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Fine dei mercati di tutela: luci (poche) e ombre (molte) per i consumatori

E’ ormai da anni che il dibattito sulla possibile fine dei mercati di tutela per l’elettricità ed il gas e la completa apertura al mercato libero è aperto. Un emendamento al decreto Milleproroghe n. 91/2018, approvato in Commissione Affari Istituzionali del Senato, ha fatto slittare al 1° luglio 2020 lo stop definitivo al regime di maggior tutela (inizialmente previsto per il 1° luglio 2019 dalla Legge 4 agosto 2017, n. 124) ma ancora, ad oggi, non sono state definite le modalità operative e non sono stati fugati i dubbi sulle conseguenze che questo cambiamento epocale potrà avere sulle tasche, e le vite, di milioni di persone.

Le performance ambientali della filiera degli idrocarburi

Gli idrocarburi, olio e gas naturale, che oggi soddisfano da soli circa il 54% della domanda energetica mondiale, sembrano essere ben posizionati per continuare a coprire un ruolo cardine nel panorama energetico mondiale anche per gli anni a venire. Secondo il principale scenario di lungo termine dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (New Policies Scenario) tale contributo dovrebbe ridursi solo leggermente nei prossimi 20 anni, assestandosi su un valore pari al 53% nel 2040.

La dimensione sociale dell’Oil&Gas in Italia

Leggendo i dati forniti da Assomineraria riguardanti il quadro nazionale del settore Oil&Gas è chiaro quanto sia determinante il suo impatto sull’economia italiana e, di conseguenza, sul benessere dei territori e dei cittadini. Queste le cifre, che non hanno bisogno di interpretazioni per dimostrare un fatto evidente: è un’attività che nel 2017 ha messo in archivio 3,3 miliardi di fatturato ‘diretto’ a cui si aggiungono 20 miliardi del ‘parapetrolifero’ italiano nel mondo.

La rivoluzione digitale parte dall'analisi dei dati

Lo sviluppo di internet ha drasticamente modificato il funzionamento dell’economia e le tecnologie digitali come i big data, l’intelligenza artificiale e l’internet delle cose (IoT) continueranno a trasformare le industrie europee negli anni a venire. E il carburante della rivoluzione digitale, come noto, sono i dati.

In campo energetico si raccolgono enormi quantità di dati: dai sensori, ai termostati, alle reti collegate al cloud, il flusso di dati che quotidianamente si raccoglie tanto dal lato della domanda quanto da quello dell’offerta è impressionante.

Le fonti rinnovabili non programmabili e la sfida delle previsioni

Nel 2017, con 25,2 TWh, l’Italia è stato il quinto paese al mondo per produzione di energia solare e l’undicesimo (17,7 TWh) per produzione di energia eolica, il che le ha permesso di coprire oltre un terzo della propria domanda elettrica con fonti rinnovabili (FER). Guardando al futuro, il Piano Energia e Clima (PNEC) di recente approvazione ha confermato e anzi innalzato gli obiettivi precedentemente fissati dalla Strategia Energetica Nazionale 2017, prevedendo per il 2030 una quota delle FER al 55,4% della generazione elettrica e al 30% dei consumi finali.

Il supporto dei dati nell’analisi dei mercati di dispacciamento

Nello studio dei mercati elettrici italiani, un ruolo primario è rivestito dall’analisi dei dati e delle informazioni che quotidianamente sono rese disponibili: in particolare, gli esiti (in termini di prezzi, quantità, flussi) delle diverse sessioni di mercato sono pubblicati dal Gestore dei Mercati Energetici (GME) il giorno successivo alla negoziazione e seguiti, la settimana successiva, dalla pubblicazione di tutte le offerte in acquisto e in vendita, sia con esito positivo che negativo, che hanno contribuito a fissare l’equilibrio di mercato. Ciò consente agli operatori e a tutti i diversi attori presenti nel settore di poter svolgere analisi delle dinamiche e dell’evoluzione dei mercati.

Le rinnovabili stanno al passo della trasformazione digitale?

Leggendo la sua carica aziendale la prima cosa che viene da pensare è che si tratta di uno di quegli ambiti che solo una decina di anni fa le aziende non prendevano in considerazione mentre ora, specie per le più lungimiranti e innovative, è parte integrante del business. Potrebbe spiegarci brevemente che cosa significa essere a capo dell’area Digital e IT di Falck Renewables e perché le imprese, in ogni comparto, stanno investendo nel digitale?

La trasformazione digitale è un fenomeno ormai da tempo dirompente all’interno di tutti i settori, da quello consumer, più tradizionale, fino all’industria, dove l’impatto organizzativo è ancora più significativo poiché si rende necessaria una completa e profonda revisione dei processi primari.

Gas naturale e sicurezza energetica: cosa dice il Piano Energia e Clima?

Tra gli obiettivi generali del PNEC rientra il garantire adeguati approvvigionamenti delle fonti energetiche convenzionali perseguendo sicurezza e continuità della fornituracon la consapevolezza del progressivo calo del fabbisogno di tali fonti sia per la crescita delle rinnovabili che per l’efficienza energetica”.

Nel 2018 l’Italia ha consumato 72,6 mld mc di gas naturale, pari a 59,5 Mtep, per un’incidenza sui consumi primari di energia valutabile nel 38% circa a fronte di un consumo di rinnovabili intorno al 18% (stima). 

Mercato interno: cosa dice il Piano Energia e Clima?

Con la presentazione da parte del Governo della “Proposta di Piano nazionale integrato per l’Energia e il Clima” (PNEC) è stato avviato il processo che dovrà portare l’Italia in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione al 2030. In questa versione iniziale, il PNEC si limita a definire gli obiettivi principali e le loro traiettorie attese, e a descrivere in modo sommario il contenuto della cassetta degli attrezzi da cui si attingerà per condurre il sistema energetico italiano verso i traguardi stabiliti. Esso tuttavia non precisa ancora gli aspetti fondamentali per gli operatori che sono chiamati subito a pianificare investimenti in impianti alimentati da fonti rinnovabili, nelle reti di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica, negli accumuli e nel trasporto di gas, e che riguardano tempi, condizioni e modi di utilizzo di questi strumenti.

100 volte RiEnergia, 100 volte grazie

L’energia è bella perché è varia: nell’epoca in cui il concetto di transizione energetica è il più gettonato nel dibattito pubblico spesso ci si dimentica di altri aspetti altrettanto importanti, come quello di “mix energetico”, mentre sta finalmente affiorando quello di “sostenibilità sociale”.

Con il progetto RiEnergia, nato 100 settimane fa e frutto della collaborazione con Staffetta Quotidiana, abbiamo cercato di illustrare proprio questa diversità e questa complessità, fornendo ai lettori uno strumento attraverso cui conoscere, approfondire e riflettere sulla materia.

Ciascuna tecnologia energetica è fondamentale, ma nessuna è in grado da sola di garantire tutte le esigenze di una società che si muove (in autobus, automobile, treno, aereo, bicicletta …), si scalda (con caldaie a gas, pompe di calore, cogeneratori, stufe a pellet …), lavora (come operaio, impiegato, postino, autotrasportatore…).

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