FONTI FOSSILI | 150 ARTICOLI
Lo scorso novembre, Brasile e Argentina hanno firmato un Memorandum d'Intesa che prevede l'esportazione di gas naturale argentino al suo vicino fino a 30 mil. di mc/g. L’accordo, firmato nell'ambito del vertice del G20 a Rio de Janeiro, durante un incontro bilaterale tra il Ministro dell'Economia argentino Luis Caputo e il Ministro delle Miniere e dell'Energia brasiliano Alexandre Silveira, assume una valenza importante da un punto di vista energetico-commerciale non solo per i paesi interessati ma per tutta l’area sudamericana, perché getta le basi per lo sviluppo di infrastrutture per il trasporto del gas naturale estratto nella formazione di idrocarburi non convenzionali di Vaca Muerta.
Qualche settimana fa, José Raúl Mulino, Presidente della Repubblica di Panama, ha annunciato l'avvio dei lavori del gasdotto interoceanico. Si tratta di un progetto presentato lo scorso aprile con l'intenzione di creare un condotto per il passaggio del gas dall'oceano Pacifico all'Atlantico (e viceversa) che corre in parallelo con il Canale interoceanico. Proprio per questo l'amministrazione del Canale è intervenuta sin dalla pianificazione del gasdotto.
Se l’Europa volta la schiena al gas russo, ecco che in Asia si torna a parlare di opportunità alternative. Martedì 2 settembre il leader cinese Xi Jinping e il presidente russo Vladimir Putin hanno annunciato una nuova ondata di accordi energetici, tra cui l’attesa firma di un memorandum “legalmente vincolante” per avviare il progetto Power of Siberia 2, gasdotto di quasi 3.000 km che dovrebbe trasportare fino a 50 miliardi di metri cubi di gas russo all’anno verso la Cina attraverso la Mongolia.
Il 2 e 3 settembre 2025 i leader russi e cinesi hanno annunciato un memorandum d’intesa (MoU) legalmente vincolante per la costruzione del gasdotto Power of Siberia 2 (PoS2) – un progetto che prevede il transito di 50 mld di mc/a di gas dalla Russia alla Cina attraverso la Mongolia. In quell’occasione hanno anche concordato modesti aumenti dei flussi attraverso i tubi già esistenti, ovvero il Power of Siberia (PoS1) e Far East.
LNG held centre stage at the recent International Gas Union (IGU) World Gas Conference held in Beijing last month, and that is hardly surprising given the global LNG market movements and the Asian continent’s appetite and commitment to further distance itself from carbon-intensive fossil fuels such as coal.
Europe has taken a greater share of the LNG market this year as it raised its prices to divert cargoes away from Asia to ensure steady injections into gas storage facilities after a colder winter. Europe, including the UK and Turkey, took in 32% of global LNG imports during January-May 2025, up five points from January-May 2024, when the region received 27% of deliveries.
La volontà dell’Unione europea di proseguire sulla strada del distacco energetico dalla Russia, da completare entro il 2027, aprirà ancora maggiori spazi di mercato agli altri paesi esportatori di gas liquefatto. Nel 2024 il blocco ha importato oltre 100 miliardi di metri cubi di GNL, principalmente dagli Stati Uniti, ma i carichi russi hanno rappresentato una quota significativa sul totale degli approvvigionamenti, con 20 miliardi di metri cubi.
Il mercato del gas europeo si ritrova in questi mesi a fare i conti con l’impatto dello scorso inverno, che ha visto un aumento di domanda del 10% rispetto all’anno precedente, come mostrato dalla fig. seguente. Questo ha portato a un consumo dei volumi in stoccaggio molto maggiore rispetto agli ultimi anni.
I primi mesi del 2025, relativamente al mercato del GNL, sono stati caratterizzati da dinamiche diverse rispetto a quanto verificatosi l’anno prima. L'Europa si è accaparrata una quota maggiore di GNL, aumentando i prezzi per dirottare i carichi dall'Asia e garantire iniezioni costanti negli impianti di stoccaggio dopo un inverno più freddo. Il Vecchio Continente, inclusi Regno Unito e Turchia, tra gennaio-maggio 2025 ha assorbito il 32% delle importazioni globali di GNL, con un aumento di cinque punti percentuali rispetto al pari periodo 2024.
Il GNL è stato al centro dell'attenzione alla recente Conferenza Mondiale sul Gas dell'International Gas Union (IGU), tenutasi a Pechino il mese scorso. Il che non sorprende, visti i movimenti globali che si stanno registrando in questo mercato e la propensione e l'impegno del continente asiatico a prendere ulteriormente le distanze dai combustibili fossili ad alta intensità di carbonio come il carbone.