dedicato ai principali fattori che stanno ridefinendo gli equilibri economici e industriali, con particolare attenzione al ruolo strategico dell’energia e delle materie prime per la competitività del sistema produttivo.
Oggi viviamo in uno scenario di mercato che è profondamente diverso da quello che ha caratterizzato gli ultimi 50 anni. Una delle caratteristiche che differenzia questo contesto è legata alla velocità dei cambiamenti tecnologici, sociali e politici. Questo impone alle imprese una capacità reattiva differente per poter continuare ad essere competitive nel breve, medio e lungo termine.
Much oil-market commentary on the 2026 Iran war still begins with crude benchmarks. For aviation, that misses the binding constraint. The problem is not only the price of crude oil. It is the availability of jet fuel: a refined-product shortage created by blocked shipping, damaged refining capacity, incompatible crude slates, and inventory buffers under drawdown
The Strait of Hormuz is no longer fully blocked for LNG tankers, with a handful of cargoes having been exported east from the Gulf. However, we do not yet expect a full restart of the lost LNG production from Qatar and the UAE that makes up around 20% of the world’s LNG capacity. The vital shipping route has never been entirely shut to traffic. Throughout the crisis that began with US strikes on Iran on 28 February, some vessels have made crossings of the strait.
Gran parte dei commenti letti e relativi agli impatti della crisi di Hormuz sul mercato petrolifero parte ancora dai prezzi di riferimento del greggio. Per il settore dell’aviazione, però, questo approccio trascura il vero vincolo. Il problema non è solo il prezzo del greggio, ma la disponibilità di carburante per aerei: una carenza di prodotti raffinati causata dal blocco delle spedizioni, dai danni alle capacità di raffinazione, dall’incompatibilità dei tipi di greggio e dall’esaurimento delle scorte di riserva.
Lo Stretto di Hormuz non è più completamente bloccato e qualche metaniera, poche, è riuscita ad attraversarlo. Tuttavia, non ci aspettiamo ancora una ripresa completa della produzione di GNL persa da Qatar ed Emirati Arabi Uniti, che rappresenta circa il 20% della capacità mondiale di GNL. In questa vicenda merita rilevare un dato importante: questa vitale rotta marittima non è mai stata completamente chiusa al traffico.
Nel 1972, il Club di Roma diffuse l’idea che le riserve di idrocarburi fossero così limitate da rendere necessaria l’adozione di una strategia di decrescita. Da allora, quanti errori sono stati commessi a causa della fiducia eccessiva in modelli di elaborazione e previsione dei dati imprecisi e spesso fuorvianti.
Fare previsioni sul mercato petrolifero è oggi un esercizio che va ben oltre la statistica e l’econometria. È una questione di scelte industriali e allocazione di capitale in un contesto in cui le traiettorie energetiche dipendono in larga misura dalle politiche pubbliche, dall’intensità della transizione climatica e dalla velocità di diffusione delle tecnologie.