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Il percorso di decarbonizzazione del gas all’orizzonte 2050

Il 18 dicembre 2019 l'impianto "La Castellana" ha iniziato a produrre biometano e ad iniettarlo nella rete gas italiana. La struttura è situata in un'azienda agricola lombarda che ha adottato il modello “Biogas Fatto Bene” che consiste nella produzione di biometano da residui agricoli e colture stagionali, utilizzando gli scarti della digestione anaerobica come fertilizzante biologico. La Castellana è solo uno dei primi impianti di biometano in Italia, a cui ne faranno seguito molti altri negli anni a venire. Si stima, in particolare, che nei prossimi decenni la quantità di biometano prodotta su scala nazionale e trasportata, immagazzinata e distribuita attraverso l'infrastruttura gas esistente potrebbe attestarsi a 15 miliardi di metri cubi.

Gas Decarbonisation Pathways from today to 2050

On 18 December 2019 the ‘La Castellana’ biomethane plant started to produce biomethane and inject it in the Italian gas grid. The facility is located on a farm in Lombardy which adopted the Biogasdoneright model for sustainable agriculture. Biomethane is produced from agricultural residues and sustainable sequential crops and biogas digestive is being fed back to the field, avoiding the use of chemical fertilisers. La Castellana is one of the first biomethane plants in Italy, and many similar facilities are planned to be build in the coming years.

Perchè gas e rinnovabili elettriche non sono nemici

Il Patto verde per l’Europa o “European Green Deal” (visto che ormai non si possono chiamare anche le cose più semplici con un termine italiano) segnava già la direzione auspicata per lo sviluppo economico europeo dei prossimi anni prima della crisi del Covid19 ed è diventato un mantra durante il confinamento (o lockdown) che ne è seguito. Molti ripetono in coro: bisogna ripartire, ma non come prima e la prima cosa da fare è puntare sulla sostenibilità e quindi su uno sviluppo rispettoso dell’ambiente.

Gas, un supporto indispensabile per gli obiettivi climatici dell’Europa

Con la recente pubblicazione dello “European Green Deal”, la nuova Commissione europea a guida von der Leyen ha ribadito il proprio obiettivo numero uno: il raggiungimento di un’economia “net zero” entro il 2050 e decarbonizzata al 50% già a partire dal 2030. Lo scenario al 2050 prevede un total phase out” dai combustibili fossili da ottenersi anche grazie a politiche di sostegno ad un’economia circolare, alla digitalizzazione, alla mobilità sostenibile e così via.

Il ruolo della microcogenerazione a gas nella transizione energetica

Raggiungere gli obiettivi di politica energetica ed ambientale dell’Unione europea richiederà uno sforzo congiunto. Facendo leva su tecnologie innovative ed efficienti, il gas naturale darà un contributo strategico alla decarbonizzazione della produzione di energia. La cogenerazione ad alto rendimento, ovvero la produzione combinata di elettricità e calore, rappresenta una soluzione vantaggiosa e già tecnologicamente consolidata.

I sistemi di microcogenerazione hanno potenza elettrica inferiore a 50 kW e possono essere alimentati da diversi combustibili impiegando molteplici tecnologie di conversione.

Gas, idrogeno e biometano: decarbonizzazione e investimenti vanno a braccetto

All’interno del sistema energetico italiano, il gas naturale ricopre un ruolo chiave rappresentando, con il 35% dei consumi di energia primaria nel 2018, la prima fonte energetica del Paese coprendo, nel solo settore civile, il 50% dei consumi energetici. Anche a causa delle elevate escursioni stagionali, la corretta gestione di questa risorsa dipende dal dimensionamento e dalla magliatura della rete gas, oltre alla capacità di stoccaggio di circa 170 TWh di gas, che è pari ad un quarto della domanda annua.

La storia della filiera del GNL in Italia

Nel 2013 alcune imprese associate ad Assogasliquidi/Federchimica cominciarono ad esplorare le opportunità offerte dalla distribuzione del GNL dapprima negli usi industriali e subito dopo negli impieghi del prodotto nel trasporto stradale pesante. Sempre nel 2013 veniva diffusa dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco la prima linea guida in materia di prevenzione incendi avente ad oggetto il GNL: è infatti del marzo 2013 la “Guida tecnica ed atti di indirizzo per la redazione dei progetti di prevenzione incendi relativi ad impianti di alimentazione di gas naturale liquefatto (GNL) con serbatoio criogenico fuori terra a servizio di stazioni di rifornimento di gas naturale compresso (GNC) per autotrazione.”

Il punto sullo sviluppo delle infrastrutture di approvvigionamento e delle procedure autorizzative

Negli ultimi anni si è sviluppata l’attenzione sul GNL non solo per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento di gas naturale ma anche per l’uso diretto in forma liquida come combustibile nei trasporti pesanti e marini. Tale uso si inquadra nell’ambito del processo di decarbonizzazione dei porti, di riduzione dell'impiego di combustibili fossili, di efficientamento energetico e riduzione delle emissioni inquinanti.

Sicurezza, ubicazione, self service: le nuove regole sugli impianti di distribuzione GNL

Con il Decreto n. 257, approvato il 16 dicembre 2016 ed entrato in vigore il 14 gennaio 2017, l’Italia non solo ha recepito la Direttiva europea DAFI sui combustibili alternativi, ma ha anche preparato la via maestra per l’introduzione di importanti novità sul fronte della sicurezza per i distributori di GNL. Novità che andranno ad aggiornare la “Guida tecnica ed atti di indirizzo per la redazione dei progetti di prevenzione incendi relativi ad impianti di distribuzione di tipo L-GNL, L-GNC e L-GNC/GNL per autotrazione”, emanata tramite la Circolare M.I. n. 5870 del 18/05/2015 (Sezione Autotrazione).

Le attività della Regione Lombardia per lo sviluppo del GNL

Dalle parole ai fatti. Quando si parla di sostenibilità dei trasporti è facile incappare nella mera retorica. Ma se gli annunci non vengono seguiti dai fatti e giustificati da dati tangibili, il rischio è quello di sminuire l’enorme sforzo che ci viene richiesto dalle normative comunitarie e dai cittadini che chiedono a gran voce di diminuire tanto l’inquinamento urbano quanto quello locale.

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