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The Jet Fuel Gap

Much oil-market commentary on the 2026 Iran war still begins with crude benchmarks. For aviation, that misses the binding constraint. The problem is not only the price of crude oil. It is the availability of jet fuel: a refined-product shortage created by blocked shipping, damaged refining capacity, incompatible crude slates, and inventory buffers under drawdown

LNG tankers cross Hormuz, but no full restart yet

The Strait of Hormuz is no longer fully blocked for LNG tankers, with a handful of cargoes having been exported east from the Gulf. However, we do not yet expect a full restart of the lost LNG production from Qatar and the UAE that makes up around 20% of the world’s LNG capacity. The vital shipping route has never been entirely shut to traffic. Throughout the crisis that began with US strikes on Iran on 28 February, some vessels have made crossings of the strait.

La crisi e la carenza di jet fuel

Gran parte dei commenti letti e relativi agli impatti della crisi di Hormuz sul mercato petrolifero parte ancora dai prezzi di riferimento del greggio. Per il settore dell’aviazione, però, questo approccio trascura il vero vincolo. Il problema non è solo il prezzo del greggio, ma la disponibilità di carburante per aerei: una carenza di prodotti raffinati causata dal blocco delle spedizioni, dai danni alle capacità di raffinazione, dall’incompatibilità dei tipi di greggio e dall’esaurimento delle scorte di riserva.

Le prime metaniere attraversano Hormuz, ma siamo lontani dalla ripresa

Lo Stretto di Hormuz non è più completamente bloccato e qualche metaniera, poche, è riuscita ad attraversarlo.  Tuttavia, non ci aspettiamo ancora una ripresa completa della produzione di GNL persa da Qatar ed Emirati Arabi Uniti, che rappresenta circa il 20% della capacità mondiale di GNL. In questa vicenda merita rilevare un dato importante: questa vitale rotta marittima non è mai stata completamente chiusa al traffico.

The impact of closure of Strait of Hormuz for oil prices, and how buyers want to face the crisis

A sustained disruption of the Strait of Hormuz would not just push oil prices higher, it would test the global oil market’s ability to absorb another geopolitical shock without tipping into a broader energy crisis. In a scenario where tanker traffic is constrained but not fully halted, Brent likely settles into a $90–$100 per barrel range for several weeks. Prices might move materially above $100 per barrel if both physical flows and infrastructure damage overwhelm emergency responses.

Disruption in the Strait of Hormuz: Implications for China energy markets and policies

Iran’s effective closure of the Strait of Hormuz has become a stress test for China’s energy security policy. Decades of planning now seem to be paying off as Beijing has significant buffers to mitigate the impacts, but it is also exposing sector‑ and region‑specific vulnerabilities.

A Distant Strait, A Domestic Predicament: India’s Hormuz Exposure

The ongoing crisis in West Asia underscores a reality for India – the Strait of Hormuz is not merely a geographic chokepoint; it is a structural vulnerability embedded within India’s energy economy. The majority of the world's oil and major LNG flows pass through this short maritime corridor, so any disruption almost instantly results in price instability, supply bottlenecks, and policy recalibration in New Delhi.

Quando il cloud diventa fisico: la guerra in Iran gli attacchi ai data center

Per anni abbiamo raccontato il cloud come se fosse una nuvola vera: impalpabile, distribuita, quasi inevitabile e sicura. Poi arriva la guerra, e la questione diventa immediatamente molto materiale. I data center sono infatti fatti di cemento, gruppi di continuità, linee elettriche, sistemi antincendio e collegati da cavi sottomarini. E sono attaccabili dai droni.

Uno stretto lontano, una difficile situazione interna: l'esposizione dell'India a Hormuz

La crisi in corso in Iran mette in luce una realtà per l’India: lo Stretto di Hormuz non è solo un chokepoint geografico, ma rappresenta una vulnerabilità strutturale insita nell’economia energetica indiana. La maggior parte dei flussi mondiali di petrolio e dei principali flussi di GNL transita attraverso questo breve corridoio marittimo, per cui qualsiasi interruzione provoca quasi istantaneamente instabilità dei prezzi, colli di bottiglia nell’approvvigionamento e un ridefinizione delle politiche a Nuova Delhi.  

L’impatto della crisi del Golfo sulla politica energetica cinese

L'effettiva chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran è diventata una prova di resistenza per la politica di sicurezza energetica della Cina. Decenni di pianificazione sembrano ora dare i loro frutti, poiché Pechino dispone di margini di sicurezza significativi per mitigarne gli impatti, anche se non si può negare la messa a nudo di vulnerabilità specifiche di alcuni settori e regioni.

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