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Nel 2025 il mercato europeo del gas naturale ha continuato a muoversi verso un graduale e parziale riequilibrio, con una discesa quasi costante dei prezzi a partire da febbraio e un ridimensionamento della volatilità rafforzatosi nel corso dell’estate e dell’autunno. Ciò in attesa che la prevista ondata di nuova capacità produttiva di liquefazione vada nei prossimi anni a rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento e a migliorare l'accessibilità del gas anche in termini economici.
La discussione sulla transizione energetica italiana non può prescindere da una valutazione obiettiva del mix energetico attuale e delle sue prospettive future. È su questo terreno che si inseriscono gli Scenari di Sicurezza Energetica 2025 di Shell, tre percorsi possibili – Surge, Archipelagos e Horizon – che aiutano a comprendere come sicurezza, competitività e decarbonizzazione potrebbero evolvere nei prossimi decenni. Non previsioni, ma chiavi di interpretazione utili per confrontarsi con un sistema energetico sempre più complesso.
Negli ultimi anni il processo di transizione energetica avviato in Europa si è accompagnato ad un sempre più complesso quadro internazionale. Le crisi geopolitiche hanno posto in primo piano la sicurezza energetica come uno dei fattori chiave della stessa sicurezza nazionale. La politica energetica, dopo interventi di natura emergenziale, dovrebbe quindi privilegiare misure strutturali per assicurare flessibilità e competitività del sistema produttivo e il contenimento dei costi delle commodities.
Nel dibattito sulla transizione energetica c’è un nodo che continua a tornare: come garantire sicurezza energetica, sostenibilità ambientale e competitività economica – il cosiddetto trilemma – mentre cresce la quota di rinnovabili. È una domanda che spesso resta inevasa, schiacciata tra approcci ideologici e soluzioni parziali. Eppure, la risposta è sotto i nostri occhi: risiede nelle infrastrutture che rendono possibile l’integrazione dei diversi vettori energetici.
Negli ultimi anni il mercato globale del gas ha vissuto una trasformazione profonda, accelerata da fattori geopolitici, climatici e industriali. La crisi energetica innescata dal conflitto russo-ucraino ha imposto all’Europa una sfida senza precedenti: sostituire rapidamente il gas russo, garantendo continuità di forniture e stabilità dei prezzi. Grazie ad investimenti massicci in infrastrutture GNL ed interconnessioni tra Stati membri, il sistema europeo ha dimostrato la sua resilienza, evidenziando il ruolo essenziale del gas nella sicurezza energetica.
La domanda globale di gas mostra una ripresa strutturale per il biennio 2024–2025, sostenuta dall’aumento dei fabbisogni elettrici e termici. Pur registrando una forte espansione della capacità rinnovabile installata, la produzione effettiva non cresce con andamento altrettanto lineare, a causa dell’intermittenza e dei vincoli infrastrutturali. In questo contesto, il gas continua a svolgere una funzione di tecnologia di equilibrio, essenziale per garantire continuità e stabilità del sistema elettrico.
Il tema delle emissioni di metano è stato al centro delle discussioni a Gastech 2025 a Milano, confermando ancora una volta come il settore dell’energia stia affrontando una delle sfide più complesse della transizione. Tecnologie avanzate e intelligenza artificiale offrono strumenti sempre più efficaci per individuare e ridurre le perdite, ma il quadro normativo resta frammentato e incerto.
On 2–3 September 2025 Russian and Chinese leaders announced a legally binding memorandum of understanding (MoU) to construct the Power of Siberia 2 pipeline (PoS2) — a proposed 50 bcm/year route from Russia to China via Mongolia — and agreed modest increases to flows on the existing Power of Siberia (PoS1) and Far East routes. While the ceremony is politically significant, key commercial terms — notably price formula, offtake final investment decisions (FIDs) and SPA— remain unresolved.
The signing of the MOU between China and Russia for the construction of a new gas pipeline, the Power of Siberia 2, connecting the two countries has sparked widespread international debate on the political, commercial, and economic implications of this megaproject, which extend far beyond the gas pipeline project itself.
La firma del MOU fra Cina e Russia per la realizzazione di un nuovo gasdotto di collegamento fra i due paesi ha suscitato un ampio dibattito internazionale sulle implicazioni politiche, commerciali ed economiche di questo mega progetto che vanno ben oltre la singola iniziativa. RiEnergia dedica a questi aspetti una lunga intervista fatta a Morten Frisch, esperto dalla cinquantennale esperienza in materia gas, GNL e infrastrutture ad esso associate.