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Resilienza e Innovazione: le leve strategiche di Hera per lo sviluppo e la crescita dei territori

Il tema della resilienza è diventato più che mai attuale in questo frangente in cui il governo si accinge a varare il piano di spesa dei fondi che arrivano del Next Generation EU. Puntare su resilienza e innovazione è imprescindibile per poter centrare gli obiettivi di transizione energetica e rispetto dell’ambiente. E lo sa bene la multiutility Hera che su questi due concetti ha puntato molto nelle sue strategie. Ne abbiamo parlato con il Presidente Tomaso Tommasi di Vignano.

2020 ritorno al futuro: l’impegno di Hera per (ri)disegnare il domani

Il 2020 sarà ricordato, se non il peggiore, come uno degli anni più sfidanti per l’umanità nel suo complesso, nonché per la tenuta di un già fragile equilibrio economico globale. La crisi che stiamo attraversando ha ridefinito priorità ed esigenze, cambiando anche le prospettive per il futuro. Per affrontarla e soprattutto per riuscire a vedere “oltre”, serve un’azione concreta, ma soprattutto una visione improntata sulla resilienza. Insieme a Tomaso Tommasi Di Vignano, presidente esecutivo del Gruppo Hera, abbiamo discusso di come è stata gestita la crisi da una grande multiutility e provato a capire quale è la strada per la ripartenza.

Perché Hera punta sull’economia circolare?

Cinque semplici azioni per fare la differenza: ricicla, riduci, riusa, recupera, rigenera. Così, per Hera, il modello di economia circolare può essere introdotto nelle attività quotidiane delle imprese e nei comportamenti di ogni cittadino. Per la multiutility la sostenibilità ambientale rappresenta da sempre una leva strategica, che produce valore condiviso e ricadute positive sui territori e le comunità servite. Da qualche tempo, inoltre, Hera mette a disposizione l’esperienza e le competenze maturate, a sostegno di altre aziende, offrendo soluzioni per una transizione verso un’economia circolare che aiuti a ridurre costi e sviluppare nuovi ricavi. Ne abbiamo parlato con Presidente Esecutivo, Tomaso Tommasi di Vignano.

Business e purpose, la strategia di Hera

Il dibattito sulle organizzazioni orientate al purpose si sta progressivamente allargando, anche grazie agli input provenienti dalla comunità finanziaria. Qual è la sua opinione in materia? Si tratta di una diffusa operazione di marketing o stiamo assistendo a qualcosa di più serio e profondo?

Credo sia importante evitare le generalizzazioni, analizzando ogni caso a partire dalle sue specificità. Le metriche oggi disponibili in materia di rendicontazione, peraltro, sono molto raffinate e quindi - al di là degli obblighi di legge - chi vuole raccontare con trasparenza il proprio impegno ha tutti gli strumenti per farlo.

La città del futuro secondo Hera

Il 6 giugno si è tenuto il convegno del Gruppo Hera “Re-inventing the city: smartness anche resilience to face new challenges” durante il quale è stato anche presentato il Bilancio di sostenibilità 2018. Perché avete deciso di parlare di città?

È una scelta coerente con l’attenzione del Gruppo Hera ai territori. Le città sono al centro delle nostre strategie: siamo una multiutility a servizio di oltre 4 milioni di persone, operiamo in 350 Comuni in settori essenziali come l’ambiente, il servizio idrico integrato, la distribuzione e la vendita di gas ed energia elettrica.

Più impianti per gestire i rifiuti, si allarga l’impegno di Hera

Abbiamo chiesto a Tomaso Tommasi di Vignano, Presidente Esecutivo del Gruppo Hera, un parere sulla situazione italiana in materia di gestione dei rifiuti, in particolare per quanto riguarda il tema degli impianti, diventati ancora più urgenti alla luce del blocco delle importazioni di rifiuti dalla Cina.

Dopo il caso dei termovalorizzatori, che alle fine dello scorso anno erano stati al centro del dibattito politico, il tema dell’impiantistica collegata alla gestione dei rifiuti è passato in secondo piano ma, ciclicamente, torna alla ribalta non appena si verifichi qualche emergenza. Qual è lo stato dell’arte in Italia sul fronte della gestione dei rifiuti?

Coniugare business e clima: la strategia di Hera

Il tema del cambiamento climatico è sempre più urgente e d’attualità, ma ad essere preponderante è un approccio generico, poco orientato al business. Come ritiene sia opportuno evolvere per una maggiore consapevolezza sulla materia?

Finora il tema è stato affrontato prevalentemente con riferimento agli aspetti di carattere ambientale e di sviluppo sostenibile. Solo di recente si iniziano a rilevare pochi, “illuminati”, esempi di strategie aziendali che inquadrano il climate change in termini di sviluppo del proprio business, indipendentemente dal settore di appartenenza.

Hera: la sostenibilità come leva di crescita dell'ecosistema

Lo scorso 4 giugno, il Gruppo Hera ha organizzato a Bologna presso la propria sede un evento dal titolo “L'ecosistema e la sua unitarietà: una sfida per il futuro sostenibile”. Di quale ecosistema parliamo nel caso della multiutility Hera?

Il nostro ecosistema è rappresentato dal territorio in cui ci muoviamo, operiamo, interagiamo. Un rapporto, basato su valori chiave, che dev’essere collaborativo e di vicendevole beneficio, per favorire crescita, sviluppo e sempre nuove opportunità per i portatori di interesse coinvolti.

Hera guarda al 2021 con un piano industriale da 3 miliardi di investimenti

Tomaso Tommasi di Vignano (Presidente Esecutivo Gruppo Hera)

La strada che conduce al 2021 per il Gruppo Hera passa attraverso cinque parole chiave – crescita, efficienza, eccellenza, innovazione e agilità – sulle quali si fondano le strategie di sviluppo della multiutility bolognese. Un cammino che la società, da 4,4 miliardi di fatturato e 4,4 milioni di cittadini serviti (tra Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Toscana e Veneto), ha tracciato nel nuovo Piano industriale presentato ai primi di gennaio, con una previsione di investimento di circa 2,9 miliardi di euro ripartiti in tutti i settori di riferimento.

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