La transizione verso un'economia più sostenibile è diventata una priorità mondiale negli ultimi anni. Nonostante l'aumento del peso delle energie rinnovabili nel mix energetico globale e l'incremento dell'efficienza energetica, le emissioni di CO2 continuano a salire. Ciò è in parte dovuto al fatto che, nonostante la loro crescita, le energie rinnovabili non riescono ancora a soddisfare completamente l'aumento della domanda energetica.
Il cambiamento climatico ha avuto un impatto sull'ambiente a livello globale con conseguenze negative sulla disponibilità di acqua e sulla produttività agricola. Inoltre, la crescita della popolazione ha fatto aumentare la domanda locale di risorse alimentari ed energetiche e induce un impatto negativo sugli ecosistemi a causa dell'accumulo di rifiuti e delle emissioni di gas serra.
Le energie rinnovabili sono in una fase di sviluppo rapidissima e il settore che cresce a ritmo più veloce è senza dubbio il settore solare. La International Energy Agency (IEA) ha pubblicato i dati per il 2022: 1.200 GW sono ad oggi installati nel mondo con una produzione annua di oltre 1.400 TWh e con una superfice occupata di circa 25.000 km2. Inoltre, dato assai rilevante, la produzione di energia da fonte solare sta superando quella da fonte eolica e raggiungerà entro il 2030 quella da fonte idroelettrica.
L’eolico offshore è probabilmente l’unica possibilità per incrementare le energie rinnovabili in Italia e raggiungere gli obiettivi energetici posti dalle istituzioni europee per il 2030. Secondo gli ultimi dati del report statistico annuale 2022 di WindEurope, il nostro paese si colloca al settimo posto in Europa per potenza installata di energia eolica, con solo 526 MW installati nel 2022, dei quali solo 30 near-shore.
L'energia delle onde è una fonte di energia rinnovabile che non è ancora stata sfruttata. Estrarre energia dalle onde è un compito complesso, più difficile che farlo dal vento, dal sole o dalle correnti di marea. Questo perché l'acqua di mare è corrosiva, soprattutto durante le tempeste quando si mescola con particelle sospese. Inoltre, l'energia che le onde possono produrre varia molto: nei giorni di mare calmo è quasi nulla, mentre durante le tempeste può raggiungere livelli di centinaia di kilowatt per ogni metro di costa.
Il mondo sta affrontando sfide importanti per raggiungere gli obiettivi internazionali di mitigazione del cambiamento climatico in tempi, budget e spazio limitati. Costretti da spazi terrestri finiti e da una domanda energetica in crescita, l’implementazione di progetti con pannelli solari flottanti è attualmente una priorità nelle agende politiche mondiali. Un fenomeno in crescita sia nelle acque interne che offshore.
Se ormai è chiaro e definito l’obiettivo di puntare a un’energia pulita, sostenibile ed accessibile a tutti, ancora molto si può fare per definirne il come. Molte le tecnologie che possono aiutare in questo difficile quanto necessario processo; molto gli attori coinvolti; molti i progetti. Servono però anche idee innovative che vedano coinvolte nuove generazioni di ricercatori e di giovani professionisti, spazi in cui queste idee possano emergere. Da qui muove il progetto Call for Ideas – Mediterranean Region lanciato dalla Fondazione Eni Enrico Mattei in collaborazione con OMC - MED Energy Conference e l'Unione per il Mediterraneo (UpM). Ne abbiamo discusso con Filippo Del Grosso, Senior researcher e consulente FEEM e Giovanna Madera, Consulente FEEM.
Ancora una volta il tema dell’eccellenza operativa della filiera energetica è fra gli argomenti che verranno dibattuti all’ OMC di Ravenna del prossimo 23-25 maggio. Un tema caro all’Italia che vanta un expertise e un comparto industriale di prestigio. Del comparto, dei punti di forza e delle prospettive future, ne abbiamo parlato con l’Ing. Oscar Guerra, ad della Rosetti Marino, player importante della filiera con esperienza pluridecennale in Italia e in varie altre parti del mondo.
Cosa motiva e spinge le persone a costituire una comunità energetica, al di là della questione economica, che esiste e che certamente non può essere sottaciuta? La questione che mi è stata posta, non solo è quanto mai attuale ma è il crinale sul quale si gioca la capacità della pubblica amministrazione e del privato di offrire soluzioni che i cittadini possano percepire non come qualcosa di imposto dall’alto, ma che li veda protagonisti e artefici del loro destino e di quella di una intera comunità.
Nel dicembre 2019, la Commissione europea ha presentato l'European Green Deal, il piano per rendere l'Europa neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050. Come passaggio intermedio (Fit for 55), l'UE ha alzato la sua ambizione climatica per il 2030, impegnandosi a ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030. L'UE aspira a diventare il primo continente a rimuovere dall'atmosfera almeno la stessa quantità di CO2 che produce entro il 2050! Secondo l'ultimo rapporto dell'IPCC (Intergovernmental panel on climate change) è molto più economico tagliare le emissioni subito, utilizzando le rinnovabili invece di carbone, gas e petrolio, piuttosto che rimuoverle successivamente.